GIOVANI DETECTIVES LEGGONO: Io e Velázquez






Titolo: Io e Velázquez
Autore: Assunta Morrone
Illustratore: Jole Savino
Genere: letteratura per ragazzi
Pagine: 40
Editore: Artebambini, 2014
Costo: 15 euro

Una casa “strampalata” e “tetra al punto giusto” è quella della nonna di Alessandro, attorno alla quale giocano ragazzini che non amano solo il computer, ma che usano spesso l’immaginazione per divertirsi. Finché un pomeriggio il ragazzino si trova con la nonna davanti a un quadro che l’anziana ha sopra il camino, uguale in tutto e per tutto a “Las Meninas” di Velázquez. Che però quel giorno ha qualcosa di diverso: è sparito il cane sdraiato sulla destra di chi osserva.
E trovare il colpevole di quello strano furto diventa il pensiero principale, tra riscoperta della memoria, amore per l’arte, problemi economici, rapporto tra nonna e nipote e anche, forse, una storia d’amore, chissà…
Un racconto “fatto ad arte”, in un prezioso ricamo tra parole e illustrazioni, che porta anche a scoprire un antico palazzo di Mendicino, in provincia di Cosenza (il volume è stato tra l’altro realizzato con la collaborazione del Comune di Mendicino stesso): il Palazzo del Gaudio, costruito a fine Settecento, con una nota storica di Antonio Catalano.

A SCUOLA

L’arte e la storia, la conoscenza di opere di grandi autori e la riscoperta di gioielli architettonici che sono accanto a noi tutti i giorni: il libro non è solo un divertente giallo adatto a una fascia d’età tra i 7 e gli 11 anni come storia e intrigo, ma diventa un prezioso strumento anche per tutta la durata delle scuole secondarie di primo grado, oltre che delle primarie, per un percorso nella storia dell’arte vicina e lontana, “giocando” sull’investigazione per stimolare all’osservazione dei particolari di quadri e costruzioni, ma anche a documentarsi sulla loro nascita e il loro sviluppo.
Un discorso importante merita poi anche l’invito al recupero della memoria, con una particolare attenzione ai sentimenti e al proprio territorio.


DUE PAROLE CON L’AUTRICE

Con “Io e Velázquez, ovvero il giallo dell’insolito quadro” Assunta Morrone ha iniziato quella che la sua creatività sta portando ad altre pubblicazioni in cui l’arte è al centro di gialli e misteri. Avvalendosi della maestria nell’illustrazione di Jole Savino, il libro è una chicca sia dal punto di vista dell’uso della lingua, sia per quanto riguarda le immagini che lo accompagnano.

 

 

1) Assunta, come è nato questo libro e perché proprio Velázquez?
L’idea è nata visitando il palazzo settecentesco con riferimenti spagnoleggianti che è teatro dell’azione.Ho voluto creare una situazione che tornasse alla Spagna, inventandomi la storia di quadri che Velázquez poteva aver lasciato per il mondo. I primi proprietari del palazzo erano proprio di origine spagnola ,  anche se ora al suo interno non ci sono più mobili o suppellettili, restano tracce di una ricchezza elevata. E mi sono inventata che una nonna che vive qui avesse trovato tra le cose del palazzo un quadro di Velázquez.
Per me erano importanti due livelli di narrazione: quello con un’opera d’arte conosciutissima, come è “Las Meninas”, e quello con un’opera d’arte che non lo è, che è più “abbandonata” a se stessa, il palazzo, appunto. Che tra l’altro è un palazzo molto particolare, in un’interessante area storica del paese, vicino al quale giocano veramente i bambini. E Alessandro potrebbe essere uno di quei bambini.
Il mio invito è quello a guardare le cose non in maniera casuale, ma perché ci raccontano qualcosa.
E poi adoro Velázquez e “Las Meninas”.

 

 

2) Nel libro si indaga un po’ anche il rapporto tra nonni e nipoti…
La nonna riprende l’essere “mitiche” delle mie nonne e di mia mamma, la nonna dei miei figli, dinamiche ed energiche. Unendosi però anche a questioni più sociali, non solo il rapporto tra generazioni, ma anche le difficoltà che molti anziani hanno nel fra fronte a situazioni economiche non sempre risolvibili.

 

 

3) Una nota particolare meritano le splendide illustrazioni di Jole Savino. Come si svolge la vostra collaborazione nei libri?
Ci conosciamo da tempo, avendo in comune l’esperienza universitari. Jole è molto rispettosa del testo, ma è anche capace di aggiungere una storia nella storia per la sua poliedricità. Le sue immagini aggiungono sempre qualcosa in più al testo. Penso a quella della nonna e di Alessandro che osservano il quadro: sono ritratti seduti su particolari cuscini che io nella storia non racconto, ma che attraverso l’illustrazione di Jole danno l’idea della scena, di come si svolge la chiacchierata tra nonna e nipote. E ci sono tante chicche in questi disegni, come la copertina, o la cosa simpaticissima fatta con il collage dei quotidiani con la notizia finale che giocano molto con la storia stessa. Inserendo anche il gossip… Il nostro, insomma, è un lavoro d’équipe interessantissimo.

 

 

4) Ha altre idee su libri analoghi a questo?
Ne ho già scritto uno con la centro Cézanne, altro pittore che adoro. Mi piacerebbe una collana con il recupero di una memoria come fruitore dell’arte che porti i bambini a riconoscere il quadro, se l’hanno visto, o a chiedere di portarli a vederlo. L’obiettivo è il connubio di diverse artiche si compenetrino con la scrittura. E che l’opera d’arte emozioni.

A cura di Sara Magnoli