Il bambino argento






il bambino argento di Kristina Ohlsson

(recensione di Sara Tarallo)


Autore: Kristina Ohlsson
Traduzione: Silvia Piraccini
Editore: Salani
Genere: Thriller
Pagine: 170
Anno pubblicazione: 2017

 

Aladdin non sta attraversando un bel periodo: prima i suoi genitori hanno deciso di trasferirsi nella torre dove ha sede il ristorante e vendere la casa, poi sono iniziati i furti di cibo, aggravando i problemi economici di cui gli hanno mascherato la gravità, giacché suo padre sta cercando di convincere la mamma a tornare in Turchia.
Se non fosse stato proprio per i furtarelli, lui non avrebbe mai notato il bambino in pantaloncini corti, troppo corti per il freddo di Åhus, e che lui vede sempre da lontano, spesso quando è in compagnia di Billie. Nessun altro sembra vederlo: un bambino che non lascia tracce sulla neve dopo il suo passaggio.

Che sia il bambino che cercava l’argento, per riparare a un furto commesso un secolo prima? Spronati dall’insegnante Åsa e motivato dalla prospettiva di una lauta ricompensa per il ritrovamento dell’argento perduto, Aladdin e Billie, aiutati dall’amichetta Simona, decidono di risolvere il cold case dell’argentiere.

“Il bambino argento” (titolo originale: Silverpojken) è la seconda avventura di Aladdin e Billie, protagonisti curiosi e intraprendenti, più che novelli Sherlock Holmes, con i loro grandi, piccoli problemi.
I due, col supporto dell’amica-assistente Simona, risolvono il mistero della scomparsa dell’argento con un mix di acume, fortuna e qualche pasticcio. Prezioso è anche l’aiuto degli adulti, soprattutto di Elsa, memoria storica cittadina e amante dell’esoterico, e del prete della Chiesa locale.

Gli adulti sono presenze non invasive e la storia procede spedita, in una Åhus innevata e magica, di cui la Ohlsson riesce a trasmettere tutto il fascino. L’autrice descrive bene il mondo emotivo dei suoi protagonisti, trattando con delicatezza non solo le angosce di Aladdin e Billie, in particolare riguardo al trasferirsi − tema che ritorna dopo il primo libro, in cui Billie neo-orfano traslocava ad Åhus − ma anche la questione dell’integrazione e del senso di appartenenza a una nazione diversa dalle proprie radici. Tema caldo nel nostro periodo storico, affrontato dal caparbio Aladdin che, seppur nato in Turchia, si sente cittadino della svedese Åhus e perciò combatte col padre che, dal suo punto di vista, non tiene in considerazione anche i suoi desideri.

Sebbene sia un romanzo per ragazzi, questo della Ohlsson si legge piacevolmente a tutte le età, e forse leggerlo da adulti aiuta a ricordarsi che siamo stati anche noi bambini e dovremmo avere più considerazione del loro sentire, ed essere meno severi di fronte a “marachelle” dettate da buone intenzioni.

 

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