Gennaio di sangue




Recensione di i Laura Salvadori


Autore: Alan Parks

Traduzione: Marco Grado

Editore: Bompiani

Genere: thriller

Pagine: 368

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Glasgow, primo gennaio 1973. Mentre i cittadini perbene si riprendono dagli eccessi di Capodanno e gli altri continuano a nuotare nell’alcol e nella miseria, l’ispettore Harry McCoy della polizia di Glasgow è nel carcere di Barlinnie: un detenuto gli rivela che una ragazza sta per essere uccisa. E forse lui può salvarla. Ma non arriva in tempo. In un’affollata stazione degli autobus Tommy Malone spara a Lorna Skirving e poi si toglie la vita. I giornali si scatenano, il Capo si aspetta una rapida soluzione del caso. Harry McCoy, trent’anni e una certa propensione a trasgredire ordini e passare limiti, si tuffa nell’indagine, tallonato dal novellino entusiasta Wattie. Ma è fin troppo simile alle persone a cui dovrebbe dare la caccia: tra bordelli, vicoli bui e droghe come unica via di fuga dalla realtà, l’indagine si cala nel mondo dell’intrattenimento sessuale, un mondo dove con i soldi si possono comprare l’anima e il corpo di chiunque. Il primo romanzo di Alan Parks è un viaggio nella vita di un uomo inseguito da demoni più che mai reali, nel cuore nerissimo di una città che non lascia scampo, dove ogni speranza di redenzione sembra destinata a sprofondare nelle acque gelide del Clyde.

 

 

Recensione

Se cercate un romanzo che vi tolga il fiato, lo avete trovato! Che vi provochi un malessere inguaribile se non con la lettura febbrile delle sue pagine, che vi renda succubi, che vi lasci attoniti e morbosamente dipendenti dalle sue pagine, eccolo qua!

Ho iniziato la lettura diGennaio di sangue senza sapere a cosa andavo incontro; l’ho scoperto a poco a poco, mentre le pagine scorrevano velocemente sotto i miei occhi.

Perché la storia si snoda lenta, all’inizio, quasi a fingere di essere semplice e facilmente comprensibile nelle sue dinamiche, con personaggi che a tratti sembrano persino stereotipi. Ma andando avanti tutto questo ha preso una direzione inaspettata: la storia si è fatta ardita, inusuale; i personaggi hanno svelato la propria anima tormentata o la loro doppia faccia e quello che sembrava un semplice caso da risolvere è diventato ad un tratto un vero rompicapo nel quale si intuisce, da subìto, una natura complessa, cattiva, dissoluta.

Il mistero che l’ispettore McCoy si trova a risolvere è davvero complesso e coinvolge un mondo sommerso che non ci si aspetta, fatto di derelitti che vendono il proprio corpo in cambio di denaro e di abili aguzzini che li manovrano, nascosti da abiti rispettabili e dall’intoccabilità che spesso il potere dona alle persone, rendendo i loro gesti invisibili.

Siamo agli albori degli anni 70 in una Glasgow che non ti aspetti, dove l’eroina sta diffondendosi a macchia d’olio, mietendo vittime innocenti e arricchendo personaggi senza scrupoli per i quali la vita vale meno di una cicca. La corruzione è diffusa come un cancro e contagia anche i tutori della legge, tra le cui fila si nascondono mentecatti della peggior specie. Buoni e cattivi si scambiano i vestiti, giocano con il lettore a cambiare i propri ruoli, sono vicini, a volte complici.

Gli stessi poliziotti sono personaggi dal volto in ombra, dal passato oscuro, dal contegno dubbio.

Lo stesso McCoy ha un passato travagliato, fatto di case famiglia, di orrore, di sangue. Inevitabile, per lui, mantenere viva una connivenza pericolosa e ambigua con la malavita, che rifugge ma che allo stesso tempo lo attrae e non può respingere. McCoy conosce il confine tra lecito e illecito ma vive in bilico tra i due mondi, sbandando, come un pilota ubriaco, incerto sul da farsi ma disposto, sempre, a utilizzare ogni mezzo pur di arrivare alla verità.

McCoy ha però un cuore ed è capace di amare. Ha coraggio e un suo senso di onestà, una sua bizzarra dignità che gli impedisce di mollare al suo destino Wattie, poliziotto novellino affidato alle sue cure, una sua candida caparbietà che gli imporrà di cercare la verità ad ogni costo anche quando può essere sufficiente disporre di una mezza verità o di una bugia.

Superba è la capacità di Alan Parks di descrivere gli ambienti degradati di Glasgow con una incredibile leggerezza; il mal di stomaco provocato dalle descrizioni sadiche di violenze inaudite passa subìto grazie alla trama leggera e scorrevole, ai dialoghi così ben strutturati, all’alternarsi, magistrale, di passi crudi e trasudanti malvagità con momenti fatti di quotidianità e, talvolta, di lieve ironia.

E poi, da sottolineare, la trama studiata per contenere un momento catartico, per esaltare come il bene riesce a vincere sul male, come il sopruso sia sempre piegato dal bene e dal giusto.

Il finale è molto bello, studiato per compensare il lettore delle pene che patisce durante la lettura, quando il male sembra soverchiare tutto in modo assolutamente impunito. Invece, a sorpresa, il lettore potrà essere soddisfatto nel suo senso di giustizia e potrà riappacificarsi con la vita e con il destino, destino che fino alle ultime pagine appare avverso e ingiusto.

Consiglio la lettura di questo romanzo ai lettori coraggiosi e saldi nella loro sacrosanta convinzione che il bene regnerà sovrano sempre. Perché si ha bisogno di forti motivazioni mentre ci si immerge, sempre più a fondo, in una palude di malvagità e soprusi.

A coloro che non si sentissero sufficientemente forti, consiglio comunque la lettura, come utile esercizio di fiducia nell’umanità, che di questi tempi deve essere irrinunciabile ingrediente della nostra vita. Sempre che questi lettori possano sposare il motto che il fine giustifica i mezzi, sempre.

Perché il male esiste e da sempre è fonte di tentazione per l’uomo. Ma esistono, sempre, personaggi la cui spada è forgiata per riportare il giusto ordine delle cose.

Un romanzo grandioso, un personaggio grandioso, che meritano il giusto palcoscenico e possibilmente una replica, ravvicinata e ancora più potente.

 

 

 

Alan Parks


Alan Parks è nato in Scozia e ha frequentato l’Università di Glasgow dove ha ottenuto un Master in filosofia morale. Bloody January è il suo romanzo d’esordio ed è il primo di una serie di romanzi con protagonista Harry McCoy.