Heidi




Recensione di Marina Morassut


Autore: Francesco Muzzopappa

Editore: Fazi Editore

Pagine: 230

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

SINOSSI. Ormai la tv chiede sempre nuovi format, sempre più paradossali, sempre più surreali. Succede anche in Videogramma, un’azienda di contenuti in cui da anni lavora Chiara, trentacinquenne milanese, direttrice casting, single, irrisolta, piena di paure e ossessioni. Il nuovo capo, detto lo Yeti, chiamato anche per operare dei tagli, costringerà tutti i dipendenti a proporre format innovativi, pena il licenziamento immediato. Ma la situazione per Chiara si complica quando suo padre, Massimo Lombroso, un vecchio critico letterario del «Corriere della Sera» malato di demenza selettiva, viene cacciato dall’ospizio in cui è ricoverato perché ormai ingestibile. In attesa di trovare una nuova sistemazione, Chiara lo terrà in casa con sé. La convivenza però non sarà facile: lui la scambia da sempre per Heidi, il cartone animato che seguivano insieme quando lei era piccola. Tutto il suo mondo è popolato di caprette, monti e Peter. E Peter verrà ribattezzato anche il ragazzo trovato da Chiara per stare col padre quando lei è al lavoro, un giovane premuroso e preparatissimo che si prenderà cura dell’uomo fino a diventare insostituibile. Quando Chiara si troverà in difficoltà alla Videogramma, per le pressanti e impossibili richieste dello Yeti, sarà proprio questa sua nuova strampalata famiglia a darle una mano e, come per magia, tutto si risolverà per il meglio, non senza inaspettati e imprevedibili sviluppi.

 

RECENSIONE

Il fachiro mangiachiodi, il ragazzo lanciafiamme, la coppia di statue viventi, il signore delle rime, il cantante balbuziente, il campione delle pizza acrobatica: sono solo alcuni dei fenomeni da baraccone che Chiara, casting director della Videogramma, alla periferia di Rozzano, intervista per dirottarli, poi, nei vari programmi televisivi. E fortuna che da bimba non le piaceva il circo! Ora si trova a dirigerlo, altro che assistervi come spettatrice pagante!

Fino a qualche tempo prima cercava talenti autentici: cantanti, ballerini, imitatori. Ora che i talent si sono moltiplicati e di concorrenti non ce n’è mai abbastanza, ci si accontenta…

Chiara ha iniziato in Videogramma qualche anno prima, quando erano appena in sette: ora sono una cinquantina e soprattutto hanno un capo odioso – lo “Yeti” – che non ricerca la qualità (già di per sé poca), ma solo baggianate stratosferiche, purché facciano audience!

Il tipico dirigente arrembante, che tratta i suoi sottoposti come fossero delle merde, minacciando licenziamenti in tronco a destra e a manca. E chi non conosce questo tipo di manager?

Peccato che questa volta, a manca, c’è anche Chiara… Come se non bastasse, la vita privata che sta andando a rotoli! Single e…

Dopo cinque anni in cui aveva piazzato il padre all’ospizio e tra alti e bassi era comunque riuscita a farcelo rimanere, nonostante la retta salatissima e il capo chino con la direttrice per ciò che l’ottantenne combinava – il padre oramai è dichiaratamente un lanciatore di oggetti e la scusa che sia in preda a demenza selettiva purtroppo non regge più – Chiara è costretta a portarselo in casa, in attesa di una soluzione alternativa. Perché lei lavora nella famosissima Milano-tutta-da-bere e non ha tempo per lui. Se pure lo volesse, cosa che, visto i precedenti tra di loro…

Il padre era una grande firma del Corriere della Sera, ai suoi tempi: critico letterario intransigente, spezza-ossa e misogino, per giunta. Non un buon padre – diciamo anaffettivo, che suona meglio – tanto che l’unica cosa che abbia mai condiviso con Chiara è stata la visione delle videocassette di Heidi.

E chissà, forse è proprio per questo che oramai il padre non riconosce Chiara per quello che è nella realtà, ma la confonde con Heidi, unico momento padre-figlia che hanno condiviso…

Chiara/Heidi si dà quindi da fare a trovare una badante che tenga in casa tranquillo il padre fino a sera, momento in cui lei rientra dopo aver partecipato al circo quotidiano in Videogramma. Dopo qualche disavventura, incredibilmente si presenta alla sua porta Thomas, un ragazzo di qualche anno più giovane di Chiara, mandato dall’Agenzia che si occupa di badanti e affini. Più che a un badante assomiglia a un surfista che aspetta la grande onda. Anzi, assomiglia a Joey Tempest degli Europe. E che ci fa a casa di Heidi?

Tra avventure lavorative ai confini della realtà – che poi forse in città come Milano e in settori come quello televisivo potrebbero essere la norma –, con soffiate da parte della segretaria dello Yeti per cercare di buggerarlo in maniera intelligente e non rimetterci il posto di lavoro, e persone sempre più strampalate a cui dovrebbero dare il golden buzz sulla fiducia…

Con Heidi che si impegna a tenere il padre tranquillo in casa, ma sveglio come un grillo, perché può essere utile come un esperimento di scienze – e Thomas/Peter in casa che se ne prende cura, con Nebbia e Fiocco di Neve che appaiono e scompaiono nella vita di questo ottantenne malato – ne leggerete delle belle, con tante incursioni nel mondo letterario e musicale che vi lasceremo scoprire poco per volta, per godere appieno di questo ironico e divertente nuovo romanzo di Francesco Muzzopappa.

Un romanzo forse meno rutilante di Dente per Dente, ma sicuramente più maturo; in cui le battute sono sempre al vetriolo ma più stemperate, per dare modo ai lettori di godersi l’uscita divertente, ma al contempo di riflettere sugli argomenti che Muzzopappa ci propone e ci sottopone. Argomenti che poi sono di una realtà così quotidiana per noi tutti da risultare quasi inquietanti…

Il tempo libero che migliora la qualità della vita, salvo rendersi conto che lavorando più di dieci ore al giorno difficilmente resta qualcosa da godersi privatamente; l’uso indiscriminato di tranquillanti ed eccitanti, per riuscire a gestire sia i momenti topici del lavoro che i relativi pochi momenti morti da dover, tra l’altro, programmare ad arte. E la facilità che oramai abbiamo di acquistare qualsiasi cosa in Internet, i programmi televisivi sempre più demenziali e, dulcis in fundo, i rapporti interpersonali – tutti: dal rapporto padre-figlia, inquinato fra le altre cose dalla mancanza di tempo per conoscersi sin dall’inizio, dall’esercito delle badanti e dalle case di cura – e il problema sempre più sentito degli anziani in famiglia.

È sempre molto difficile far riflettere facendo divertire. Chi ha letto i precedenti romanzi di Francesco Muzzopappa si aspetta sempre la sua feroce ironia, il sarcasmo, le risate incontrollabili e a raffica che ne costituivano, forse, la parte preponderante.

È per questo motivo che prima ho accennato a questo romanzo come a una prova di maturità: laddove in precedenza si era preferito prendere a pretesto la relazione uomo-donna per presentare dissacranti situazioni che davano il fianco a vicende da contestare, ora questo pretesto l’autore lo prende da una relazione differente, quella universale padre-figlia o dalle “butade” mordaci e meno devastanti riguardanti il problema della terza età e dei programmi televisivi culturalmente in discesa vertiginosa, fra gli altri.

E se, quindi, questo romanzo può divertire un filo meno rispetto a Dente per Dente, dall’altro lato, sotto il profilo della riflessione, lo si apprezza ancora di più, proprio per la sottile derisione cui Muzzopappa tende in questa sua nuova prova.

Per gli appassionati, poi, l’autore dissemina il romanzo di riferimenti letterari e musicali, incastonati in modo perverso all’interno del romanzo, facendone un uso improprio ma assolutamente irresistibile.

E per ultimo: “Finché resti in ufficio tutto il giorno ci sarà sempre qualcosa da fare”: dedica dell’autore a chi si immola quotidianamente sull’altare del lavoro, ricevendo magari in cambio urla e/o sguardi di sufficienza…

Così, tanto per rifletterci, e pensare a tutte le cose che si perdono per strada e non ritornano più, perché il lavoro è UNA parte del tutto. Perché, come ha ribadito l’autore in un’intervista:

“mi piacerebbe che la gente associasse il mio nome a un tipo di commedia, di situazione e di battuta forse più di stampo anglo-americano: divertente e al tempo stesso rincuorante”.

E con questa frase in mente si devono leggere i suoi romanzi!

 

 

 

Francesco Muzzopappa (Scheda Autore)


Francesco Muzzopappa è nato a Bari ma risiede a Milano, dove lavora come copywriter pubblicitario. Ha pubblicato: Una posizione scomoda (2013), Affari di famiglia (2014), Dente per Dente (2017)

A cura di Marina Morassut

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