Gli omicidi dello zodiaco






(Recensione di Sara Tarallo)


 

Autore: Sōji Shimada

Editore: Giunti

Traduttore: Giovanni Borriello

Pagine: 336

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

SINOSSI

1936: Umezawa Heikichi scrive degli appunti in cui descrive il suo piano per uccidere sei delle sue figlie e nipoti, pochi giorni prima di rimanere ucciso nel suo studio, chiuso dall’interno. Nelle settimane successive, la figlia primogenita adottiva viene uccisa nel suo appartamento e, ancor più sorprendentemente, un mese dopo anche le sei ragazze da lui indicate sono uccise e seppellite come da lui descritto. Per l’omicidio di queste ultime viene condannata la seconda moglie di Heikichi.

1979: Ishioka Kazumi parla degli Omicidi dello zodiaco e dei due precedenti ad esso collegati a Mitarai Kiyoshi. Sebbene Umezawa Masako sia stata condannata per essi, quei delitti sono ancora un mistero irrisolto, che affascina e spinge a cimentarvisi nella loro risoluzione gli investigatori dilettanti di tutto il Giappone. Kazumi e Kyioshi decidono di risolverlo.

 

RECENSIONE

È un’insolita coppia investigativa, quella del romanzo d’esordio di Sōji Shimada, Gli omicidi dello zodiaco (titolo originale: Senseijutsu Satsujin Jiken).

Ishioka Kazumi è un illustratore appassionato di romanzi investigativi, mentre Mitarai Kiyoshi è un astrologo. Due investigatori dilettanti che si ritrovano, per motivi legati all’attività di Kiyoshi, a chiacchierare di alcuni delitti avvenuti quarant’anni prima: per Kazumi è un’occasione per scuotere Kiyoshi dalla sua recente apatia, mentre Kiyoshi la vede come una sfida per dimostrare di essere un investigatore abile.

L’aspetto dilettantistico dell’indagine accompagna il lettore per tutto il romanzo: Kazumi e Kiyoshi vengono subito presentati in un contesto non investigativo, intenti a parlare del caso come se stessero discutendo di un libro o di una serie tv.

Seguono ognuno una personale pista investigativa, ma senza lo svilupparsi di una vera ambientazione da romanzo poliziesco. Gli stessi appunti di Heikichi, o quelli di cui sono entrati in possesso, vengono inseriti all’inizio del libro e alla fine della chiacchierata come se venissero letti e commentati al momento.

La narrazione, ravvivata dal contrapporsi caratteriale di Kazumi e Kiyoshi, sempre amichevole e a tratti comico, risulta vivace, per nulla stancante, nonostante le varie digressioni (piacevoli tra l’altro) sulla storia e la geografia del Giappone e quelle riguardanti l’astrologia.

Un romanzo che si fa ricordare e che appassiona fino all’ultima pagina.

 

Sōji Shimada (Fukuyama, 12 ottobre 1948) è uno dei pionieri del filone crime Shi-Honkaku. [Nota di Sara: verificate con qualcuno che abbia migliori conoscenze in letteratura moderna giapponese.]