Il cacciatore di Caino




Recensione di Roberto Forconi


Autore: Fabrizio Carcano

Editore: Mursia

Genere: Thriller

Pagine: 348

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Milano, gennaio 2020. In una chiesa a due passi da piazzale Loreto, mani ignote depositano un cellulare con un video di un inquietante duplice omicidio. La prima vittima è un sacerdote, esperto in esorcismi, con una croce rovesciata incisa sulla schiena. Il carnefice si presenta come Caino e annuncia nuovi delitti. Una donna danese viene uccisa a forbiciate, i capelli tagliati corti. È la firma del Viaggiatore, un serial killer che da anni sta insanguinando il Nord Europa. Esiste un legame tra il Viaggiatore e Caino? Ancora una volta toccherà al vicequestore Bruno Ardigò, il Cacciatore di Assassini, braccare questi mostri, scavando in un passato torbido. Un’indagine a sfondo religioso che si snoda in una Milano sempre più nera, tra il cimitero di Chiaravalle e i quartieri intorno alla Stazione Centrale, dove i murales dei sottopassi ferroviari raccontano gli intrecci e i misteri che legano i delitti.

 

Recensione

Milano, spettro invisibile, tattile marionetta che circonda di buio ogni luogo, via, ferrovia. La storia bagna di sangue le sue mura, tra episodi antichi e volti insanguinati nella modernità.

Fabrizio Carcano è un Virgilio provetto, preparato, mai prolisso e con quel pizzico di furbizia in grado di trasportare il lettore nei luoghi dei suoi libri. Curiosità storiche, vicende reali che vengono scoperte leggendo il romanzo senza mai apparire stantie o fuori luogo.

Ogni pezzo dei suoi libri costituisce un puzzle ben definito che si dipana lentamente mostrando la sua ferocia, un po’ come le indagini del vice questore Bruno Ardigò, instancabile mastino della Polizia, perennemente sfidato da una schiena instabile e dagli anni che passano. Ardigò è fuori schema, un po’ sopra le righe e un po’ sotto, nel limbo delle questioni umane mai del tutto affrontate; con il suo fedele compagno di vita, il cane Frog si addentra nelle macchie del tempo fregandosene delle ripercussioni.

In una Milano che precede il lockdown, Fabrizio Carcano ci mette l’anima nello scrivere questo romanzo, terminandolo proprio durante la quarantena. In ogni pagina si respira la voglia di riscatto, la volontà di superare le avversità nonostante il cambiamento.

Questa è una storia di affetti, di amore e rinunce, ma soprattutto di quei diavoli la cui vita ha riservato un posto in prima fila per l’inferno che verrà. Il Cacciatore di Caino completa quella che potrebbe essere definita una quadrilogia esoterica, dove Caino e Giuda si affrontano senza esclusioni di colpi, tra misticismo e studi occulti.

Niente viene scritto a caso; c’è una ricerca portentosa dietro le pagine dei suoi libri che rendono questi thriller più di semplici libri. Prendendo ad esempio questo romanzo Carcano lo rende anche una guida su una Milano alternativa, realmente esistente.

Un viaggio tra il periodo del punk e dei centri sociali e di quei banchieri corrotti che hanno conquistato la city, fatti di quei quartieri ora ripuliti dove una volta scorreva il sangue.

Un romanzo corposo, per nulla banale e per la prima volta dal sapore internazionale, Il Cacciatore di Caino è audace, spaventoso, ricco di colpi di scena e perché no, di citazioni cinematografiche, tra Non si sevizia un Paperino e la filmografia di John Carpenter. Naturalmente, il libro può essere letto come episodio a sé stante, ma se recuperate tutta la serie con protagonista Ardigò apprezzerete in pieno della bellezza dell’opera finale.

Concedetemi di dirvi che questo libro possiede una freschezza nuova che ridà vita ancora una volta al romanzo thriller.

 

Al di fuori del romanzo è importante leggere ogni singolo pensiero dell’autore che dedica questa sua ultima fatica a tutti i morti del Covid19, a Bergamo e alla scomparsa del suocero.
 

 

Fabrizio Carcano


(Milano, 1973) è giornalista professionista, scrive per «Il Giorno», «Superbasket», «Bergamo&Sport» e «Affari Italiani». È uno dei giallisti più apprezzati dal pubblico milanese e lombardo nell’ultimo decennio. Il cacciatore di Caino è il suo dodicesimo romanzo noir dedicato ai misteri e al fascino di Milano dopo Gli Angeli di Lucifero (2011), La tela dell’eretico (2012), Mala Tempora (2014), L’ultimo grado (2014), L’erba cattiva (2015), Una brutta storia (2016), Il Mostro di Milano (2017), In nome del male (2018), Il codice di Giuda (2018), Milano Assassina (2019) e Nemesi Nera (2019), tutti pubblicati con Mursia.

 

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