I sette killer dello…




I sette killer dello Shinkansen


Recensione di Marina Morassut


Autore: Kōtarō Isaka

Traduzione: Bruno Forzan

Editore: Einaudi

Collana: Stile libero big

Genere: narrativa thriller

Pagine:  552

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Un treno partito da Tōkyō e lanciato a trecento all’ora nella campagna giapponese. Una valigia piena di soldi nascosta in una delle carrozze. E sette assassini pronti a entrare in azione. Un meccanismo narrativo micidiale, in cui tensione e adrenalina si susseguono fino all’ultimo, straordinario, colpo di scena. Un intreccio alla Agatha Christie e un’ironia alla Tarantino. Da questo romanzo il film con Brad Pitt e Lady Gaga. Ōji ha la faccia innocente di uno studente per bene, in realtà è un pericoloso psicopatico. È lui ad aver mandato in ospedale il figlio di Kimura, che ora si trova sullo Shinkansen – il treno proiettile – per vendicarsi. Ma Kimura e Ōji non sono gli unici passeggeri pericolosi. Nanao, a suo dire l’assassino piú sfigato del mondo, e la letale coppia formata da Mikan e Lemon sono sullo stesso treno. Chi o che cosa li ha riuniti in una manciata di vagoni? E chi arriverà vivo all’ultima stazione?

 

Recensione

Kimuro, Agrumi, Coccinella, il Principe, Asagao, Calabrone: chi o cosa sono?

Perché a parte due dei nomi, chiaramente giapponesi, tutti gli altri non evocano che cibo o animali… In realtà sono i diversi capitoli che compongono questo non breve thriller e che si intervallano uno via l’altro. Ma andiamo con ordine.

Proprio perché la lettura è un’esperienza onnicomprensiva – e questo giallo e thriller al contempo Ve lo dimostrerà – è stupefacente considerare come un termine straniero si diffonda in altri Paesi, assumendo allo stesso tempo un significato che non è quello originario. Shinkansen (新幹線) è la rete ferroviaria giapponese di treni ad alta velocità sulla quale viaggiano i cosiddetti “Treni proiettile” (in giapponese dangan ressha 弾丸列車), nata nell’aprile 1959 con la costruzione del Tōkaidō Shinkansen, il tratto tra Tokyo e Osaka. Il termine Shinkansen designa la linea e non il singolo convoglio e letteralmente significa “nuovo tronco ferroviario”.  

Ed è così che inizia questo thriller, su un treno lanciato a trecento allora che parte da Tokyo e che deve arrivare a  Morioka in poco più di due ore.

Solo che più che far incontrare IL thriller del 2021, o meglio, nonostante questo, l’autore si diverte a prendere in giro il lettore e gioca con il classico giallo della “Camera Chiusa”, inscenando un delitto commesso in un luogo sigillato dall’interno, in cui non c’è traccia dell’assassino e molto spesso non c’è traccia nemmeno dell’arma. Resterà l’autore sul classico, facendo scoprire in primis come è stato commesso il delitto, e solo in un secondo momento rendendoci partecipi del movente e del nome del colpevole? In fondo, cosa meglio di un treno corrisponde all’idea che abbiamo di una Camera Chiusa? Soprattutto se l’omicidio avviene a treno già lanciato in corsa.

Il treno parte, e subito Kimura, pistola in tasca, si dirige verso la carrozza numero sette, alla ricerca della persona responsabile di aver fatto precipitare il suo bambino di sei anni dal tetto di un grande magazzino. Una soffiata da parte di un ex collega di lavoro l’ha messo sulla strada giusta per trovare l’animale che ha potuto anche solo pensare di far del male ad un bambino così piccolo ed indifeso. Ha smesso di bere. E dopo anni, praticamente dalla nascita del suo piccolo Wataru, riprende in mano la pistola. Gliela farà pagare lui, anche se questo non potrà bastare a perdonare sé stesso… E soprattutto, nulla l’ha preparato alla sorpresa di scoprire chi è la persona seduta in uno dei sedili a tre della quinta fila della carrozza numero sette. La persona che aveva tenuto in mano la vita del figlio, e che ancora per almeno altre due ore avrebbe continuato a tenerla fra le sue malvage mani.

Uno.

Il treno parte e nei tre sedili adiacenti la fila dieci della carrozza numero tre, due malviventi, Mikan (agrume simile al mandarancio) e Lemon, conversano amabilmente con l’unico figlio del boss malavitoso Minegishi Yoshio, che siede in mezzo a loro. Due spietati quanto divertentissimi e pazzi killers che lavorano insieme oramai da diversi anni, l’uno appassionato di letteratura (Woolf, Dostoevskij e Mishima, solo per citarne alcuni), l’altro di una famosa serie tv per bambini: il Trenino Thomas. L’ordine era di liberare il figlio rapito, cosa che i due avevano giusto fatto il giorno prima, sottraendo il “signorino” a violenze prossime alle torturein un edificio a Fujisawa Kongocho. Liberare il rampollo e riportare indietro la valigia piena di soldi che avrebbe dovuto essere l’esca, perché il malavitoso rifugiatosi anni prima a Morioka non aveva nessuna intenzione di pagare un riscatto ai sequestratori. Minegishi figlio era vivo e vegeto e al sicuro tra di loro, e la valigia contenente i soldi del riscatto era stata depositata tra le carrozze del treno, dove c’è lo spazio apposito per parcheggiare le valigie voluminose durante il viaggio.

Due  Tre.

Il treno parte e Nanao, il killer sfortunato, altrimenti detto Coccinella, si appresta a compiere il lavoro per il quale Maria, una specie di sportello per le richieste, gli ha passato anche questa volta l’incarico: appropriarsi di un bagaglio e scendere alla prima fermata dopo Tokyo. Nanao ha la prenotazione per la carrozza numero quattro. E ad un certo punto Maria lo richiama e lo informa che la valigia da rubare si trova tra la carrozza numero tre e la numero quattro.                                                                                                                                                  

E siamo al quattro

Il treno parte e inaspettatamente sul treno sale il Lupo. Che scombinerà ancora di più la situazione.

Cinque.

Il treno parte e Oji, il Principe, il giovane, educato ed affascinante psicopatico, tiene in ostaggio molti tra i killers presenti sul treno.                                                                                                                                              

Sei.

Il treno deve per forza di cose arrivare a Morioka, dove il settimo killer attende…O no?

In mezzo flashback delle varie vite, linguaggio attuale e gergale quanto basta per irretire il lettore, giallo iniziale che acquista velocità insieme al treno proiettile fino a trasformarsi in un thriller che ha la cifra stilistica dei film dei fratelli Coen e di Tarantino, con la fortunata capacità di muoversi fra diversi generi pur nello stesso romanzo e miscelando quindi al giallo e al thriller  una sorta di “train” movie che a tratti esplode in una commedia spassosa, per quanto folle, non mancando di raccogliersi in sé stessa per farsi anche commovente.

Oltre a tutto questo, divagazioni tra letteratura, serie tv e tanti altri argomenti interessanti, fra cui riflessioni e ricordi sul filo dei rimpianti, filosofia e speculazioni sul potere e l’esercizio dello stesso, per capire come sia possibile prendere il sopravvento sulla massa, tema più che mai scottante e attualissimo.

Ad esempio. E in mezzo a tutto questo c’è l’interazione fra sette killers che cercano una valigia, sette e più vite tra omicidi presenti e passati, mentre le carrozze del treno assistono mute agli eventi inconsueti.

Ed un treno che è come una Camera Chiusa che si apre di volta in volta ad ogni fermata, con un puntiglioso controllo tra chi scende e risale immediatamente e chi semplicemente sale, senza essere visto. E chi vorrebbe assolutamente scendere e non riesce a farlo.

E ancora, tra chi è innocente e chi innocente non lo è più da molto tempo, se mai lo è stato.

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette volte particolare, questo romanzo giapponese.

Se non Vi fidate, un consiglio: iniziare a contare nuovamente…

Da leggere d’un fiato, riflettere e farsi adescare.

 

A cura di Marina Morassut

libroperamico.blogspot.it

 

 

 

 

Kōtarō Isaka


Kōtarō Isaka è uno dei piú celebri scrittori giapponesi di crime e non solo. Nel corso della sua straordinaria carriera ha vinto tra gli altri lo Shincho Mystery Club Prize, il Mystery Writers of Japan Award, il Japan Booksellers’ Award e lo Yamamoto Shugoro Prize. Per Einaudi ha pubblicato I sette killer dello Shinkansen (2021).

 

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