IL DELITTO del LUOGO : ALESSANDRO BERSELLI e MILANO






Ho chiesto ad Alessandro Berselli di parlarci di una Milano che è grande co-protagonista del suo ultimo romanzo Le siamesi. Mai vestita di così algida e rarefatta eleganza, i suoi interni riflettono un decor di minimalistica opulenza, ideale palcoscenico per protagonisti isolati in crudeli solitudini. Affetti e complicità cedono il passo a iper design e tecnologia, dove il prefisso indica l’esasperazione di una vita votata all’apparenza. Una sorta di Milan Psycho in cui giovani di vacuità agghiacciante, degni eredi di Patrick Bateman, cedono ogni giorno l’anima in cambio del dio Nulla.

 

 

ALESSANDRO BERSELLI, MILANO E LE SIAMESI

C’è sempre qualcuno che ti chiede: quanto è importante la città dove si ambienta la storia?

Londra. New York. Berlino. Una città semplicemente ipotizzata.

Stiamo parlando di un elemento più significativo di una semplice coreografia, qualcosa che diventa una sorta di co-protagonista in affianco ai personaggi principali. Pensate all’importanza dell’agrigentino (pur se immaginato) in Camilleri, Napoli nei romanzi di De Giovanni, Milano per Scerbanenco e Torino per Fruttero & Lucentini.

Le città non sono mai solo città, sono dei mood, degli stati d’animo. E lo scrittore ne è consapevole, sa bene che nel momento stesso che sceglie un’ambientazione al posto di un’altra questo paesaggio non sarà soltanto uno sfondo davanti al quale si dipana la sua storia, ma si tradurrà in emozioni, concorrerà al film mentale che il lettore costruisce nella propria testa.

Quando per Le siamesi ho scelto Milano l’ho fatto per una serie di motivi ben precisi. Innanzitutto mi serviva una metropoli paradigma di efficienza, modernità, tendenza, perché il mondo nel quale si muove Ludovica, la protagonista, questo è. Una città che sapesse cogliere le contraddizioni dei tempi moderni, pensante, ma nello stesso tempo internazionale e in grado di entrare nell’immaginario di chiunque.

Amo Milano.

 

E chi ne Le siamesi ha colto soltanto il lato effimero che viene dato agli attori meneghini di questo durissimo noir psicologico ha travisato le mie intenzioni. Il mio è un atto di amore nei confronti di una urbanità che, più di ogni altra, è una costante anticipatrice di trend, anche quelli della socialità vacua in cui i personaggi del romanzo agiscono, ci mancherebbe, ma proprio perché talmente brulicante di sollecitazioni da interpretare il bene e il male nello stesso efficacissimo modo.

La sua resta comunque una presenza discreta, abile nel caratterizzare il palcoscenico ma mai prevaricante nei confronti dei protagonisti, che sono il vero fulcro di tutta la faccenda. Volevo semplicemente che il lettore vedesse la città e gli attribuisse i giusti significati ma in funzione narrativa, giusto scenario per la discesa agli inferi di Ludovica, coinvolta in un gioco pericoloso che si trasforma per lei nel peggiore dei sabati sera possibili.

I locali lounge, le case a controllo domotico, l’esasperante tecnologia che informa ogni singola azione.

Milano compartecipa per evocare, mai per saltare davanti.

E anche di questo gliene sono grato.

Alessandro Berselli

(foto di Paola Rambaldi)

Alessandro Berselli, nato a Bologna, voleva essere uno scrittore a metà tra psicologia nichilista e pulp. E’ diventato umorista, romanziere noir, docente di tecniche della narrazione, curatore della collana Glam di Edizioni Pendragon, con l’obiettivo di portare nel panorama editoriale italiano artisti capaci di muoversi su terreni di scrittura inconsueti, e consulente di editoria scolastica. Appassionato ed esperto cinefilo, cura la redazione di numerose voci nel dizionario di cinema Morandini. Ha esordito nel 1991 come umorista e le sue caustiche Lettere al condominio del 1992 lo hanno portato al Maurizio Costanzo show.

Come scrittore noir con Storie d’amore di morte e di follia ha vinto nel 2005 il concorso ARPANet. Ha poi pubblicato Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010), Anni zero (ARPANet, 2012), Anche le scimmie cadono dagli alberi (Piemme, 2014), Kamasutra Kevin (Pendragon Glam, 2016), Le siamesi (Elliot, 2017)

 

A cura di Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna.
Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì?
Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato’.