I Signori della Cenere




Recensione di Marina Morassut

Autore: Tersite Rossi

Editore: Edizioni Pendragon

Genere: Narrativa

Pagine: 397

Anno di pubblicazione: 2016

Giallo fantapolitico, narrativa di inchiesta: romanzo che si legge velocemente e che non lascia scampo, perché coinvolge il lettore fin dalle primissime righe, con temi che non sono solo attuali – ma che ci coinvolgono oramai in prima battuta.Suddiviso per argomenti/protagonisti: il prologo, il banchiere, il ragioniere, l’antropologa, il più grande crimine, il segreto della Grande Madre, il più grande bluff, Guerra Civile Globale, Epilogo e Post-Epilogo.

A sua volta ciascuno suddiviso in più piccoli capitoli, ciascuno con il nome di una città e della data in cui sta avvenendo ciò che si racconta.
Nessuna possibilità di confusione o di impossibilità degli accadimenti: come ci si immerge nella lettura, si viene catapultati tra le pagine del libro e molti avvenimenti che non avevamo compreso e che abbiamo già vissuto nella realtà, ora ci scoppiano nella mente come se fossimo monaci appartenenti al Grande Ordine, con la mente che finalmente si dischiude nella nebbia, fino a vedere una luce tanto promessa quanto agognata: la Luce della Verità.
Quella che nessuno ti racconta e che del resto noi, impigriti figli del benessere, non ci prendiamo più nemmeno la briga di ricercare.

Un filo rosso che accomuna episodi anche molto lontani fra di loro, sia temporalmente che geograficamente, che parte dalla Creta del XII secolo a.C. e ci trascina con sé fino ai nostri giorni.
E’ un romanzo ambizioso, oppure ambizioso è lo scrittore che si prefigge di interessare i lettori a fatti ed accadimenti che hanno il sapore della fantascienza, ma che in realtà raccontano il nostro tessuto sociale, intessendosi di dinamiche che da sempre fanno muovere il mondo: amore/odio, potere/denaro, violenza/sesso, rinuncia del sè/pacifismo …Cos’hanno a che fare uno spregiudicato e violento banchiere italiano che opera ai piani alti di Wall Street e che forse ammirava Bukowski, con un remissivo ragioniere in quel di Saronno con la passione del calcio come valvola di sfogo, con un’antropologa di origine fiorentina, ancora alla ricerca di se stessa e dell’amica appena scomparsa?

E i Monaci del Grande Ordine, insieme al Clan che venera il grande Dio Denaro e Potere – con la Grande Madre?
La storia di dipana tra lavatrici sporche e mutui stellari impossibili da pagare negli Stati Uniti, la possibilità nemmeno tanto lontana che l’acqua da bene comune e gratuito diventi bene in mano a pochi e merce quotata in borsa, fino alla non remota possibilità di una Guerra Civile Mondiale, manovrata da pochi super potenti che fanno leva su rabbia ed impotenza del popolo bue.
Tutto questo ci ricorda forse qualcosa?

Un romanzo molto interessante, reso ancora più intrigante perché mentre lo si legge ci si rende conto che è frutto di un puntuale e pluriennale lavoro di ricerca e che offre al lettore, insieme al puro divertimento della lettura di un libro ben scritto e che fila come un treno, anche l’occasione di avvicinarsi ad argomenti, fatti e temi ostici che l’informazione di massa non vuole divulgare e che, come già detto, il lettore medio non è invogliato ad approfondire.

 

 

 

TERSITE ROSSI è un collettivo di scrittori trentini formato dall’insegnante Mattia Maistri e dal giornalista Marco Niro. L’autore Tersite Rossi esordisce nel 2010 con il romanzo “È già sera, tutto è finito” (Pendragon), appartenente al genere della Narrativa d’Inchiesta, qui sulla trattativa tra Stato e Mafia (finalista al Premio Alessandro Tassoni 2011 e al premio Penna d’Autore 2011). Nel 2012 esce il suo secondo romanzo con le “Edizioni E/O”, intitolato “Sinistri”, all’interno della collana “SabotAge” curata da Massimo Carlotto, che parla dei mali della Capitale. Nel 2016 esce il suo terzo romanzo, “I Signori della Cenere” (Pendragon), a chiudere la “trilogia”, avviata con i precedenti due.