Il filo dei giorni




(recensione di Irene Cambriglia)


 

 

Autore: Maurizio Torrealta
Editore: Imprimatur
Pagine: 252
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2017
 

 

Le vite di Guido, poliziotto della DIGOS, e Arianna, giornalista scaltra e ambiziosa, sono intrecciate da un filo sottile che li porta a contatto con un periodo della storia italiana turbolento, definito come “bombe del 1992-1993”.

Attraverso i loro occhi si viene a conoscenza di una trama oscura ordita ai danni dello Stato ancor prima dei fatti in questione, da parte di un’organizzazione militare/terroristica clandestina denominata “Gladio”: si tratta di un vero esercito di uomini abilissimi e con tendenze neofasciste, creato ad hoc per limitare l’ascesa al potere del partito comunista ed eliminare così qualsiasi forma d’ingerenza nella politica italiana da parte dell’Unione Sovietica.

Formalmente l’organizzazione viene sciolta nel 1990 ma i suoi sostenitori, sentendosi in qualche modo traditi dallo Stato, decidono di risorgere con il nome di “Falange Armata” e, attraverso azioni intimidatorie e atti di terrorismo, diffondono il panico minando le basi degli organi esecutivi e giudiziari dello Stato, tanto che in ambito giornalistico si coniò l’espressione “Seconda Repubblica”. «Il Terrorismo non è morto, vi faremo sapere poi chi siamo»: queste le parole della “Falange Armata” che rivendica la strage presso il quartiere Pilastro di Bologna nel 1991, uccidendo 9 civili e 3 poliziotti.

Queste azioni, perpetrate nella maggior parte dei casi a Bologna, Milano, Roma e Palermo, sono volte a danneggiare i personaggi più influenti del panorama politico, religioso e televisivo italiano che tentano, con gli esigui mezzi a disposizione, di limitare, se non annientare alla radice, questa serpe velenosa che si insinua nelle trame più interne dello Stato.

Sono coinvolti molti personaggi in vista, a partire dalle massime autorità delle forze dell’ordine a magistrati, tra cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e persino il noto giornalista e conduttore televisivo Maurizio Costanzo. Guido e Arianna lavorano costantemente alla ricerca e alla ricostruzione di una verità che si vuole in tutti i modi occultare e dimenticare ma l’amore per il proprio lavoro li spinge verso nuove scioccanti rivelazioni.

Il finale del libro non ci porta ad una vera fine perché rimangono in sospeso innumerevoli interrogativi: perché dopo il 1994 gli atti di terrorismo cessano? Qual è il destino della “Falange Armata”? Perché si cerca in tutti i modi d’insabbiare questi avvenimenti? Chi c’è davvero alle spalle di tutto ciò?

È esattamente questo l’obiettivo intrinseco dell’opera di Maurizio Torrealta, sensibilizzare rendendo noti particolari che tutti hanno il diritto di sapere, che DEVONO essere alla portata di tutti per non dimenticare l’impegno costante di tutte quelle persone che hanno sacrificato la propria vita per un bene più grande, per la giustizia, per la volontà di vivere in un mondo migliore. L’autore si ripropone di narrare i fatti così come sono accaduti nel modo più comprensibile e scorrevole possibile, inserendo informazioni e indiscrezioni apprese solo molti anni più tardi rispetto ai fatti accaduti.

Egli dà un enorme contributo alla storiografia contemporanea, inserendo nozioni che sono imprescindibili per chi vuole approcciarsi allo studio di questa fase storica così delicata e ancora vicina a noi.

L’AUTORE – Maurizio Torrealta nasce a Bologna nel 1950 dove si laurea in Scienze Politiche. Dopo alcuni anni d’esperienza come Professore di Lingua Italiana presso la New York University, intraprende la carriera giornalistica; nel 1987 fa ritorno in Italia e lavora al fianco di Michele Santoro come inviato di Samarcanda fino al 1991. Dal 1992 fino al 1993 si occupa dell’attività investigativa sulla mafia in Sicilia in veste d’inviato del Tg3 e s’interessa soprattutto delle stragi compiute in Italia nello stesso 1993. Dal 2005 è caporedattore delle inchieste di Rainews24 e dal 2013 al 2014 è stato direttore del settimanale Left. Da poco più di dieci anni si occupa della direzione della Scuola di Giornalismo della fondazione Basso.