Il cacciatore di teste




Recensione di Laura Piva

Autore: Jo Nesbø

Traduttore: Maria Teresa Cattaneo

Editore: Einaudi

Pagine: 293

Genere: Thriller

Anno pubblicazione: 2013

 

 

 

 

Roger Brown è uno stimato “cacciatore di teste” e vive ad Oslo con la bella moglie Diana. Dietro alla loro vita agiata e apparentemente idilliaca si nasconde però uno scottante segreto. Roger infatti, per mantenere il suo elevatissimo tenore di vita e finanziare la galleria della moglie, si occupa anche di furti d’arte.

La sua carriera di ladro, il suo matrimonio e la sua stessa vita vengono messi in pericolo quando conosce Clas Greve, manager in cerca di ingaggio che sembra essere il candidato ideale per una posizione vacante in un’azienda che si occupa di sistemi miniaturizzati di localizzazione GPS e che, per giunta, sembra aver ereditato un quadro di Rubens sparito misteriosamente durante la seconda guerra mondiale. Il colpo viene pianificato nei dettagli , ma a casa di Clas Greve tutto sembra andare tremendamente storto, a partire dal ritrovamento del cellulare di Diana sotto il letto dell’uomo.

Questo thriller estremamente adrenalinico e pieno di spiazzanti colpi di scena ha una trama originale e molto accattivante. Si tratta di un libro che sfugge ai soliti clichés del romanzo crime in cui, solitamente, si contrappongono detective e criminali e che, invece, ci propone personaggi che gravitano nel mondo degli affari e dell’arte, delineati con maestria sia nelle loro caratteristiche fisiche che in quelle psicologiche.

Roger Brown, il protagonista, è un uomo scaltro e audace, ma che dietro la facciata di uomo di successo che si è costruito nasconde molte insicurezze e complessi di inferiorità legati alla sua bassa statura, alla sua modesta estrazione sociale e al suo sentirsi inadeguato nei confronti della moglie. Nonostante le sue spiccate attitudini criminali e la sua discutibile integrità morale, Roger riesce a creare un legame empatico con il lettore, che segue la caccia all’uomo che lo vede in veste di preda con il fiato sospeso. L’antagonista di Roger è lo spietato e seducente Clas Greve, personaggio che sembra avere tutte le carte in regola per affascinare Diana e minare le certezze del protagonista, spingendolo a mettere in dubbio anche i suoi affetti più cari e coinvolgendolo in una logorante guerra di nervi.

In questo suo lavoro, uscito in Norvegia nel 2008, Nesbø dimostra una grande maturità espressiva e stupisce anche per l’ uso sapiente di tecniche di narrazione particolari, che mette in atto descrivendo scene di cui non svela gli attori. In questo modo l’effetto sorpresa è sempre dietro l’angolo e l’epilogo risulta essere il tassello finale che mette insieme tutti i pezzi di questo complesso puzzle di scene –forse a volte anche un po’ troppo- rocambolesche.

Con Il Cacciatore di Teste l’autore dimostra, una volta per tutte, di dare grandi prove di sé anche quando abbandona il suo alter ego letterario Harry Hole e si avventura per altre strade. Lo consiglio vivamente a quanti, come me, amano i thriller dal ritmo serrato e ad alta tensione.

 

Jo Nesbø


Jo Nesbø. (Oslo, 1960) è uno degli autori di crime più importanti al mondo. Della serie con protagonista Harry Hole, presso Einaudi ha pubblicato: Il leopardo, Lo spettro, Polizia, Il pipistrello, Scarafaggi, Nemesi, Il pettirosso, La stella del diavolo, Sete e L’uomo di neve. Da quest’ultimo è stato tratto l’omonimo film con Michael Fassbender.