Il diciassettesimo conte






il diciassettesimo conte di patrizia marzocchi

(Recensione di Maria Sole Bramanti)


Autore: Patrizia Marzocchi
Editore: Cento autori
Collana: L’arcobaleno
Pagine: 331
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2016

 

Un giallo classico, con personaggi molto simpatici e con un certo non so che di rosa tra le righe.

Con Il diciassettesimo conte, seconda avventura gialla che vede protagonista Jolanda Marchegiani (dopo Le coincidenze necessarie, pubblicato da Kowalski nel 2009), Patrizia Marzocchi si dimostra abile autrice, capace di intrattenere i lettori senza scadere nel banale.

Jolanda è, ufficialmente, un’autrice di romanzi rosa; un po’ in sovrappeso e con il colesterolo alto, riesce sempre a infilarsi in qualche guaio, soprattutto quando, piuttosto che stare attenta alla dieta come tutti le consigliano, si lascia incastrare in cene sfarzose o in aperitivi più che chic: il buon vino e i liquori forti le mettono in subbuglio lo stomaco e… le capacità deduttive!

Sì, perché il vero lavoro di Jolanda non è quello della scrittrice, bensì quello dell’investigatore privato: la sua agenzia, L’occhio di Sherlock, nata per risolvere semplici casi di mariti fedifraghi e cani scomparsi, finisce sempre in mezzo a omicidi e storie piuttosto complesse.

In questo caso, Jolanda si ritrova coinvolta, inizialmente a sua insaputa, in una serie di omicidi che colpisce la famiglia Castelli della Torre, proprietaria di un castello nelle campagne bolognesi, la cui storia sembra avvolta in un mistero antico che condiziona anche il presente.

La ‘nostra’ indaga per conto di Tommaso Pedroni, commissario di polizia e nemico-amico, e con l’aiuto di Rodolfo, che della famiglia Castelli della Torre è un discendente… e qui esce il lato più rosa di questo intrigante giallo.

Non volendo raccontare troppo della trama (perché per un giallo come questo, sarebbe veramente un delitto!), mi soffermerò sull’atmosfera che si vive per tutto il romanzo: la leggerezza dell’ingenuità dei personaggi (attenzione, ingenui ma non stupidi…) e la simpatia con cui trasformano ogni situazione, anche la più inquietante, in una pagina divertente e rilassante.

Nota di merito all’autrice per il simpaticissimo Johnny, il cugino omosessuale di Jolanda (reale autore dei romanzi rosa) che, in teoria, dovrebbe aiutarla nelle indagini, in realtà è talmente pasticcione da intralciarle il lavoro. Accattivante anche il commissario Pedroni e i siparietti tra lui e Jolanda (un po’ alla Sandra e Raimondo, per capirsi…).

Unica nota negativa: forse si poteva tagliare un pochino su alcuni punti, rendendo più snello il romanzo, ma resta, comunque, una piacevolissima lettura. In un panorama di autori italiani che sembrano prendersi troppo sul serio, a volte un po’ di sana leggerezza non guasta, soprattutto se accompagnata da un ottimo stile narrativo.

 

Patrizia Marzocchi è nata a San Pietro in Casale (Bologna). Laureata in Pedagogia, è giornalista e insegna Lettere nella scuola media. Adora i gatti e legge molto, fin da bambina, a cominciare da Agatha Christie, che l’ha ispirata in tutto il suo lavoro di scrittrice. Nel 2009 pubblica con Kowalski Le coincidenze necessarie primo capitolo delle avventure di Jolanda Marchegiani. Pubblica con successo anche romanzi per ragazzi, sia di narrativa storica (Avventure tra i pirati, 1789: sogno di libertà, La linea rossa della magia, Mal d’Africa e I tesori del Chiapas), che gialli (I ragazzi della Bolognina, Il ladro di cellulari), che con tematiche più legate al sociale (Il viaggio della speranza, Il bullo, la secchia e gli altri, Ricordare Mauthausen).

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