Il delitto del luogo: Pierluigi Porazzi e Udine




A cura di Giusy Giulianini

 

Pierluigi Porazzi evoca nei suoi romanzi un Friuli, Udine in particolare, che nel volgere di pochi decenni è mutato da un contesto soffuso di bucolica malia a una realtà di duro cinismo e inarrestabile criminalità. Del tutto allineato a un Nord Est cui partecipa non solo come appartenenza geografica, e a un’Italia tutta.

Fin dal primo romanzo, “L’ombra del falco” (Marsilio Editori), ho scelto di ambientare le mie storie in Friuli, e più precisamente a Udine.

Innanzi tutto perché, come insegnano i docenti di scrittura creativa, si scrive di “ciò che si conosce”, e Udine è la città che frequento e vivo da tanti anni. Il Friuli, poi, rappresentava un’ambientazione originale, mai utilizzata prima per vicende noir o thriller.

Anche storicamente, è stata da sempre terra di lotta del bene contro il male: pensiamo ai cosiddetti “benandanti”, sorta di stregoni che si trasformavano in animali e proteggevano il raccolto dalle forze del male (vedi “La compagnia dei benandanti”, edito da Morganti, una raccolta di racconti alla quale ho partecipato).

Si tratta di una regione particolare, che ha una storia diversa dalle altre. Fino ai primi anni Settanta era un territorio povero di aziende e soldi ma ricco di valori, di solidarietà e umanità. La pioggia di soldi che è conseguita al terremoto del 1976 e alla relativa ricostruzione ha destabilizzato gli equilibri del popolo friulano. Sono arrivati i “soldi facili”, e il Friuli ha iniziato a perdere le caratteristiche che la differenziavano dalle altre Regioni. Questo processo di omologazione si è compiuto con la globalizzazione, per cui ormai il Friuli non ha nulla di diverso dalle altre zone del territorio.

Inoltre, Udine e il Friuli sono collocati in una posizione geografica particolare, all’estremo nord-est, luogo di confine e di passaggio per traffici più o meno leciti.

All’apparenza sembrerebbe ancora un luogo tranquillo e sereno, ma solo superficialmente. Sotto il coperchio di una pentola a pressione ribollono contrasti sociali, infiltrazioni mafiose, riciclaggio di denaro e tutti gli affari sporchi che prima erano estranei a questa regione. Quella che un tempo i friulani definivano “isola felice” non esiste più. Negli anni Settanta, quando già in altre regioni la criminalità era diffusa, in Friuli non si chiudeva a chiave la porta di casa, e, soprattutto nei piccoli paesi, esisteva un legame di solidarietà autentica e di empatia. Oggi non è più così. Anche nei paesi gli abitanti si salutano a malapena, ognuno pensa ai propri interessi e l’egoismo prevale su tutto il resto.

Se negli anni Settanta, quando arrivavi in Friuli ti sembrava di essere in un altro mondo, dagli anni 2000 le cose sono cambiate.

In questo contesto, di cambiamenti repentini e recenti, che hanno mutato volto al territorio, soprattutto dal punto di vista umano, il noir e il thriller trovano terreno fertile nel raccontare il degrado sociale e morale, le forme di delinquenza e violenza, che qui sono più subdole che altrove ma non per questo meno gravi.

Ora c’è soltanto un’apparenza di quiete e tranquillità, al di sotto della quale si nascondono gli stessi vizi e problemi di altre città.

Dopo il grande successo de “L’ombra del falco” è stato naturale collocare i miei successivi romanzi (“Nemmeno il tempo di sognare” e “Azrael, editi da Marsilio Editori e “Una vita per una vita”, una storia di bullismo e di vendetta scritta insieme a Massimo Campazzo e pubblicata da Pendragon) sempre a Udine. Come a Udine è ambientato “La ragazza che chiedeva vendetta”, il mio nuovo romanzo appena uscito per La Corte Editore.

È chiaro comunque che se uno scrittore ambienta le proprie storie in una città o un luogo, lo fa soprattutto per un atto d’amore nei confronti dei suoi territori.

Pierluigi Porazzi su Thrillernord

Pierluigi Porazzi, classe ’66, novarese di nascita ma friulano d’adozione, è avvocato presso il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e giornalista pubblicista. Al suo attivo figurano numerosi racconti “mostruosi” pubblicati su riviste letterarie e web. Nella prestigiosa collana “Farfalle” della Marsilio è avvenuto il suo acclamato debutto narrativo con L’ombra del Falco, cui hanno fatto seguito per lo stesso editore Nemmeno il tempo di sognare e Azrael, Una vita per una vita, una storia di bullismo e di vendetta scritta insieme a Massimo Campazzo, per Pendragon e La ragazza che chiedeva vendetta, l’ultimo romanzo appena uscito per La Corte Editore.

A cura di Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna. Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì? Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato e i noir il mio peccato mortale’.



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