il crollo del noi




Recensione di Francesca Petroni


Autore: Vincenzo Paglia

Editore: Editori Laterza

Pagine: 185

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: ​3 edizione (5 ottobre 2017)

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Una delle voci più autorevoli e rispettate della Chiesa italiana. Un’analisi lucida ma non rassegnata sulla più grave emergenza del presente: il crollo dei legami umani. Connessi gli uni agli altri, non per questo siamo davvero interessati ai destini di chi ci è prossimo. Al contrario, l’umanità sta attraversando una gravissima crisi di solidarietà. Ciascuno pensa a se stesso. Si è passati dal giusto riconoscimento dei diritti dell’uomo a una sorta di ‘egocrazia’. Il risultato è un vuoto insostenibile. Tanti sono i sintomi di un malessere esteso, che testimoniano la richiesta di ascolto e di aiuto. Attraverso una lettura del presente che trae spunto dalla ricca esperienza pastorale e intellettuale dell’autore, questo libro ci parla di una nuova cultura, di un nuovo sogno, di una nuova visione fondata sul riconoscimento dell’importanza del bene comune.

 

 

Recensione

L’individuo si è scoperto orfano, senza riferimenti saldi, in un mondo divenuto troppo grande e complesso.”

I temi di attualità che affollano le nostre tv, i nostri discorsi e le nostre menti, sono tantissimi.
Politica ideologica, populismo, immigrazione, economia, inquinamento.

Quante volte vi e capitato di dire “non so cosa pensare” oppure, ancora peggio, di arroccarvi dietro posizioni le cui falle fanno fatica a essere difese?
Abbiamo bisogno di certezze.

Ebbene, questo libro non ve le darà. Ma vi offrirà qualcosa di meglio.
Un punto di vista, una fotografia scattata da una collina sul mondo di oggi, su di noi.

Sull’altare dell’Io si investe l’intero impegno per la felicità. Ma è un investimento fallimentare. La felicità, infatti, non è mai una vicenda privata: essa si realizza sempre in una pro-
spettiva relazionale.”

La tensione dell’individuo nei confronti della società è diventata straniante, lontana da quella promessa di felicità e liberazione da vincoli promessa all’inizio.
Ormai siamo arrivati al punto di non chiederci nemmeno più chi siamo e perché siamo, chiusi in vortici di connessione che non sono più relazioni di unione fra persone.
Siamo tutti singoli, anche quando siamo insieme agli altri.

Il “noi” è diventato una chimera da rincorrere senza mai essere messi in grado di raggiungerla.
Questo libro è un piccolo, grande rifugio dall’incertezza, ma anche un viaggio attraverso molti altri autori di grande spessore citati nel testo.

L’ho letto con mente laica, ma aperta verso i tanti spunti di riflessione (anche cattolicamente orientati) e mi sento senz’altro arricchita. Leggendolo se ne esce diversi, molte idee vi torneranno indietro chiarite e anche molto più… dolci.
Vi sentirete meglio, più consapevoli, più centrati.

Consigliato.

 

 

Vincenzo Paglia


Ha frequentato il ​Pontificio Seminario Romano Minore e poi il ​Pontificio Seminario Romano Maggiore​, dalla prima media sino alla conclusione del ciclo di formazione. Si è laureato in ​teologia presso la ​Pontificia Università Lateranense​, dove ha conseguito anche la licenza in ​filosofia​. Si è poi laureato in ​pedagogia presso l’​Università di Urbino​. È stato ordinato ​sacerdote il 15 marzo ​1970 incardinandosi nella ​diocesi di Roma​, dove ha esercitato la funzione di viceparroco a ​Casal Palocco dal 1970 al ​1973​. Successivamente è stato rettore della chiesa di Sant’Egidio in Trastevere​.
Dal ​1981 al ​2000 è stato parroco nella ​basilica di ​Santa Maria in Trastevere e prefetto della terza prefettura di Roma. È stato a lungo segretario della Commissione Presbiterale regionale e membro della Commissione Presbiterale Italiana. È stato incaricato, di tempo in tempo, a partecipare a molte iniziative pastorali nel campo diocesano e nazionale. È stato inoltre nominato postulatore della causa di beatificazione dell’arcivescovo di ​San Salvador​ ​Óscar Arnulfo Romero​.