Forno inferno




Un giallo dallo humor rosa infiamma il quartiere Coppedè

Recensione di Sara Pisaneschi


Autore: Daniele Botti

Casa Editrice: Alter Ego

Genere: Giallo

Pagine: 148

Anno di pubblicazione: 2018

 
 

 

 

 

 

Sinossi. Il professor Ermete Lucifero, ultracentenario dedito all’occultismo, viene ritrovato barbaramente ucciso, sacrificato in una messa nera, nella sua abitazione al Coppedè. Dell’indagine si occupa il commissario Tinca, che lavora nello stesso quartiere al soldo dei Neri, la setta che governa Roma dai tempi di Cesare. Nella casa di Lucifero, Tinca trova un indizio che lo porta all’abbazia di Fiaschetta, ai Castelli Romani, nella cui biblioteca il professore aveva individuato un antico manoscritto proibito. L’immersione in quel mondo medievale e omertoso consentirà al commissario di capire cosa si cela dietro l’omicidio del vecchio studioso, e dietro i petali di rosa lasciati sul luogo del delitto. Tra massoneria deviata, satanismo, delitti rituali e sortite nel Forno Inferno – la pizzeria del quartiere che ha rimpiazzato il vecchio Caffè Coppedè – Tinca si troverà alle prese con il temibile “Enigma dei petali della rosa”. Delirio citazionistico e parodia di famosi best-seller, dal “Nome della rosa” all’”Esorcista”, “Forno Inferno” segna il ritorno sulla scena del crimine di Saverio Tinca, commissario privo di moralità, di scrupoli e di un codice d’onore.

 

 

Recensione

Un nuovo caso per il commissario Saverio Tinca, il commissario meno stereotipato che ci capiterà mai di incontrare. Della morale lui se ne infischia, è corrotto fino al midollo, ma il suo acume è sempre acceso e brillante (o così lui crede) grazie agli intricati rompicapo che risolve a tempo di record all’interno della sua amata “settimana enigmistica”, magari di fronte a una fetta di pastiera e a buon nero bollente del Forno Inferno.

Un nuovo omicidio rompe l’apparente calma del sofisticato e grottesco quartiere Coppedè di Roma, interamente governato dalla setta dei Neri, e a Tinca l’arduo compito di scioglierne le fila percorrendo strade non proprio ortodosse. Chi o cosa ha ucciso il professor Ermete Lucifero?

Si è trattato di un rito satanico?

Ha stuzzicato forze oscure più grandi di lui?

Trasportati direttamente in una sorta di lontano medioevo, la magia e la realtà si mescolano insieme all’interno dell’abbazia di Fiaschetta, ai Castelli Romani: lì si trova ogni risposta, lì il professore cercava un manoscritto di inestimabile valore per le sue ricerche. Personaggi quasi fiabeschi, riti occulti, strani esperimenti botanici e i pochi scrupoli di quasi tutti i personaggi, conducono il nostro protagonista alla scoperta della verità, a trovare il responsabile dell’omicidio, a percorrere il fil rouge che la parola “rosa” scioglie come un filo di Arianna.

Tinca, eterno giovane che abita con la madre e colleziona oggetti strani e costosi che rimandano alla sua infanzia, che viaggia a bordo della sua DeLorean MCT-12, che scende a tutti i compromessi possibili e immaginabili pur di mantenere lo stato attuale delle cose, lui, proprio lui, riesce a risolvere questo intricato caso. Non sempre tutto va bene, molti sono gli intoppi, ma ne esce a suo modo vincitore, anche se vincitore non lo è quasi mai, il nostro tenero, sfortunato, glaciale e vizioso Tinca.

Una scrittura brillante, quella di Botti. Piena di richiami letterari e spesso canzonatoria, molto irriverente. Smonta miti e fornisce risposte imprevedibili ai casi della vita. Non tutto è come sembra, non tutte le Maria Goretti sono brave persone. Di fronte all’aiuto fornito da fra Atzo da Velletri per poco non ci rimango secca. Humor, humor a non finire che lascia il lettore sbigottito e, allo stesso tempo, molto divertito. A bocca aperta. In fondo l’ironia resta sempre la nostra migliore arma.

 

 

 

Daniele Botti


Daniele Botti, nato nel 1977, copywriter, ha ideato campagne per brand nazionali e internazionali, ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 2016 ha pubblicato Caffè Coppedè – Un giallo dallo humor nero, segnalato al Premio “Calvino” e, con altri autori, Coppedè Esoterico – Guida ai segreti del quartiere più misterioso di Roma, entrambi per Alter Ego. Nel 2018 ha pubblicato Ciao – L’estate delle notti magiche (Augh! Edizioni). Forno Inferno, ideale sequel di Caffè Coppedè, è il suo terzo romanzo.
 

 

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