Himmo re di Gerusalemme




Recensione di Giulia Manna


Autore: Yoram Kaniuk

Traduzione: Elena Loewnthal

Editore: La Giuntina

Genere: Romanzo

Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Sinossi. Mentre fuori infuria la battaglia, nella quiete del monastero adibito a ospedale i soldati feriti affrontano il proprio destino, a volte con sarcasmo altre con sconforto. Tra loro c’è Himmo, che era così bello da essere chiamato “re di Gerusalemme”. Del suo magnifico corpo è rimasta intatta solo la bocca, una bocca sensuale, carnosa, perfetta. Basterà per far innamorare Hamotal, giovane infermiera appena entrata in servizio. Himmo implora di essere ucciso e nessuno comprende come possa essere ancora in vita nonostante le ferite mortali. Solo Hamotal continua a curarlo; poi si dedicherà soltanto a lui, ma la dedizione e il sentimento che prova per il giovane soldato le consentiranno di accettare l’unico desiderio di Himmo? Tra le parole di scherno degli altri soldati, quelle indifferenti dei medici e quelle consolatorie di Clara, ultima suora rimasta nel monastero, Hamotal cerca la soluzione a quel dramma affrontando una crisi interiore che tocca le radici del mistero dell’esistenza. E intanto suonano le campane del monastero come cupi avvertimenti e i tamburi della guerra continuano a battere incuranti delle vite che pulsano tra le mura dell’antico monastero.

 

Recensione

1498, l’infermiera Hamotal Horowitz arriva a Gerusalemme. La città è un campo di battaglia, ma lei non sembra accorgersi delle esplosioni e  degli spari non troppo lontani. Si abitua in fretta al suo nuovo posto di lavoro, il convento di San Gerolamo, adibito ad ospedale. Giovane, bella, instancabile, gentile, ma allo stesso tempo fredda, cerca di svolgere il suo lavoro con dedizione.

Fino all’arrivo di un ferito, Himmo Farrah, soprannominato il re di Gerusalemme. Era il ragazzo più bello di tutti e di conseguenza, molto desiderato dalle ragazze. Di quella bellezza, però, sono rimaste solo le labbra.

Una bocca tirabaci! Una bocca destinata ad essere di un re, una bocca per angeli splendenti…radiosa bellezza dentro l’orrore tutt’intorno come un fiore solitario su una parete immensa.

Ora lo chiamano il pupazzo. Non ha più entrambi gli occhi, le gambe e con quel che resta delle braccia sembra tenersi invano la pancia squarciata. Riesce solo a sussurrare: “Sparami, sparami, sparami, sparami”.

Molti lo ignorano, altri lo deridono. Invece, Hamotal si è affezionata fino ad innamorarsi di lui. Nella sua testa, vita, morte e pietà si scontrano con la stessa intensità con cui fuori infuria la battaglia. Arriva a discutere con tutti, perché nessuno comprende le attenzioni che dedica ad Himmo, quando in quel contesto l’ospedale pullula di feriti gravi e dove si distingue tra le attenzioni che si danno a quelli che possono guarire ed a quelli che non hanno futuro.

Personaggio da non sottovalutare è Clara, l’anziana monaca. Offre riflessioni molto dure. E’ un mistero divino perché Dio lo tenga in vita.  

Come dice Pascal: 

”il cuore ha le sue ragioni che la ragione non capisce”.

Questo romanzo senza tempo è sconvolgente.

Scritto nel 1968, arrivato in Italia solo adesso grazie alla traduzione di Elena Loewnthal, dopo diversi anni dalla scomparsa dell’autore, posso definirlo: crudo, toccante ed estremo. Cerca una ragione e cerca Dio, dove non c’è traccia né dell’una né dell’altro.

Il più nobile dei sentimenti, l’amore, non ha alcuna senso. L’unica speranza è la pace. La pace per Gerusalemme. La pace per Himmo.

Personalmente, questo libro mi ha turbata parecchio.

 

 

 

Yoram Kaniuk 


Dopo aver partecipato nel 1948 alla guerra d’Indipendenza, ha vissuto per dieci anni a New York per poi fare ritorno in Israele.    
Nel 2012, come riportato da Haaretz, la Corte israeliana ha garantito a Yoram Kaniuk il diritto (come da sua richiesta) di essere registrato ufficialmente come “senza religione” piuttosto che “ebreo”, passo che ha reputato necessario nella direzione della separazione fra stato e fede religiosa. Ha scritto romanzi, racconti e libri per ragazzi. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Di lui il New York Times ha scritto: «Kaniuk è uno dei più originali e brillanti scrittori del mondo occidentale». Nel 2009 il regista Paul Schrader ha realizzato il film Adam Resurrected (con Jeff Goldblum, Willem Dafoe e Derek Jacobi) dal suo romanzo omonimo. Ha pubblicato anche con lo pseudonimo Joseph Harare. Tra i suoi libro pubblicati in Italia: Tigerhill (Einaudi 1998), Il comandante dell’Exodus (Einaudi 2001), Adamo risorto (Einaudi 2001), Post mortem (Einaudi 2002), La ragazza scomparsa (Cargo 2008), Il cane che sapeva cantare (Salani 2011), 1948 e Un arabo buono (Giuntina 2012), Sazio di sogni (Giuntina 2014)