GIOVANI DETECTIVES LEGGONO: EMIL E I DETECTIVE






Emil e i detective (Emil und die Detektive)

(A cura di Sara Magnoli)


 

Autore: Erich Kästner (prima edizione originale 1929)

Genere: letteratura per ragazzi

Pagine: 211

Editore: Piemme, 2012

Collana: Il Battello a Vapore. One shot

Traduttore: R. Magnaghi

Illustratore: W. Trier

Costo: 13 euro

 

 

Emil Tischbein è un ragazzino che da Neustadt parte in treno per Berlino per recarsi dalla nonna e dagli zii. Vive con la madre, parrucchiera, rimasta vedova, e che ha risparmiato per mandare anche qualcosa alla nonna. Sul treno, nonostante l’attenzione (ha addirittura puntato la busta con i soldi, 140 marchi, con uno spillo alla fodera interna della giacca), Emil si addormenta e viene derubato da un uomo con un cappello, sedicente Grundeis, che inizialmente gli aveva addirittura offerto un pezzo di cioccolata. Accortosi del furto, il ragazzo non raggiunge la nonna, ma si lancia alla caccia del ladro in una Berlino che non conosce e che è ben diversa dal suo paesetto. Ma non sarà solo: verrà aiutato da un gruppo di ragazzini come lui, che, conosciuta la sua storia, non si tireranno indietro, ma, al contrario, diventeranno suoi amici e saranno al suo fianco nell’indagine e nel pedinamento. E con detective così alle calcagna, il ladro avrà vita molto difficile.

 


A SCUOLA

“Emil und die Detektive” può essere considerato il primo romanzo giallo per ragazzi, scritto nel 1929. Ne esistono diverse versioni in tedesco anche semplificate proprio per poter essere facilmente utilizzato a diversi livelli nelle scuole italiane.

La storia è avvincente, divertente e, oltre a rappresentare un ottimo modo per affrontare la lingua tedesca e il genere giallo, anche a livello scolastico e interdisciplinare si presta ad aprirsi a diversi momenti di riflessione, condivisione, colloquio con i ragazzi.

Emil porta in un momento storico in cui non esistevano telefonini o collegamenti internet e mostra come i ragazzi riuscissero sempre e comunque non solo a tenersi in contatto, ma anche a sviluppare tattiche e tecniche per raggiungere obiettivi importanti.

Apre alla prevenzione del bullismo, sottolineando l’unione fraterna tra bambini che inizialmente non si conoscono, ma che, accomunati da una meta comune da raggiungere, si aiutano e supportano.

E introduce anche al rapporto genitori/figli, all’importanza del dialogo, della fiducia reciproca, per non avere paura e fidarsi gli uni degli altri.

Inoltre permette di affrontare le caratteristiche di un periodo storico che segna una svolta.

 

 


DUE PAROLE CON L’ESPERTO

A parlarci oggi dell’importanza di un libro come questo anche per i ragazzi di oggi (il testo in lingua è spesso consigliato nelle scuole secondarie di secondo grado, ma la storia è leggibile e godibile già dagli 8/9 anni), è una docente di lingua tedesca, esperta di letteratura germanica, Fauzia Cavallo.

  • Partiamo dal valore storico di questo romanzo: qual è, secondo lei?

Credo sia importante contestualizzare l’autore all’interno della Repubblica di Weimar, repubblica illuminata che ha il suo massimo splendore tra il 1925 e il 1929, dunque prima dell’ascesa di Hitler. Kästner, che ha studiato germanistica, filosofia, storia, era anche giornalista, scrive “Emil und die Detektive” nel 1929. Quella di Weimar è una Repubblica illuminata, culla di avanguardie storiche e artistiche, letterarie, di sperimentazione e dove c’è una grande emancipazione femminile. I letterati, gli autori, gli scrittori, i filosofi perseguono la “Neue Sachlichkeit”, neo obiettivismo, o iper realismo, si usa un gergo specifico, dei commercianti, degli artigiani. Gli eroi di questo iper realismo vogliono cambiare il mondo attraverso il cambiamento dell’uomo. Durante la Repubblica di Weimar gli intellettuali si astengono dalla critica alla politica, per consentire n giudizio critico che sia individuale e questo ha attirato le critiche del marxismo che la tacciava di idealismo esasperato, incapace di incidere quello che era il mondo dell’epoca per una rivoluzione sociale etico-morale. Si predica la bellezza della produzione industriale, della città come giungla. E questo libro si muove nella Berlino degli Anni Trenta, che era una città modernissima, lontana dalla tradizione, un po’ come la New York attuale.

E poi non dimentichiamo che Kästner assistette di persona al rogo dei libri del 1933 che erano considerati “entartete Kunst”, “arte degenerata” perché esulava dall’ideologia e dall’indottrinamento nazista: e c’erano anche i suoi!

 

  • Quale la novità che “Emil und die Detektive” porta nella cosiddetta letteratura per l’infanzia?

L’opera segna una cesura con il passato, con l’epoca in cui la letteratura per l’infanzia era soprattutto basata su un’etica moraleggiante, fiabesca. “Emil und die Detektive” è a cavallo tra romanzo e racconto, io lo definisco un “romanzo di formazione”, nel quale l’uso della lingua è limpido, oggettivo, sobrio, eppure pieno di riferimenti anche simbolici: un esempio è il cognome di Emil, Tischbein, gamba del tavolo, altri nomi dei personaggi sono interessanti, come Pony Hütchen o Gustav mit der Hupe. Qui emergono soprattutto tre temi molto forti: l’avventura in cui l’eroe è un ragazzino che porta il “fagottello” alla nonna, in una sorta di Cappuccetto Rosso che dal bosco passa alla città incontrandone le insidie, ma anche la bellezza. Poi c’è l’ironia, l’umorismo, a volte sotteso, ma che connota tutta la narrazione. E infine l’ambiente sociale che influisce sul soggetto: lo sviluppo interiore si raggiunge anche attraverso il Milieu.

Un romanzo breve, ma che sviluppa intensamente il personaggio, i personaggi, perché dà spazio alla crescita, attraverso un linguaggio brillante, spumeggiante. L’opera può essere definita “sferica”, come un serpente che si morde la coda. Un esempio: Emil viene derubato sul treno, la mamma era stata derubata in negozio. Con un finale inneggiante alla positività, alle buone azioni.

 

  • Azione, nel romanzo, ma anche emozioni e sentimenti…

La chiarezza e la semplicità della lingua descrivono persone, cose, ma anche relazioni e situazioni con grande partecipazione. Qui si esplicita il canone della nuova letteratura per ragazzi, descritto con entusiasmo e freschezza. C’è un lieto fine, che è però anche molto concreto,realizzato dai ragazzi, da Emil che è un eroe dei nostri giorni. C’è anche un bellissimo messaggio contro il bullismo e quello che oggi è cyberbullismo: l’unione fa la forza, permette di reagire. Al vuoti esistenziale si contrappone l’azione in uno slancio eroico verso il bene comune.