Henry



(Recensione di Simona Vallasciani)


Autore: Giovanni Mastrangelo


Editore: La nave di Teseo

Genere: Giallo

Pagine: 233


Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

 

Roma.

Città d’arte, fulcro della storia, perla del nostro Bel Paese.
Ma questa è solo l’apparenza. Se si scava più a fondo, infatti, Roma sa mostrare una realtà molto diversa; una realtà fatta di oscurità, di locali notturni, di traffici illeciti, di droga, moltissima droga. In special modo eroina. Henry, come la chiama un trio di spacciatori africani che hanno fatto i soldi, gioca con l’anima d’individui sull’orlo del baratro.

Di certo il trio non è il solo ad aver fatto della droga il suo campo d’affari, c’è anche il gruppo dei cognati Devito, che controllano Civitavecchia e il Mediterraneo, e c’è anche Stefano Cannarelli, detto Spillo, uno spacciatore di mezz’età che vive ancora con la madre.

È proprio quando il cadavere di Spillo viene ritrovato al fianco di quello dell’anziana madre, steso sul pavimento di casa sua in una pozza di sangue, che il Commissario di Polizia Mirko Silvestri viene a contatto con la complicata vicenda che vede come fulcro il giovane Gianni, ritrovato da una pattuglia proprio sulla scena del delitto.

Non ci vuole molto a Silvestri e al suo collega Bellucci per capire che Gianni è solo una delle pedine del gioco in cui gli attori sono tanti. Come Rocco, un fotografo che grazie all’eroina ha buttato via la sua carriera, Kueko, il bel ghaniano, arrivato in Italia alla ricerca di un vecchio amico e caduto quasi subito nel circolo della malavita, e soprattutto Nina, fidanza di Gianni, la ragazza che è scappata dal suo paese di provincia per arrivare a Roma alla ricerca di una vita migliore, determinata a fare di tutto per scoprire la verità, anche mettersi nei guai.

In “Henry” i pezzi del puzzle narrativo sono tanti e si intrecciano tra loro nei modi più improbabili. Ci sono buoni, ci sono cattivi, ma la linea di confine è molto sottile e sarà difficile capire chi sono gli uni e chi sono gli altri, a partire da Silvestri e Bellucci, immischiati nella vicenda più di quanto si possa immaginare.

In questo ultimo libro, Giovanni Mastrangelo ci mostra ancora una volta tutto il suo coraggio, scegliendo di raccontare una storia che tratta argomenti difficili.

La vicenda si snoda principalmente in tre giorni, dal venerdì, quando il cadavere dello spacciatore viene ritrovato, fino alla domenica in cui il caso si chiude con un epilogo degno dei più grandi film polizieschi, e questo fa sì che il ritmo narrativo non si perda nel tempo.

Ho apprezzato molto la scelta dello scrittore di inserire parti in cui sono i personaggi stessi a prendere la parola e a raccontare la loro storia in prima persona; un modo ben riuscito per entrare nell’intimo del personaggi e svelare alcuni parti del loro passato.
Belli anche i discorsi tra i tre africani nella loro lingua d’origine, insoliti e molto particolari.

Una scelta che invece personalmente ho trovato poco convincente è stata quella di rivelare da subito l’identità dell’assassino, descrivendo proprio la scena dell’omicidio. Fattore che compromette un po’ quelle che sono le caratteristiche del giallo, seppur non minando l’adrenalina della storia.

Particolare importanza ha anche il periodo in cui la storia viene ambientata; ci troviamo infatti all’inizio degli anni 2000 e alcune tempistiche appaiono un po’ diverse da quelle odierne. Sentire citare i negozio di videonoleggio oppure le cabine telefoniche, fa un certo effetto, una sorta di malinconia che certamente non guasta.

Una storia insolita e per questo molto interessante, che fa riflettere e che, anche grazie ad alcuni ragionamenti di matrice politica, non può che rimanere impressa.

 

 

 

Giovanni Mastrangelo


Ha vissuto per più di vent’anni in Africa dove ha lavorato come fotoreporter. Tornato in Italia, dalla fine degli anni novanta vive e lavora a Roma. È scrittore, autore di documentari, sceneggiatore. Negli anni ha pubblicato racconti sulle riviste “Linea d’Ombra”, “Nuovi Argomenti”, “Linus” e “Corto Maltese”. Tra i suoi libri ricordiamo Bratto, illustrato da Copi, Il coupé scarlatto, African soap (selezione Premio Strega 2003), Henry e Il sistema di Gordon (La nave di Teseo, 2016).

A cura di Simona Vallasciani

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