Il Corregidor






(Recensione di Marianna Di Felice)


Autore: Francesco Abate – Carlo A. Melis Costa
Editore: Piemme
Pagine: 432
Genere: Romanzo storico
Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

Sinossi:
Cagliari, 1665. Dom Jorge Baxu ha attraversato tutto il mondo, dalla Galizia dov’è nato all’Africa sahariana dove ha visto la morte da vicino, prima di poggiare i piedi su quell’isola dimenticata daDio.

A portarlo in ogni angolo dell’Impero di Spagna, il suo ruolo di corregidor de hidalgos, un magistrato scelto per giudicare e, spesso, assolvere i nobili, più ammantando l’ingiustizia di equità che facendo vera giustizia.

Ma questa volta è diverso. A Cagliari, Baxu è stato chiamato da un funzionario preoccupato per la prematura scomparsa di nobili, barbaramente uccisi, in duello o attentato, senza movente né colpevole.

Quando, il giorno dopo il suo arrivo, quello stesso funzionario viene ritrovato assassinato, il corregidor comprende che questo caso non è come gli altri e che tutte le persone coinvolte, lui per primo, rischiano una morte orribile.

Non gli restano che un pugno di uomini e le poche parole pronunciate da una vittima prima di morire: bambino, libro, fuoco.

Dovrà farseli bastare. Maria Pilar, nata nella foresta che circonda una missione gesuita in Paraguay, è sempre stata una ragazzina sveglia. Secondo i missionari, sono le sue due anime, quella cristiana e quella guaranì, a renderla diversa. Forse per questo, prima di tutti gli altri comprende che qualcosa sta succedendo nella missione: un segreto portato da un generale della Corona, un bambino da nascondere, anche a costo della vita.

I destini di Jorge Baxu e Maria Pilar si intrecciano indissolubilmente sulla strada per risolvere il mistero e salvare altre vite innocenti. Insieme, l’uomo senza passato e la donna dai due nomi, fronteggeranno il più impensabile e crudele dei nemici.

La sua origine non so, poiché non l’ha, ma son che ogni origine da lei viene, anche se è notte.

 

Jorge Baxu, soldato che ha rischiato la propria vita nel deserto africano, diventa corregidor de hidalgos, un giudice per le azioni dei nobili, e si ritrova a indagare con il suo inseparabile amico Kalb, un moro cristianizzato, nella terra di Sardegna.

Una storia sordida fatta di macabre uccisioni di nobili che ha radici lontane e una scia di morti figli di nessuno che supera i confini del Vecchio Continente. Baxu durante le sue indagini incontra strani personaggi e raccoglie degli indizi non proprio chiari che parlano di un libro, una vergine, un vulcano, un fuoco e del temuto Capo delle mosche o Musca Muccedda, un orribile signore che sparge sangue e inquieta i bimbi non ubbidienti come fosse l’uomo nero.

Jorge Baxu porta avanti le ricerche con tenacia e fermezza, ma la sua freddezza viene ammorbidita dai verdi occhi di Maria Pilar, la giaguara nata nella foresta.

Però le violenze non si placano, la voglia di morte di misteriosi uomini neri dalle maschere bianche sembra non avere fine. Fino a quando…dovete leggere per forza il libro!

Nonostante la presenza di numerosi riferimenti alla storia spagnola che avrebbero potuto appesantire la lettura, il romanzo, invece, si rivela scorrevole e il lettore viene accompagnato dai due autori tra intrighi e misteri dai quali rimane incuriosito e affascinato. Un’altra nota positiva del libro è poi il misto tra storia e leggende della Sardegna, che fu colonia spagnola all’epoca di Filippo IV, il Re Pianeta, visto che di solito si parla solo dei possedimenti spagnoli nelle Americhe meridionali.

La trama tiene sull’attenti il lettore che da un momento all’altro potrebbe avvertire gli occhi dell’uomo nero puntati su di lui, coperti da una maschera bianca, e potrebbe sentire avvicinarsi il ronzio che annuncia l’arrivo della Mosca Muccedda!

 

 

Francesco Abate è nato a Cagliari nel 1964. Ha esordito con Mister Dabolina (Castelvecchi, 1998). Sono seguiti Il cattivo cronista (Il Maestrale, 2003), Ultima di campionato (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli, 2006), Getsemani (Frassinelli, 2006) e I ragazzi di città (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi ha pubblicato Mi fido di te (Stile libero, 2007 e Super ET, 2015), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, Così si dice (2008), Chiedo scusa (con Saverio Mastrofranco, Stile libero, 2010 e Super ET, 2012), Un posto anche per me (2013) e Mia madre e altre catastrofi (2016). È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi, 2014). Il corregidor è il suo primo romanzo storico. È giornalista de L’Unione Sarda.

 

Carlo A. Melis Costa nato a Cagliari nel 1960, è avvocato cassazionista. Già ricercatore del CNR, è stato amministratore pubblico e autore di diversi libri di carattere storico e giuridico. Ha studiato musica nel conservatorio di Cagliari e scultura e pittura con il maestro Sciola. Ha viaggiato molto per lavoro e per piacere. È sposato e ha due figli. Il corregidor è il suo primo romanzo.

A cura di Marianna Di Felice

Mi trovi qui: marisullealidellafantasia.