Gli annientatori




(Recensione di Alberto Minnella)


Autore: Gianluca Morozzi

Editore: TEA

Pagine: 196

Genere: Noir

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

SINOSSI. «Quand’è iniziato il percorso che mi ha portato a quest’inumana dannazione?» A chiederselo è Giulio Maspero, giovane autore bolognese con due radicatissime passioni: la scrittura e le ragazze. Due strade certe per la rovina. Infatti, tra qualche romanzo più o meno di successo e qualche flirt non proprio innocente, nel mezzo di una calda estate si ritrova senza fidanzata – soprattutto senza la sua casa in cui vivere comodamente – e privo della pace necessaria per completare il romanzo che possa liberarlo, una volta per tutte, dalle insidie di un conto pericolosamente in rosso. Ma poi, in una delle sue serate solitarie in giro per Bologna, si imbatte in un fumettista cialtrone e grottesco in partenza per l’Uruguay, che gli offre di trasferirsi a casa sua per prendersi cura delle piante durante la sua assenza. Una casa piccola, in periferia, senza l’aria condizionata e con vicini invadenti… ma pur sempre una casa gratis. Così Giulio, risollevato da quest’improvvisa fortuna, si trasferisce. Ma perché i vicini, tutti parenti tra loro, sono così gentili e accoglienti? E perché in quella mansarda non ci sono piante? Meglio non chiederselo, forse, visto quant’è affascinante e disinibita la nuova dirimpettaia… Sempre in equilibrio tra reale e surreale, con la consueta abilità Gianluca Morozzi accompagna i suoi lettori lungo una storia in cui, a poco a poco, dalle piccole crepe che si aprono in una situazione comune, filtra l’oscurità inquietante che si nasconde dietro la «normalità».

 

 

RECENSIONE

Si dice sempre che un buon noir debba avere una trama solida, con un finale che non sia consolatorio, ecc. Ma comprimere Gli annientatori nella scatola buia del genere è riduttivo e ingiusto. Sarebbe una mossa vigliacca; amputare l’autore e venderlo in pezzi a prezzo di costo. Gli annientatori è, invece, un romanzo e basta (grazie al cielo!), che attraversa qualsiasi gabbia letteraria e respira attraverso la bravura del suo autore. È, quindi, un romanzo extragenere. Una storia meravigliosa.

Il protagonista è Giulio Maspero, scrittore di lungo corso, che non vive di grandissima fama, seppur tiri a campare grazie agli anticipi incassati dalle sue opere. Ascolta musica degna di nota: Pink Floyd, soprattutto. Tiene corsi di scrittura creativa e saltella sentimentalmente di palo in frasca, da una donna all’altra. Ma l’intenzione di Morozzi sembra essere diversa dal raccontare il mero lato lussurioso di Maspero e pare voglia suggerire al lettore che Maspero sia un vero e proprio abile navigatore nel mare del caos, che viaggi da una storia a un’altra, e cioè da un romanzo a un altro, mentre la vita del lettore si è volutamente fermata ad ammirare la sua discesa agli inferi.

È un protagonista sdrucito, accartocciato nelle sue perversioni, stretto in una morsa fatale, quella di vivere di scrittura e di donne. Tutte le sottotrame tirate da Morozzi convergono verso il caro Maspero, travolto da un vortice infernale, fatale, fino a un finale da capogiro.

Un continuo dentro e fuori, paesaggio esterno e paesaggio interno che si danno il cambio, saggiamente cuciti l’uno con l’altro per suscitare nel lettore curiosità, fargli germogliare nello stomaco il seme del mistero e squassargli il cervello senza soluzione di continuità.

La scrittura è sublime e non è che l’ennesima conferma della bellezza di questo romanzo.

Gli annientatori è, con molta probabilità, il più bel noir degli ultimi dieci anni.

Ad azzardare una metafora in linea con gli ascolti di Maspero, Gli annientatori è Money della band inglese sopracitata, un 7/4 che affascina e trascina fino a quando ci si accorge che tutto sta cambiando, nel momento in cui entra a pieno regime un incessante e strepitoso 4/4, con tanto di assolo conclusivo.

È tutto questo e molto altro ancora.

Buona lettura.

 

Gianluca Morozzi


 

 

A cura di Alberto Minnella

www.facebook.com/albertominnella



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