Il battito del sangue




Recensione di Francesca

Autore: Tess Gerritsen

Editore: Longanesi

Pagine: 277

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2016

 

 
 
 
 
 
 

Ho finito questo libro in poche ore, nonostante esso abbia esattamente 277 pagine e sapete perché? Ve lo spiego.

La storia si divide in capitoli e macro capitoli. I macro capitoli dividono le storie dei protagonisti. Da una parte c’è Julia, una violinista professionista e dall’altra Lorenzo, musicista ai tempi della seconda guerra mondiale.

La vera protagonista del libro è la musica, ma questa è anche una storia di speranza, di amore, di incertezza e di ricerca d’aiuto.

Ho amato alla follia la parte legata al passato, forse perché è il periodo storico che amo approfondire, e scoprire una parte di Italia che ignoravo, scoprire della presenza di un campo di concentramento così organizzato nel mio paese, è stato uno shock. Sentir parlare di morte, di morte atroce mi ha lasciato senza fiato. Sentir parlare di ingiustizia mi ha fatto veramente tanta rabbia, e penso sia questo che un autore eccellente dovrebbe fare: trasformare le parole in emozioni.

Leggendo questo libro si viene letteralmente travolti dalle parole, che usciranno una ad una per entrarti dentro, nel cuore e nella testa.

Non è facile dimenticare tutto questo ed è giusto che sia così, non si deve dimenticare! Sono stata ad Auchwitz, ma molto spesso, noi italiani pensiamo che queste storie facciano parte di un passato lontano che non ci appartiene, e questo libro invece ci ricorda che non è così.

Lorenzo è un ragazzo che si ama dalla prima pagina, lo si accompagna lungo il suo percorso di vita, dal suo primo amore, un sentimento che non sa esprimere se non con la musica, alle sue prime volte, nelle quali la costante sono le note, che ad una ad una compongono la sua vita.

La parte che riguarda Julia trasuda amore. L’amore di una madre per una figlia, il volere a tutti i costi capire cosa sta succedendo alla propria piccola, il pensiero di quel valzer maledetto, scoprirne l’origine, dare un nome a quella L, dare dignità a qualcuno che è stato in grado di scrivere un tale capolavoro: tutto questo mi ha trasmesso forti emozioni.

In questo racconto ho trovato una forte componente psicologica, e questa cosa è affascinante. Non solo ti fa entrare nella vita della protagonista, ma anche nella sua mente, per capire i suoi pensieri, per stare insieme a lei quando si definisce sola. È il primo libro che leggo di questo autore e me ne sono innamorata!! Mi ha letteralmente rapita e l’ho chiuso a notte fonda, ma non facevo che pensare e ripensare alla storia e non ho potuto fare a meno di finirlo subito, perché mi ha emozionato, entusiasmato e trasportato in un mondo letterario in cui sono entrata poche volte e grazie ad autori prediletti. Lo consiglio a tutti, agli amanti del thriller e non, perché quando un libro merita di essere letto, non conta il genere a cui appartiene!

 
 
 

 

Tess Gerritsen


(1953), dopo essere stata un medico con la passione per la scrittura, è diventata un’affermata scrittrice con la passione per il medical thriller, genere che ha rinnovato con personaggi indimenticabili, soprattutto nella serie dedicata alla detective Jane Rizzoli e all’anatomopatologa Maura Isles.