Frigo leader




Recensione di Sabrina De Bastiani


Autore: Massimo Villa

Editore: Erga

Genere: Narrativa

Pagine: 226 p.

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

Sinossi. Un’invasione aliena per demoni rock tra Varsavia e Genova Un gruppo punk formato da Beethoven, Mozart e Chopin. Uno scienziato pazzo e la figlia ninfomane. Un jazzista luciferino a capo di una banda di fuori di testa. Un quadro famoso rubato. E in primo piano lo scontro fra una razza aliena di creature demoniache scappate da un’altra dimensione attraverso un frigo e i demoni nostrani che reclamano un tributo di anime, tra la pioggia di Varsavia e la neve di Genova. A tutto questo dovranno pensare Henry Klausen e il suo capo Burton, agenti segreti americani specializzati in casi… particolari. Sempre che la fidanzata di Henry, Guenda, nel frattempo non faccia scoppiare la terza guerra mondiale, il Guardiano Supremo, il Kerk, non decida di incenerire la terra o che la propensione degli alieni di trasformarsi in crooner degli anni ’50 non faccia precipitare la situazione.

 

 

Recensione

Che sballo questo libro.

Lo so, paradossale usare un’esclamazione tipicamente anni ’80 per parlare di un romanzo che porta a iperbole il genere fantascientifico.

Ma non c’è altro modo per definire la sensazione inebriante, da giro sulle montagne russe, che la lettura di Frigo Leader garantisce.

Questo libro non va raccontato, va letto, perché è un carosello di sensi, risate, asperità malinconiche, vizi più che virtù, per mezzo del quale il talentuoso autore Massimo Villa, tra un’invenzione letteraria e un sottobosco di richiami e citazioni, rende omaggio alle arti, alla musica, al cinema

Le onde – indicò con noncuranza il frangersi contro gli scogli – hanno il ritmo di una sinfonia. Ciclica.

a un modello di fantascienza che occhieggia alla distopia

Onde improvvise s’infransero sui porticcioli, rovesciando le barche e sbattendole contro i pontili. Non lo potevo vedere distintamente, ma lo percepivo come se in quell’istante avessi potuto condividere l’angoscia dell’intero pianeta.

Ma che, più che essere sguardo da indovino sul futuro, è proiezione sul futuro di tic, idiosincrasie, passioni e ossessioni contemporanee. Che ci riguardano in qualche modo e che, così spostate sull’asse temporale, si lasciano osservare meglio, con più indulgenza anche verso noi stessi.

Riconosco una delle tante peculiarità di Massimo Villa nel suo affrontare la storia che racconta in modalità tutto per gioco niente per gioco.

Perché ci si diverte davvero tanto leggendo questo libro e allo stesso tempo, grazie alla scrittura brillante, al tono perfettamente centrato e adatto al racconto, attuare la sospensione dell’incredulità che il tema richiede , non costa alcuno sforzo.

Poche pagine, direi poche righe, bastano a ritrovarsi davvero dentro un mondo “altro” che, per quanto irreale, ci risulta sorprendentemente plausibile.

Forse perché, a scapito dell’imprinting fantascientifico, questo è un libro molto “materico” che tocca tutti i sensi: udito, per la musica in sottofondo ma protagonista, olfatto odore di caramello, odore di maschio, odore degli ampli, vista Credette persino di vedere sullo sfondo dell’iride frangersi onde in tempesta contrapposta a cecità più o meno conclamate, tatto Oxley fece per toccare le corde dello strumento, ma appena le sfiorò ritrasse veloce la mano. Il basso respirava, e il suo legno ondeggiava dolcemente, gusto contemplava con soddisfazione il suo fumante piatto di spaghetti allo scoglio.

La porta, attraverso la quale si aprono i varchi temporali, non a caso poi è quella del frigo.

Frigo leader, dunque, ma avrebbe anche senso dire Frigo lieder, letteralmente canzone per voce solista, quella della fantasia di Massimo Villa, così impregnata di vita e di sole, da stupirsi che non sciolga la neve che ammanta la Genova qui descritta, così potente da creare un mondo intero, parallelo sì, ma in un certo qual modo, a ben guardare, possibile.

Si chiama talento, tutto ciò.

 

 

 

Massimo Villa


Massimo Villa nasce a Genova nel ’68. Laureato in Storia con una tesi sul cinema ha sempre cercato di trasmettere questa sua grande passione attraverso la scrittura, sia in prosa che in versi, proponendo situazioni cinematografiche che caratterizzano ogni scena dei suoi scritti, dove spesso trapela anche il suo amore (e conoscenza) per la musica. Per diverso tempo nella community letteraria di Valerio Evangelisti ai tempi del primo Eymerich, ha pubblicato una racco (Saraceni dagli occhi di ardesia, Ed. Della Rosa), un racconto su Urania (Il rock uccide la vostra anima, Mondadori), un romanzo a più mani (Sapore di @lassio, Fratelli Frilli), nonché molteplici articoli sui principali siti italiani di videogiochi fin dagli anni ’90. Conduce e ha partecipato a diverse trasmisssioni televisive di arte e spettacolo su alcune emittenti locali liguri e si occupa di eventi per una grande catena libraria italiana.