Il comunicatore




Recensione di Manuela Baldi


Autore: Maurizio Lorenzi

Editore: Imprimatur

Pagine: 319

Genere: poliziesco

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

SINOSSI: Un poliziotto specializzato in missioni internazionali, esperto di rimpatri di pregiudicati stranieri, viaggia per il mondo accompagnando gli estradati nel loro Paese di origine; al rientro lo attende la routine in questura, le consuete indagini di polizia, la vita della provincia. È la vita che ha scelto, gli piace. Un evento improvviso, però, lo costringe a rivedere tutte le sue convinzioni. E allora sorge il dubbio: può un poliziotto scegliere consapevolmente di ignorare? Tra passaporti di servizio, misteriose consegne di scatole dal contenuto oscuro, personaggi misteriosi, la vicenda si dipana con un ritmo sempre più incalzante, mischiando realtà e fantasia. Un romanzo indefinibile nel genere, che si ispira a una storia vera, che scava nel profondo dell’animo umano, nei lati nascosti che appartengono a ciascuno di noi.

 

RECENSIONE : Non vi aspettate un giallo, nemmeno un noir, nemmeno un thriller; questa storia ha notevoli picchi di tensione, ci racconta vicende tratte dalla realtà che i non addetti ai lavori ignorano, ma non è un diario, anche se ne ha la forma.

Lorenzo Manzi è un poliziotto, lavora alla questura di Bergamo e si occupa di rimpatri. Il libro è scritto in prima persona e ci mostra uno spaccato di vita quotidiana e anche la particolarità del servizio di rimpatrio.

Il romanzo è diviso in giornate che ci raccontano sia il lavoro preparatorio che l’effettivo servizio di rimpatrio; Lorenzi, attraverso il suo personaggio, ci fa vivere la quotidianità, fatta di molta burocrazia, di un poliziotto. Ci racconta anche la straordinarietà dei rimpatri, la variegata umanità, i colleghi alle frontiere, a volte collaborativi a volte ostili. Appena affidato il rimpatriato alle autorità del Paese, poi, ci sarà la possibilità di conoscere un monumento, un’attrazione turistica.

Nel libro troveremo narrate le vicende di strane consegne, di cui si ignora la natura. Il ritmo del racconto diventerà serrato e i lettori saranno sempre più coinvolti e ansiosi di capire il “mistero delle consegne” che a un certo punto sembrerà chiaro.

Il libro è ben strutturato e avvolgente, con una scrittura che varia: a volte leggera al limite della risata, altre volte più profonda e meditativa. Se avrete allacciato le cinture di sicurezza, potrete lasciarvi andare a un viaggio mentale, frenetico; respirerete l’aria, i profumi e gli olezzi, proprio come fa il protagonista; viaggerete nel mondo, vi porrete moltissime domande, arriverete alla fine e… LEGGETELO e scoprirete tutto, o il contrario di tutto.

 

 

 

A tu per tu con l’autore

Abbiamo rivolto alcune domande all’autore, Maurizio Lorenzi per conoscerlo meglio.

 

 

Maurizio Lorenzi, che tipo di lettore è?

Accanito, nel senso che sono fermamente convinto che le lettura apra la mente delle persone e ci sveli l’esistenza di porte invisibili che aspettano solo di essere aperte. Perciò mi sforzo di leggere il più possibile e libri di diverso genere. Se la scrittura aiuta a capire se stessi, in una sorta di ciclo auto-terapeutico, la lettura aiuta a capire in generale il mondo che ci circonda. Porto sempre con me un libro nello zainetto, mi fa sentire più tranquillo nel senso che se mi imbatto in una coda (e in Italia capita spesso) mi consolo e coccolo con una buona lettura.

 

Il tuo lavoro ti mette in contatto con moltissime persone; immagino che gli spunti siano numerosi. Come il personaggio del libro, prendi appunti?

Lo faccio mentalmente, cercando di memorizzare più dettagli possibile anche se non mi risulta troppo difficile perché quelli più ilari e divertenti finiscono con naturalezza sulla pagina bianca e poi, magari, all’interno di una narrazione vera e propria. Dovete sapere che la realtà lavorativa di un poliziotto spesso supera di gran lunga la realtà, prestandosi perfettamente per essere trasportata all’interno di un romanzo.

 

Che tipo di scrittore sei? Lavori con scaletta? Hai una storia già delineata in testa?

Domanda complessa. Diciamo che sono uno scrittore in divenire. Scrivendo e riscrivendo, nell’ambito di un necessario percorso di crescita che ogni autore si dovrebbe imporre, si cerca di imparare a convogliare la propria fame di scrittura dentro scalette funzionali alla stesura, utilizzando alcuni schemi che ottimizzino gli sforzi narrativi, anche nei momenti di relativa ispirazione (ve ne sono molti) o di pura determinazione di scrittura (idem).

Di solito cerco una storia che ritengo meriti di essere narrata e quando la trovo ci appoggio sopra uno schema narrativo che richiama il romanzo, un po’ come se fosse un vestito fatto su misura che cucio pian piano, per abbellirlo al punto giusto finché non mi sembra fatto su misura.

In questo modo la realtà confluisce nel romanzo e il romanzo richiama la realtà, e il cerchio (forse) si chiude.

 

Progetti letterari futuri?

Molti, troppi o troppo pochi. Dipende dalla visuale dello scrittore.

In realtà mi sto godendo della sane letture “post pubblicazione”, per riposare la mente e ricaricare le batterie anche se so che l’ansia da pubblicazione si farà presto sentire e mi dovrò cimentare in una nuova avventura a breve. Potrebbe essere il seguito del Comunicatore oppure un romanzo poliziesco che rievoca una storia giudiziaria legata a una celebre evasione.

Vedremo, tutto è possibile!

Grazie a Maurizio Lorenzi.

 

Maurizio Lorenzi


Maurizio Lorenzi (Bergamo, 1973) è un poliziotto e scrittore italiano. Noto anche con l’acronimo “MaLo”, collabora con il quotidiano «L’Eco di Bergamo». Nel 2005 pubblica «Racconti sulla strada» (Sottosopra edizioni). Nel 2008 firma «A modo mio» (Edizioni Il Molo). Nel 2011 firma «Racconti di strada» (Edizioni Ananke). Nel 2012 firma il racconto «L’ultima lettera», inserito nella raccolta di scritti e ricette “Il gusto del Piemonte” edito da Conti Editore. Nel 2013 firma «Sbirro Morto Eroe, le verità giudiziarie» (Conti Editore). Nel 2014 firma «Eroi senza nome» (Imprimatur). È del 2016 «Identikit, il disegnatore di incubi» (Imprimatur).