IL DELITTO DEL LUOGO: ALESSANDRO REALI e PAVIA




A cura di Giusy Giulianini

 

Alessandro Reali, cantore della sua Pavia, rivela nei suoi noir un forte senso di appartenenza alla città e ai suoi umori. Ai confini di una pianura che è anche la mia, scorci urbani e campagne sono fortemente intrisi di una nebbia che non è mai un mero ingrediente atmosferico ma uno stato dell’animo, malinconico e introspettivo.

 

Quando ho deciso di scrivere romanzi noir (ormai sono alcuni anni), non ho mai avuto dubbi sul luogo dove ambientarli: la città di Pavia e il suo territorio, con una particolare attenzione per quella fetta di terra fertile chiamata Lomellina. Terra delle risaie, delle torride estati infestate dalle zanzare e dei lunghi inverni nebbiosi; coreografie paludose ideali per i protagonisti di alcuni miei romanzi, in particolare i due noir storici, Risaia Crudele e La Bestia di Sannazzaro.

 

Lomellina

Il motivo principale di questa scelta così smaccatamente territoriale, probabilmente il più banale, è la conoscenza diretta dei luoghi. E’ abbastanza scontato che, per un autore, sia più semplice narrare le sue storie negli ambienti che meglio conosce. Dal mio punto di vista “l’Ambiente”, ha la stessa valenza delle dinamiche e dei personaggi protagonisti del racconto.

Mi piace ricordare l’opinione di due scrittori, tanto diversi quanto bravi, Pasolini e Guareschi che, pur con approcci differenti, consideravano la geografia di un luogo e la sua storia assolutamente basilari nel determinare le caratteristiche psicologiche dei suoi abitanti.

Pavia

Pavia è la tipica città di provincia lombarda con un lontano passato glorioso (capitale del Regno Longobardo). I personaggi delle mie storie si muovono sulle strade del suo centro storico, tra i vicoli protetti o assediati da alti palazzi, a volte purtroppo decadenti, nelle piazze pavimentate in ciottoli e all’ombra delle meravigliose chiese antiche (La romanica San Michele, protagonista del mio ultimo romanzo pubblicato).

In inverno la nebbia si insinua in questi vicoli rendendo impalpabile e sfumando la concretezza delle mura. La nebbia è caratteristica peculiare del territorio e, secondo me, anche delle persone. Non è solo uno stato fisico che produce situazioni incerte, quando non misteriose, propizie per un delitto o comunque un’azione criminosa, ma anche uno stato mentale che spinge all’introspezione, alla solitudine, a quel vagare insicuro dentro noi stessi che a volte sfocia nella malinconia e a volte rivela gli aspetti più profondi del nostro essere, quelli che tentiamo di reprimere o di cui, a volte, ci vergogniamo… La nebbia è anche molto suggestiva.

 

Ponte Coperto

Osservare la sagoma di Ponte Coperto sul Ticino, il fiume azzurro (tanto bello e pericoloso, per via delle sue piene), sfumare verso le casupole del Borgo(dove ha sede l’Agenzia investigativa Sambuco e Dell’Oro, i protagonisti di alcuni miei romanzi) conduce indubbiamente a riflessioni, a seconda del nostro stato d’animo: romantiche, surreali e persino “gotiche”.

Dal punto di vista letterario, l’esempio più riuscito, è senza dubbio Fantasma D’Amore, di Mino Milani (da cui è stato tratto il film di Dino Risi, con Marcello Mastroianni e Romy Shneider). L’autore pavese, con maestria, è riuscito a fondere la dimensione sentimentale con quella misteriosa, sfruttando al meglio le caratteristiche architettoniche e climatiche della città.

Le mie storie, spesso, raccontano le vicende di famiglie borghesi, apparentemente comuni. Non sempre i protagonisti sono veri e propri criminali. Preferisco indagare oltre i paraventi costituiti dalle strutture della società, paraventi che molto spesso, nascondono misteri, intrighi, fragilità, depravazioni e molto altro materiale utile a un autore di noir di atmosfera quale ritengo di essere.

Una città come Pavia, in questo senso, è una palestra formidabile. La quiete apparente, la normalità di facciata dei suoi abitanti e quella ritrosia un po’ nordica nel dare confidenza, sono tutti tasselli utili nella costruzione di personaggi ben sfruttabili nei miei romanzi, che molto spesso prendono proprio spunto da situazioni e gente reale. Anche per questo frequento sempre i locali della città. Lì, trovo l’humus perfetto per le idee che poi diventano storie. Si impara molto osservando le facce e ascoltando le parole della cosiddetta gente comune. Per me frequentare assiduamente la città di cui scrivo è fondamentale, non potrei proprio farne a meno.

Insieme alle letture di tutta la vita, Pavia (con le campagne circostanti) è stata e sarà la mia principale fonte di ispirazione.

Alessandro Reali

 

Alessandro Reali


Nato a Pavia nel 1966, ha pubblicato per Fratelli Frilli Editori: Fitte nebbie, La morte scherza sul Ticino, Risaia Crudele, Sambuco e il segreto di Viale Loreto, Ritorno a Pavia, La Bestia di Sannazzaro, Ultima notte in Oltrepò e Il fantasma di San Michele.

 

 

A cura di Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna. Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì? Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato e i noir il mio peccato mortale’.

 

 

Ultima pubblicazione di Alessandro Reali:

IL LIBRO – Tre giovani seminaristi sono testimoni involontari della morte misteriosa dello scultore Gianni Malatesta mentre, di prima mattina, attraversano il sagrato della Basilica di San Michele Maggiore, a Pavia, avvolto nella nebbia. Ingaggiati dalla moglie del Malatesta per far luce sulla vicenda – e sul passato del marito – Sambuco e Dell’Oro dovranno riannodare i fili di una storia popolata da “fantasmi” del passato e del presente, che si radica molti anni addietro – durante la Resistenza, negli anni ’70 e ai giorni nostri – tra l’Oltrepò, la Riviera Ligure e Pavia. Relazioni sospette tra loschi personaggi, atmosfere familiari solo in apparenza tranquille e colpi di scena caratterizzano la nuova indagine di Sambuco e Dell’Oro all’ombra della maestosa Basilica di San Michele.