I bastardi dovranno morire






(recensione di Simona Vassetti)


 

Autore: Emmanuel Grand

Traduttore: A. Folin

Genere: thriller/noir

Editore: Neri Pozza

Collana: I Neri

Anno edizione: 2017

Pagine: 351 p., Brossura

 

 

A Wollaing, una cittadina del Nord della Francia, dove la disoccupazione la fa da padrona e si alimenta la miseria, e dove gli abitanti sono costretti a chiedere denaro in prestito agli usurai, un giorno viene assassinata Pauline, una giovane tossicodipendente.

Secondo molti degli abitanti, i responsabili dell’omicidio sono due bastardi, Frédéric Wallet, detto Freddie, e Gérard Waterlos, detto Gigi.

A indagare su questo omicidio vengono chiamati il comandante di polizia Erik Buchmeyer, fumatore e bevitore accanito, e la giovane poliziotta araba, Saliha Bouazem. La faccenda, apparentemente semplice, si rivela, invece, più complicata, e l’unico a intuirlo è proprio Buchmeyer, che indagherà scavando nel passato della cittadina e dei suoi abitanti.

Si ritornerà a una Wollaing diversa, nel periodo in cui la fabbrica Berga era la fonte di ricchezza del paese, a un passato di antichi rancori che perseguitano i sopravvissuti di quell’epoca lontana e che giustifica, nel presente, un’atmosfera pesante in cui prevalgono la violenza e il sospetto.

Il romanzo di Emmanuel Grand è stato accolto come il miglior thriller francese dell’anno.

Effettivamente, quella narrata in I bastardi dovranno morire è una storia che coinvolge il lettore: suspense e improvvisi colpi di scena lo rendono un thriller mozzafiato, costruito con intelligenza. Inoltre, è un romanzo sociale che ha come epilogo una machiavellica storia di vendetta. Una narrazione a tinte forti con un colpo di scena, forse anche prevedibile, ma efficacemente costruito.

Le Grand utilizza Wollaing come metafora di tutte le città francesi del Nord, che dalla ricchezza sono passate a uno scenario deindustrializzato dove scioperi, disoccupazione e povertà la fanno da padrone.

Un romanzo a cui non si resta indifferenti, con sfumature da thriller psicologico.

 

 

Emmanuel Grand (Versailles, 1966) è un informatico cresciuto a Vandea, a venti chilometri dalla costa atlantica. Il suo romanzo, I bastardi dovranno morire, ha riscosso, al suo apparire in Francia, un grandissimo successo di pubblico e critica. Oggi vive a Colombes, vicino Parigi.