Racconti del terrore






(Recensione di Kate Ducci)

Kate Radix è autrice dei thriller “Le conseguenze” “Le apparenze” e “Le identità” e dell’antologia “La verità è una bugia”, una raccolta di quattro racconti di generi che spaziano dal thriller al fantastico.


 

Autore: Edgar Allan Poe

 A cura di: RLI

Genere: thriller/horror

Pagine: 188

Anno di pubblicazione (questa edizione): 2014


 

 

 

Edgar Allan Poe nacque a Boston il 19 gennaio 1809 e morì a Baltimora, all’età di soli quarant’anni, il 7 ottobre del 1849.

Le sue opere riflettono la complessità e le sofferenze di una vita assai ricca di spunti e di esperienze, molte delle quali dolorose, nonostante la prematura scomparsa.

Da tutti ritenuto il padre della letteratura horror, è stato di fatto colui che ne ha tratteggiato le basi, tutt’ora all’avanguardia, da cui hanno preso ispirazione gli autori moderni nei secoli successivi.

I racconti, soprattutto se letti considerando l’epoca in cui sono stati scritti, sono sorprendenti per quanto innovativi. Non solo per un linguaggio, ancora non del tutto superato, ma per quella completezza che li renderebbe persino adesso attuali e la capacità di fare una precisa analisi psicologica dei protagonisti, dei loro tormenti e dei loro incubi, delle loro ossessioni e tendenze suicide.

Lo stesso autore, abbandonato dal padre molto presto e rimasto orfano di madre in tenera età, ha vissuto sulla sua pelle le conseguenze della mancanza di affetto e il senso di solitudine e di abbandono, che ha sempre una posizione rilevante nelle sue opere. Soprattutto il tema della morte della donna amata (oltre alla madre, Poe perse la giovanissima moglie dopo una lunga malattia) e il tentativo di riportarla in vita sono presenti in larga parte della sua produzione e i suoi protagonisti, uomini afflitti da un’indescrivibile sofferenza, danno voce ai tormenti dello stesso autore, che mai si rassegnerà al destino di dover sempre perdere le donne che ha adorato.

Quelle giovani e bellissime protagoniste si alterneranno in ogni racconto, morendo prematuramente e divenendo l’ossessione della voce narrante, tornando dalla tomba risvegliate da un amore troppo forte per lasciarle andare, o riportate in vita da chi, sperimentando tecniche mai provate prima, non riuscirà a dir loro addio, così come Poe non riuscirà mai a fare con coloro che ha tanto amato.

Consiglio la lettura a tutti gli amanti del genere. È una tappa obbligata per chi vuol capirne le origini e farsi sorprendere dal ritrovare, in racconti scritti secoli addietro, elementi ricorrenti nell’attuale letteratura horror e poliziesca, con risvolti psicologici ancora adesso credibili. Poe ci introduce nel mondo delle indagini, mettendole in mano a semplici cittadini, capaci di ricostruire accadimenti all’apparenza inspiegabili, si fa beffa di poliziotti inetti e superficiali, ci terrorizza con presenze reali o immaginarie e ci apre una finestra sulla vita dopo la morte, sulla fede che viene abbandonata per spalancare la mente a scenari attraenti quanto spaventosi.

Tutto ciò sarà presente nella letteratura di ogni autore di successo, i cui romanzi si trovano attualmente ai vertici delle classifiche di vendita e di gradimento. Impossibile non scovare tracce di Edgar Allan Poe in ciascuno di loro, a dimostrazione che può venire eletto quale “inventore” di un genere a cui ha avuto il coraggio di dar vita in un’epoca in cui pareva destinato a non avere un futuro.

Poe fu anche uno dei pochi a tentare di fare della scrittura un mestiere, ostacolato dall’assenza dei diritti di autore e da una crisi del settore che impediva di ottenere proventi dalle vendite delle proprie opere. Nonostante ciò, Poe ne fu capace e i suoi racconti ottennero il successo sensazionale che ancora riscuotono.

Anche la sua morte, così come gran parte della sua vita, resta avvolta dal mistero.

Il 3 ottobre del 1849, fu ritrovato mentre si aggirava delirante per le strade di Baltimora “in grande difficoltà e bisognoso di immediata assistenza” stando a quanto dichiarato dall’uomo che gli prestò soccorso, Joseph W. Walker. Fu trasportato in ospedale dove morì domenica 7 ottobre 1849. Purtroppo, non riacquistò la lucidità necessaria per raccontare come si fosse trovato in simili condizioni, indossando abiti che non gli appartenevano e vagando in preda al delirio.

Si narra che le ultime parole dello scrittore furono

«Signore aiuta la mia povera anima»

ma tutti i referti, nonché il certificato di morte, sono andati perduti, lasciando sulla sua scomparsa un’ombra di mistero che mai verrà svelato.

Tra le leggende che circondano la sua vita e ciò che seguì la sua morte, c’è un fatto davvero singolare.

Un visitatore ignoto, denominato “Poe Toaster”, ha omaggiato la sua tomba ogni anno, il 19 gennaio, giorno del suo compleanno, portando una bottiglia di cognac e lasciando in dono tre rose.

La consuetudine è andata avanti per oltre sessant’anni, per poi interrompersi per ragioni sconosciute con l’ultima visita misteriosa, il 19 gennaio del 2009.

Il fascino e il mistero che caratterizzano la vita e la morte di questo straordinario autore, precursore di un genere che ha cambiato la storia della letteratura, lo hanno reso un personaggio talmente originale da far dubitare della sua stessa esistenza, interrotta prematuramente ma destinata a far parlare di lui per sempre.

 

Edgar Allan Poe (Boston, 19 gennaio 1809 – Baltimora, 7 ottobre 1849) è stato uno scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense. Considerato uno dei più grandi e influenti scrittori statunitensi della storia, Poe è stato l’iniziatore del racconto poliziesco, della letteratura dell’orrore e del giallo psicologico.La figura di Poe è riconducibile alla narrativa gotica, sebbene la sua vita e le sue opere siano posteriori al periodo del romanzo gotico vero e proprio; i suoi racconti riprendono le suggestioni proprie del movimento, ma si svincolano dalle ambientazioni tipiche e dai cliché di tale genere e si sviluppano in senso psicologico e metafisico. Per questo Poe è considerato il padre della moderna letteratura dell’orrore, basata non più su una serie di trame e personaggi fissi, ma sull’orrore stesso, declinato in una estrema varietà di situazioni. L’introspezione psicologica, il gusto per il sovrannaturale e l’attenzione verso l’oscurità insita nell’animo umano, oltre alla concezione del genio e dell’ispirazione, rendono Poe uno dei massimi esponenti del Romanticismo mondiale. Allo stesso tempo tematiche quali l’ossessione, l’alienazione e la pazzia lo avvicinano al Decadentismo, del quale può essere considerato un precursore. Ciò è vero soprattutto per quanto riguarda le sue poesie, che stanno alla base della corrente del Simbolismo, la quale si svilupperà prevalentemente in Francia ed il cui esponente principale, Baudelaire, fu un grandissimo ammiratore di Poe. Di straordinaria importanza è anche la stesura di alcuni racconti considerati i prototipi della moderna letteratura poliziesca (soprattutto del giallo classico e di quello psicologico). Sua è infatti la creazione del primo investigatore di professione della storia della letteratura, Auguste Dupin. Inoltre alcune sue opere sono considerate antenati della moderna fantascienza. Poe è considerato il primo scrittore alienato d’America, avendo dovuto lottare per buona parte della vita con problemi finanziari, l’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti e con l’incomprensione del pubblico e della critica dell’epoca.