I diari del sangue






(recensione di Fiorella Carta)


Autore: Stephen Lloyd Jones
Genere: Thriller
Casa editrice : Mondadori
Pagine: 417
Anno: 2017
Traduttore: Mariagiulia Castagnone

“Mi chiamo Nicole Dubois, sono una studiosa di antichi miti. Per anni ho condotto delle ricerche su rari manoscritti ungheresi, un lavoro faticoso alla caccia di fragili indizi. Dai miei studi sono emerse delle tracce di una razza che viveva in gran segreto nell’Europa orientale cinquecento anni fa. Erano chiamati életek, da un’espressione ungherese, hosszú élet, che si riferisce allo straordinario potere che possedevano di rimanere in vita a lungo, anche se non si accenna a una vera e propria immortalità. Ora, bisogna sapere che nel Tredicesimo secolo, in Ungheria, i mongoli diedero inizio a un massacro senza precedenti. Donne e bambini. Nessuno riusciva a salvarsi. Un assalto dopo l’altro, una strage senza fine. I mongoli incendiavano, saccheggiavano, stupravano. Non è difficile comprendere come, in un contesto simile, si alimentò la credenza di una razza che avrebbe potuto resistere a quei terribili eventi, una razza che non aveva solo il potere di vivere a lungo ma anche quello di cambiare forma, di modificare le proprie sembianze per sfuggire ai nemici. Una leggenda nata dalla disperazione, forse. Ma purtroppo quella leggenda segnala, tra gli életek, anche un cattivo seme, una di quelle creature infatti non era pacifica, ma bensì un essere dalla mente contorta, incapace di empatia o di amore, imprevedibile nei suoi sciagurati comportamenti, malvagio nelle azioni. Un tuffo nella follia.

Ora so con certezza che il suo nome è Jakab, nei miei quaderni viene anche chiamato démon.

Si credeva che fosse morto in un incendio, ma passarono gli anni e un’altra leggenda affiorò: una donna raccontò che, quando gli abitanti si erano radunati davanti a quella casa in fiamme, avevano visto un uomo che urlava dietro una finestra del piano superiore, contorcendosi in modo innaturale. A un tratto aveva poi rotto il vetro e si era lanciato nel vuoto. Da quell’altezza chiunque sarebbe rimasto ucciso o gravemente ferito, invece lui si era rialzato ed era corso via.

Da quel momento ho la prova che quella creatura è sulle mie tracce e mi insegue. E oggi mi ha trovato. Ma io possiedo dei diari, unici per i segreti che occultano. I diari mi possono salvare o forse salveranno soltanto mia figlia. Se scoprirò come usarli, se il mostro non ci troverà prima”

 


Per quanto la creatura che dà la caccia ai protagonisti abbia nel suo sangue poteri sovrumani, la fuga da essa è reale, terrena, a tratti asfissiante.

Jakab, ossessionato dal volto della sua amata, lo segue lungo gli oceani del tempo, nelle generazioni future che, a causa sua, vivono in perenne allerta, da un rifugio all’altro, senza potersi fidare di nessuno.

Un romanzo che mette in luce la figura della preda con le sue ansie e che mostra quanto cambi la vita con una spada di Damocle sulla testa.

Scrittura veloce, colpi di scena ben dosati e un finale interessante che lascia aperte diverse prospettive.

Un esordio affascinante quello di Stephen Lloyd Jones: personaggi originali, storia ben costruita. Quando arrivano nuovi scrittori con un talento in crescita, non ci resta che tenerli d’occhio con grande attenzione!

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Un calderone pieno di libri

Stephen Lloyd Jones e nato nel 1973 nello Hampshire, a sud di Londra. Ha studiato al Royal  Holloway College di Londra. Vive nel Surrey. I diari del sangue è  il suo primo romanzo ed è  stato tradotto in dieci paesi.