I buoni vicini




Speciale di Ilaria Bagnati


Autore: Sarah Langan

Traduzione: Leonardo Taiuti

Editore: SEM

Genere: Thriller

Pagine: 400

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. Benvenuti a Maple Street, un quartiere da cartolina alla periferia di Long Island, dove i genitori sono legati ai figli, al lavoro e a un’illusione di sicurezza in un mondo in rapida evoluzione.La normalità viene interrotta dall’arrivo di una nuova famiglia, composta da Arlo Wilde, una rockstar burbera ed estremamente diversa dagli altri papà, sua moglie, la statuaria Gertie, con un passato da reginetta di bellezza, che si sente socialmente ostracizzata e alla deriva; Julie, una coraggiosa e sfrontata preadolescente che impreca come un marinaio e suo fratello minore Larry. La loro vicina di casa e “ape regina” di Maple Street, Rhea Schroeder, solitaria professoressa dal passato oscuro, accoglie Gertie e la famiglia nella comunità. Poi, durante una serata estiva piena di spritz, i nuovi “migliori amici” condividono troppo, e troppo presto. Mentre le tensioni aumentano, una voragine si apre in un parco vicino a Maple Street e la figlia di Rhea, Shelly, cade nel precipizio. Sarà facile, a questo punto, scagliarsi contro i Wilde, i “diversi” in un mondo di uguali: all’improvviso, a valere è la parola di una madre contro l’altra, di un genitore contro l’altro nel “tribunale dell’opinione pubblica”, in un’apoteosi di ipocrisia e crudeltà che finisce nel sangue…Da un’autrice mito, le cui atmosfere ricordano il mondo alienato e crudele di Shirley Jackson, un ritratto avvincente e spietato della periferia americana. Un incalzante noir letterario, un’esplorazione dissacrante dei rapporti tra vicini in un quartiere bene, dove, dietro una facciata di finta disponibilità, si celano inganni e sopraffazioni.

Recensione

Da un punto di vista psicologico e sociologico I buoni vicini è un libro molto interessante e perciò ho deciso di parlarvene. Maple Street è un quartiere benestante situato nella periferia di Long Island dove tutti sono cortesi e pieni di sorrisi verso i propri vicini. Tutto sembra filare liscio, almeno in apparenza, fino a quando arriva la famiglia Wilde. Arlo, Gertie, Julie e Larry non sono benestanti, sono sporchi, chiassosi, e poco interessati alle apparenze. Rhea professoressa altezzosa, stranamente si avvicina a Gertie, ex reginetta di bellezza e molto appariscente.

Le due anche seppur molto diverse sentono una certa sintonia fino a quando Rhea comprende di aver rivelato troppo di sé. La donna decide così di allontanarsi da Gertie in maniera brusca, senza dare spiegazioni. Da questo momento le cose per Maple Street prendono una piega inaspettata e drammatica. Nel parco si apre una dolina che riversa fiumi di bitume tutto intorno, metafora del marcio e della cattiveria che viene fuori dalle persone “perbene” del quartiere. Rhea accusa Arlo della morte della figlia Shelley caduta nella voragine, secondo la donna la figlia stava scappando da Arlo. E’ facile scagliarsi contro i “diversi”, quelli che non si sono mai omologati e che sono rimasti fedeli alla loro sciatteria. Gli abitanti di Maple Street si schierano quasi unanimemente contro i Wilde facendo fronte unico, pure i ragazzi non hanno difficoltà a fare i bulli.

Nello specifico è proprio questo l’argomento che voglio trattare ossia il bullismo ma non quello tra adolescenti, quello tra adulti perché esiste, eccome se esiste! Si parla spesso di razzismo verso l’immigrato, lo straniero, nei confronti del quale si compiono spesso atti di discriminazione e violenza. Ma la discriminazione, come possiamo vedere in questo libro, può essere anche più subdola e meno appariscente. Può capitare che non si accettino le altre persone perché non si vestono alla moda come noi, perché non sono benestanti, non hanno una bella casa, non hanno studiato, non sanno parlare in modo forbito e magari ci si aspetta che cambino e si pretenda da loro che si omologhino a chi gli sta intorno. E’ quello che è successo a Maple Street e probabilmente in tanti altri quartieri del mondo e reali: chi è diverso e non si omologa non può essere accettato e incluso nella cerchia degli intoccabili.

L’incontro con l’Altro, specialmente quando diverso è di per sé un incontro difficile e complesso. Tale incontro viene spesso vissuto con inquietudine accompagnato da atteggiamenti di aggressività, in termini di rifiuto o svalutazione, risposte che rispondono all’emozione della paura. Tali atteggiamenti hanno anche a che fare con il modo in cui funziona la mente umana, che cerca sempre di difendersi dal mondo esterno e di definirsi.

Un meccanismo cognitivo spontaneo su cui si fonda la discriminazione del diverso è la categorizzazione, ossia quel processo cognitivo che elabora le informazioni provenienti dall’ambiente, permettendo di suddividere oggetti, eventi e persone in categorie mentali.

Se questo processo da un lato è fondamentale, perché sentirsi parte di un gruppo permette di conoscere bene sé stessi, costruire la propria identità e ridurre l’incertezza, dall’altro comporta relazioni conflittuali o di discriminazione verso gruppi differenti che vengono percepiti come pericolosi o da evitare.

La categorizzazione sociale è il processo che sta alla base della nascita del pregiudizio, cioè un tipo di atteggiamento ostile verso un gruppo sociale e i suoi membri, dominato dall’abbondante uso di stereotipi. Tali pregiudizi possono allora innescare una serie di atteggiamenti di discriminazione, attacco e odio verso il cosiddetto “diverso”.

La paura del diverso, di colui che non si conosce può essere affrontata e superata conoscendo l’Altro e ciò che lo rende unico e diverso da noi. La curiosità, l’interesse e il confronto verso l’Altro possono portare a conoscere un mondo nuovo e arricchire il nostro bagaglio culturale ed esperenziale.

PAGINE WEB CONSIGLIATE:

https://www.obiettivoinsalute.it/psiche-e-cervello/psicologia/l-incontro-con-il-diverso-emozioni-evocate-dall-incontro-con-l-altro-nella-dimensione-dell-estraneita.html
https://psicologopnlonline.wordpress.com/analisi-dellintolleranza/
 

LIBRI CONSIGLIATI:

Stereotipi e pregiudizi (1997) Bruno M. Mazzara. Il Mulino
Psicologia del pregiudizio (2013) Rupert Brown. Il Mulino
 
 

A cura di Ilaria Bagnati

ilariaticonsigliaunlibro.blogspot.com

 

Sarah Langan


Sarah Langan, laureata con un Master of Fine Arts alla Columbia University, è autrice di tre romanzi pluripremiati e vincitrice per ben tre volte del Bram Stoker Award. È cresciuta a Long Island e attualmente vive a Los Angeles con il marito e le figlie. Questa è la sua prima opera tradotta in Italia.

 

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