Grazia






(Recensine di Giusj Sergi)


Autore: Giulia Alberico

Editore: SEM

Pagine: 223

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Grazia non c’è più.

Una telefonata inaspettata raggiunge Teresa in un mattino come un altro, mentre è alle prese con i soliti impegni, con le cose di ogni giorno, a Roma, dove vive ormai da molti anni con il marito e la figlia, e la informa della morte di sua madre Grazia, una donna già anziana, ma sempre bella, elegante, volitiva.

Tornare in Abruzzo, ritornare indietro dopo tanto tempo nell’ombra senza fondo dei ricordi, è per Teresa una fatica e un dovere. C’è da organizzare il funerale, occuparsi della casa e congedare la badante, quasi una dama di compagnia per Grazia, la sola persona capace di accettare il carattere difficile e scontroso della Signora.

Teresa arriva nella città natale in un freddo e ventoso giorno di primavera e si ritrova di colpo immersa nell’atmosfera un po’ fané della grande casa di famiglia in cui viveva da bambina.

Qui, nelle stanze riccamente arredate, ogni dettaglio le parla di sua madre, della vita piena di una donna per molti aspetti indimenticabile. La realtà però non è soltanto quella che Teresa ha sotto gli occhi. Dal notaio, infatti, Teresa scopre che tutte le proprietà di famiglia sono state vendute di recente dalla madre e che non c’è più nulla, solo debiti.

Com’è potuto accadere?

Perché Grazia non le ha mai detto nulla?

“Vedeva lo sguardo della madre mai rivolto verso di sé, ma orientato verso un punto che la scavalcava”: è la frase perno dell’intero romanzo.

Una madre scostante, capricciosa, mai affettuosa, capace di farla sentire orfana nonostante fosse ancora in vita. Una madre che Teresa riscopre solo dopo la morte, riconoscendo in lei una donna che non aveva mai nemmeno intravisto o pensato potesse esistere. Con un segreto tumulato nel cuore e dentro l’anima a suppurare, rendendole la vita opaca, quasi insopportabile da vivere.
“Secondo Teresa non le era davvero importato di essere felice, in fondo. Le bastava piuttosto intorpidire negli altri ogni forma di quiete”.

Una madre che non voleva o non poteva essere felice? Godeva realmente nel rendersi insopportabile con la sua aria di superiorità? Pian piano ci ritroveremo ad avere le risposte a ogni interrogativo.

Questo romanzo è un viaggio in un lutto che servirà ad una figlia per colmare un vuoto covato dentro per un’intera vita.

Una mancanza che ha decretato il suo modo di essere, le sue scelte e i suoi dolori.

Un’esistenza passata a cercare in tutti i modi di non somigliare a quella madre che l’ha sempre guardata con costante disprezzo, senza vederla realmente.

Teresa mette a nudo i segreti che sono stati nascosti per troppo tempo e che le erano sconosciuti.
La vicenda alterna diversi salti temporali, tra gli anni della seconda guerra mondiale e il presente.

Una dettagliata rappresentazione storica attraverso le vite dei nonni della protagonista e dei genitori. E poi Teresa, in procinto di sgomberare la casa appartenuta alla madre, che si ritrova a fare i conti con un passato dimenticato e con l’ingombrante presenza di una madre, che anche nell’assenza, è viva intorno e dentro lei.

Una scrittura che si sofferma sui dettagli, molto introspettiva, indagatrice dell’animo umano. È la penna di chi conosce i sentimenti.
“Una lama, un taglio che le aveva spezzato il cuore e l’aveva poi portata a vivere con un cuore dimezzato”

Teresa riscopre una madre straziata, ritrovandosi così a mettere a nudo la ferita di quell’organo difettoso, amputato, ormai muto, in modo da poter risanare il suo dolore e il suo stesso cuore, anch’esso amputato da quell’affetto costantemente negato e recluso.

E così trova una pace che la concilia con se stessa e con una madre sconosciuta, e troppo tardi ritrovata, ma finalmente amata e capita.

 

 

Giulia Alberico (San Vito Chietino, 1949) è una scrittrice italiana. Attualmente vive a Roma. Insegnante di Italiano e Storia nelle scuole superiori di Roma per trent’anni, ha pubblicato diversi romanzi con i più importanti editori italiani.

A cura di Giusj Sergi

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