Ghost Fleet






(recensione di Amanda Airola)

Autore: P. W. Singer, August Cole
Editore: Mondadori
Traduttore: Sara Crimi, Laura Tasso
Pagine: 530
Genere: Thriller / Guerra
Anno pubblicazione: 2017
(prima pubblicazione 2015)

 

 

Parlare di questo libro non è semplice. Non solo per il modo in cui è narrato, ma soprattutto per ciò che le sue pagine contengono. Confesso di aver iniziato a leggere questo volume per pura curiosità, credendo che si trattasse di uno dei soliti romanzi di guerra, della guerra come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Questo romanzo è tutt’altro. E’ strategia, complotto, politica e tecnologia. In questo libro si parla di “una guerra in tuta mimetica e completi di sartoria”.

Ambientato nel futuro, se prossimo o ancora molto lontano non ci è dato saperlo. Questo è forse il motivo per cui genera scalpore. Ci fa sentire semplicemente come pedine in un mondo troppo vasto e potente per persone normali come noi.

La trama ha di per sé un filone narrativo semplice; la Cina decide di dichiarare guerra agli Stati Uniti cogliendoli di sorpresa. L’America spogliata di tutta la nuova tecnologia è costretta a ricorrere ad una flotta di vecchie navi ormai in disuso, la Ghost Fleet. Ma se pensate che le vicende si svolgeranno solamente in acqua avete commesso il primo grosso errore nel valutare questo romanzo. Con le nuove tecnologie ormai il mondo ha confini molto più ampi e i computer si dimostreranno valide alleati e al tempo stesso spietati nemici. La morale più importante è che tutta questa tecnologia che stiamo sviluppando, e semplificando per renderla alla portata di tutti, non sempre può essere di aiuto. Anzi permette quasi a chiunque di conoscere informazioni che dovrebbero essere invece accessibili a pochi.

La cosa che personalmente ha rallentato un po’ la mia lettura è stato il notevole uso di dati tecnici e descrizioni scientifiche. Questo non significa che il romanzo sia noioso, assolutamente il contrario, spinge il lettore a porsi domande e ad informarsi. Essendo io molto carente sulle strategie belliche ho avuto qualche difficoltà rispetto ad un lettore assiduo di questi argomenti.

Il libro è sviluppato in 4 parti suddivise in piccoli capitoli che ci permettono di conoscere il punto di vista di ogni personaggio, sia esso di fondamentale importanza o solamente di contorno., perché in battaglia anche un solo singolo soldato può cambiare il destino della guerra. Le parti non sono tra loro perfettamente allineate, ma sembrano quasi comporre una sinfonia che va in crescendo.

Nella prima parte veniamo introdotti alle più fini arti della guerra, è la quiete prima della tempesta, quando sono ancora i politici e i potenti a dettare le regole e a disporre le pedine sul tavolo di gioco. Una parte di pura strategia per l’ascesa al potere. La seconda parte assistiamo al primo vero attacco, un attacco che ha l’amaro sapore del tradimento e che getta il mondo nel caos. Per assistere ad una vera controffensiva con lo spirito guerriero che ci hanno insegnato a conoscere, dovremo attendere la quarta parte, Perché per sferrare l’attacco fatale al proprio nemico è necessaria precisione e calma.

Qui la guerra non viene combattuta su due fronti solamente, giusto e sbagliato sono visti sotto molteplici punti di vista e ogni personaggio si impegna per portare la sua Nazione alla vittoria. Come è naturale aspettarsi viene dato un risalto maggiore ai personaggi statunitensi che ci forniscono le varie sfaccettature degli animi umani durante una guerra, la solidità dei soldati, la furia cieca dei ribelli, la sfrontatezza dei ricchi e la silenziosa e letale vendetta di un’anima alla ricerca della pace interiore.

GLI AUTORI

P.W Singer è uno studioso di strategie militari di “New American” e un editor di “Popular Science”. E’ stato nominato dallo “Smithsonian Magazine” come uno dei 100 innovatori della nazione, da “Defense News” come una delle 100 persone più influenti in materia di Difesa.

August Cole è uno scrittore e analista specializzato in questioni di sicurezza nazionale. Divide il suo tempo fra i progetti di fiction e non-fiction, attingendo alla sua esperienza di giornalista nel settore della Difesa. Il suo lavoro riguarda grandi narrazioni sulla natura del potere degli Stati Uniti nel Ventunesimo secolo, e come interagisce nel pubblico e nel privato. Si interessa di future tecnologie militari, di implicazioni strategiche della politica estera e di piani militari.

 

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