Gli amici silenziosi




Recensione di Cristina Marra


Autore: Laura Purcell

Traduttore: Alda Arduini

Editore: DeA Planeta

Genere: thriller

Pagine: 382

Anno pubblicazione: 2018

 

 

 

Sinossi. Inghilterra, 1865. Rimasta vedova e incinta del primo figlio, la giovane e inquieta Elsie parte alla volta della tenuta del marito insieme alla zitellissima cugina di lui, Sarah. Ma in quell’angolo di campagna inglese remoto e inospitale, l’opportunità di trascorrere in pace il periodo del lutto diventa qualcosa di molto più simile a una prigionia: un esilio opprimente in attesa che l’amato fratello Jolyon giunga da Londra a salvare Elsie dall’isolamento e dalla noia. A distrarre lei e Sarah dalla cupa atmosfera in cui sono sprofondate, solo l’intrigante diario di un’antenata dei Bainbridge, Anna, vissuta e tragicamente morta più di duecento anni prima; e la stanza in cui giacciono ammassate decine di figure di legno dalle sembianze realistiche e straordinariamente inquietanti. Quegli “amici silenziosi” che Anna si procurò allo scopo di deliziare ospiti illustri, presto costretti a ripartire in circostanze mai del tutto chiarite.

 

 

Recensione

Si rifà alla grande tradizione del romanzo gotico inglese inserendo elementi del noir psicologico, dell’horror e del soprannaturale e crea una storia di delitti e crimini con protagoniste due donne vissute in epoche diverse, con in comune un marito appartenente alla stessa casata e un carattere e una personalità che le portano a sfidare il destino con scelte rischiose e crudeli. Laura Purcell regala così “Gi amici silenziosi un bel romanzo apprezzato da lettori e critici inglesi e arrivato in Italia  tradotto da Alda Arduini per DeA Planeta.

Due piani temporali, il 1865 e il 1635, per dipanare la storia della giovane Elsie e di Anna, spose di Rupert e Josiah Bainbridge; in questo modo l’autrice racconta la vicenda tragica di Elsie finita in un ospedale psichiatrico con l’accusa di duplice omicidio e quella altrettanto difficile di Anna morta violentemente e considerata una strega. Anna si racconta attraverso il diario trovato in soffitta da Sarah l’unica cugina di Rupert che si trasferisce con Elsie nella tenuta di campagna di The Bridge dopo la morte dell’uomo.

Sarà la grande casa della proprietà dei Bainbridge a custodire antichi e macabri segreti e a tenere sottochiave le grandi tavole di legno dipinte con soggetti umani, chiamate amici silenziosi, e acquistati da Anna in occasione del soggiorno in casa sua della famiglia reale.

Rupert muore in quella casa dopo aver cambiato testamento a favore della giovane moglie e la donna che porta in grembo il figlio decide di trasferirsi nella casa che accoglie il cadavere del marito, morto in circostanze poco chiare.

La casa, che ospita anche la governante, le cameriere e saltuariamente Jolyon, fratello di Elsie, sarà ancora una volta testimone e colpevole dei fatti violenti e di sangue che si susseguiranno durante il periodo di soggiorno delle due donne.

Il passato di Anna, la sua famiglia, i figli e gli eventi tragici che l’hanno assottigliata e devastata, incontrano la storia di Elsie, figlia del proprietario di una piccola fabbrica di fiammiferi, poi rilevata da Rupert, che ha assistito alle morti dei genitori portandosi addosso colpe e rimorsi. Folle o strega, pazza o opportunista e omicida: sono queste le accuse che ricadono sulle due donne additate da servitu’ e familiari.

L’autrice non lascia tregua e nell’alternzanza di tempi e protagonisti rivela la psicologia di personaggi e le atmosfere di luoghi che rispecchiano i lati oscuri delle menti e degli animi delle due donne. La narrazione serrata si interseca con le descrizioni di volti e stati d’animo, e sospetti, dubbi, allusioni si fanno strada decimando i residenti e evidenziando anche il ruolo della donna del Seicento e nell’Ottocento.

Anna e Elsie sono due mogli anticonformiste e determinate che non disdegnano la lotta diretta per affermare il loro ruolo sia all’interno delle mura domestiche che della fabbrica.

Gli amici silenziosi, portati fuori dalla soffitta e sorvegliati dal gatto Jasper, nero, astuto e unico essere vivente a non riportare conseguenze nefaste dal contatto con le tavole,si riappropriano degli spazi della grande casa e quelle figure inquietanti e tragiche imprigionate nel legno, testimoni di vecchi drammi, assumeranno ruoli diversi e diventeranno parte della famiglia perseguitata dalla malasorte e dai pregiudizi e dalle superstizioni.

 

 

 

 

Laura Purcell


Laura Purcell ha lavorato in una libreria prima di diventare una scrittrice a tempo pieno. Vive a Colchester, la più antica città dell’Inghilterra, con suo marito e le sue cavie da compagnia.