Gli innocenti






gli innocenti paola calvetti

(Recensione di Marina Morassut)


Autore: Paola Calvetti
Editore: Mondadori
Genere: Narrativa
Pagine: 132
Anno pubblicazione: 2017

 

Piccolo gioiello elegante e delicato, che indaga nel passato per permettere un presente possibile e un futuro tutto da scrivere, insieme.

Due Io narranti, di Jacopo e Dasha, che si intrecciano silenziosi e calmi al ritmo della musica di Brahms, talvolta rabbiosi, sempre torturati dal dolore. Il violino e il violoncello da loro suonati suonano in perfetta sintonia, per cercare di dare quelle risposte che a voce, almeno Jacopo, non riesce a dare.

Due voci che si contrappongono, ognuna con le proprie sofferenze e le proprie famiglie, che si incrociano in un passato non molto lontano e che dopo cinque anni e mezzo di relazione, come due navi tolgono l’ancora dal porto sicuro che credevano di aver raggiunto e creato, e si separano, in una situazione irrisolta che non permetterà loro di poter costruire un altro futuro.

Lui è il Maestro Jacopo Landi, un uomo maturo e un artista affermato, segnato da un passato, in cui ha subito l’abbandono, ancora neonato, da parte della madre biologica. Rimasto poi orfano della madre adottiva, è ossessionato dai suoi trascorsi e incapace di dimenticare e di abbandonarsi al presente, al qui e ora.   Lei è Dasha, con quasi la metà dei suoi anni, profuga in Italia, ma anche fortunata ragazza che non perde la famiglia che è rimasta in Albania, una famiglia amorevole con la quale mantiene strettissimi contatti. Anche Dasha ha sofferto ma, diversamente da Jacopo, cerca di tenere sotto controllo la sua disperazione, perché non possa mai più prendere il sopravvento sulla sua vita.

Si ritrovano ora, nel presente, nella città di lui: Firenze. Sono qui entrambi per partecipare al concerto, voluto proprio dal maestro Landi, che si terrà all’Istituto degli Innocenti, la “casa” che accoglieva i neonati abbandonati e che è stata la casa di Jacopo per qualche anno, prima che venisse adottato da una famiglia.

Superba l’apertura del romanzo, quando Jacopo Landi conosce la Direttrice dell’Istituto degli Innocenti, cercando di avere il nome della madre che l’aveva crudelmente abbandonato – in un botta e risposta tra i due, a mo’ di presentazione della storia che si va a dipanare. Come pure meravigliosa è la descrizione di Firenze con nomi di strade e paesaggi che invogliano il lettore a viaggiare sulle ali delle musiche di Brahms, per visitare i luoghi menzionati nel romanzo. Spicca la stupenda e bucolica Fiesole, che i lettori ricorderanno per l’ambientazione del film “Molto rumore per nulla” (Kenneth Branagh, Emma Thompson e Denzel Washington , tra gli altri), tratto da una giocosa commedia di William Shakespeare.

In un insieme di intrecci di sinfonie e di ricordi sottaciuti, i protagonisti, attorniati da uno sfondo di volti e di voci, impareranno – parole del Maestro Landi che  non si arriva a capire la natura della musica finché non si conosce la natura dell’amore, se mai ne esiste una”.

E facendoci aiutare dal Grande Bardo, che abbiamo citato per l’ambientazione di una commedia a Fiesole, aggiungiamo che nessun finale possibile era percorribile se non in questo momento, a Firenze, proprio nell’Istituto degli Innocenti dove tutto ha preso avvio, perché si possano iniziare a dimenticare le ossessioni e i fantasmi solo quando “si sente che l’anima è pronta, così come lo sono le cose”.  

Perché finalmente parole e musica si intreccino alla vita, in armonia.

 

Paola Calvetti si è diplomata al liceo linguistico Manzoni di Milano, città dove è nata e tuttora vive. A 18 anni ha pubblicato il suo primo libro (Lo spazio fantastico, Emme Edizioni) dedicato alla danza e al mimo per i bambini. Si è laureata al Dams di Bologna e subito dopo ha iniziato a collaborare al quotidiano La Repubblica con articoli sullo spettacolo. Ha lavorato per la trasmissione Mixer di Rai Due; ha scritto soggetto e sceneggiatura di cinque film dedicati ai grandi protagonisti della danza e alle loro città. Nel 1990 ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del film per la tv (Rai radiotelevisione Italiana, rai Due) Il ritorno, dedicato ai ballerini italiani che lavorano nelle grandi compagnie straniere. Dal 1989 al 1992 ha organizzato e diretto il Video Festival Danza&Video a Milano. Ha ideato e curato la serie La danza (De Agostini) composta di venti ritratti dei più importanti danzatori e coreografi del XX secolo. Ha scritto saggi sulla musica e la danza per le edizioni de il Teatro alla Scala, del quale è stata Capo Ufficio Stampa dal 1993 al 1997. Nel 1996 ha curato il libro Riccardo Muti, dieci anni alla Scala (Leonardo Editore). Dal 1997 al 1999 è stata capo ufficio stampa di Baldini & Castoldi Editore. Dal 1999 al 2003 ha curato la comunicazione del Gruppo Industria di Fabrizio Ferri. Dal 2003 al 2009 è stata Direttore della Comunicazione del Touring Club Italiano. Tra il 2009 e il 2010 ha partecipato alla trasmissione di Rai 3 Linea Notte con la Rubrica La libraia dell’amore, che recensiva romanzi d’amore.

 

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