Il codice dello scorpione






(Recensione di Katia Fortunato)


Autore: Arturo Pérez-Reverte

Editore: Rizzoli

Traduzione: Bruno Arpaia

Pagine: 338

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

Nell’autunno spagnolo del 1936, a pochi mesi dall’inizio della guerra civile, la linea di confine che separa gli amici dai nemici è insidiosa e sottile.

Ma Lorenzo Falco, trentasette anni, animo scaltro e scuro e una passione dichiarata per le donne, i bei vestiti e le scarpe di vernice, non ha ideali alti né posizioni da prendere: ex trafficante di armi, avventuriero senza scrupoli, di lavoro fa la spia e si limita a eseguire gli ordini.

Con freddezza, precisione. La nuova «faccenda» che lo vede coinvolto, così come la chiama il suo capo, alias l’Ammiraglio, responsabile del nucleo duro dello spionaggio franchista, è tenere le fila di una missione che potrebbe cambiare il corso della storia del Paese.

Questa, infatti, è un’Europa turbolenta, questi sono tempi opachi e infiammati; perdere la vita o tradire, per un’idea o per molto meno, non è un’anomalia. Ad Alicante lo aspettano un uomo e due donne, che Falco non conosce: saranno i suoi compagni di missione, o forse le sue vittime.

 

 

È inutile, quando leggi un grande, non rimani delusa.

Amo Reverte, voglio dire, “Il club Dumas” non è mica pizza e fichi e anche questo, decisamente non scherza. Ambientato in Spagna (nazione che sta entrando spesso nelle mie letture), con Franco sullo sfondo, che c’è e non c’è, ma che si sente. Si leggono, no, si sentono, il coprifuoco, i bombardamenti, la paura, le idee e le ideologie.

Si avvertono l’umanità e la paura, si sente tutto, in un’ambientazione storica che ha segnato il destino di diversi Paesi. Lorenzo non è il cinico bastardo che vuol sembrare, anzi. Svolge il suo lavoro con efficienza, ma si percepisce il disagio del suo cuore.  Un libro romantico, oserei dire, anche se parla di morti, uccisioni, guerra…
La scrittura aiuta, non è pesante ed è quasi urgente, almeno questa è la mia impressione, forse perché non vedevo l’ora di vedere come finiva.

Bello, bello. Senz’altro consigliato!

 

 

Arturo Pérez-Reverte nato a Cartagena, in Spagna, nel 1951. Per vent’anni reporter di guerra in Libano, in Eritrea, alle isole Falkland, in Nicaragua, in Mozambico, in Romania, in Bosnia e in altre zone roventi del pianeta, romanziere di lungo corso, è autore di libri pubblicati in quaranta lingue: tra i più celebri Il club Dumas, La carta sferica, la serie Le avventure del Capitano Alatriste. Dal 2003 è membro della Reale Accademia di Spagna. Rizzoli ha pubblicato Il tango della Vecchia Guardia (2013), Il cecchino paziente (2014) e Due uomini buoni (2015).