Il fosso




(Recensione di Clementina Di Branco)


Autore: Herman Koch

Editore: Neri Pozza

Traduzione di: Giorgio Testa

Genere: Thriller

Pagine: 253

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Quando Robert Walter, popolare sindaco di Amsterdam già al secondo mandato, vede la moglie Sylvia gettare la testa all’indietro in una risata, mentre sta chiacchierando con uno dei suoi assessori, un tizio insopportabilmente pedante, sospetta subito il peggio. Nonostante un matrimonio lungo e felice, Robert è convinto che Sylvia si stia prendendo gioco di lui e che abbia un amante. Inizia quindi a osservare ogni movimento, ogni cambiamento d’umore e di abitudini della moglie, in un regime di paranoia che cresce di giorno in giorno.

Nel frattempo riceve una telefonata dal padre novantacinquenne che vuole lo accompagni, improvvisamente, a scegliere la propria tomba al cimitero. Il desiderio di coinvolgere Robert in questa commissione è il pretesto per una cruciale discussione in cui Robert viene a sapere che entrambi i genitori hanno deciso di optare per il suicidio assistito: il terrore del decadimento fisico definitivo, di dover gravare su Robert e doversi affidare alle sue cure sembrano diventare la prospettiva più preoccupante, perfino della morte.

Quando Robert rientra, stordito dalla rapidità con cui gli eventi si susseguono in maniera asettica, riceve un altro colpo basso: una giornalista ha riesumato, in un servizio fotografico degli anni Sessanta, un fotogramma in cui si vedono tre ragazzi picchiare a bastonate un poliziotto durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam. L’uomo è rimasto invalido e qualcuno ha fatto trapelare la notizia che il giovane che imbraccia il bastone sia proprio Robert.

 

RECENSIONE: Una vita perfetta quella di Robert Walter, giovane e dinamico sindaco di Amsterdam. Robert è amato ed apprezzato dai suoi collaboratori e dai suoi cittadini per i modi disinvolti, l’abilità oratoria, la capacità di essere a proprio agio con chiunque, indipendentemente dalla classe di appartenenza.

Del resto lo stesso Robert è consapevole delle proprie qualità e giornalmente le ricorda a se stesso quasi allenandosi ad una modestia forzata.

Tuttavia, cosa succede se il meccanismo perfetto e collaudato improvvisamente si inceppa e un pensiero, meglio definirlo dubbio, uno solo, si insinua tra le mille certezze?

Ecco allora che nel limpido e politicamente corretto mondo di Robert Walter si allunga l’ombra del sospetto verso chi ha di più caro, in questo caso la propria moglie che, come una nuova Medea, nello spazio di una serata da compagna fidata diventa portatrice di vizi originali legati alla sua provenienza.

Essa ritorna improvvisamente ad essere la straniera.

Per quanto Robert si vergogni dei propri pensieri, per quanto si trovi in imbarazzo di fronte a se stesso, ai colleghi nonché di fronte alla moglie, l’immagine della donna è ormai irrimediabilmente corrotta e a nulla valgono le rassicurazioni procurate dalla voce narrante nell’inutile tentativo di arginare l’affiorare dei pregiudizi.

È una lunga introspezione questo romanzo di Koch nonché una soggettiva sulla città, sui suoi abitanti e sulla famiglia dove né la donna né gli altri personaggi coinvolti hanno diritto di replica o possibilità di chiarire.

Se da un lato in tutto il romanzo serpeggia l’opposizione noi e loro, dall’altro Koch ci rende testimoni della caduta morale di un uomo di eccellenza, un uomo politico.

Colui che all’inizio del romanzo era l’immagine migliore dell’uomo civile, del cittadino, alla fine, dopo essere passato per le angosce del tradimento e le crisi di autostima, è poco più del fantasma di se stesso.

 

Herman Koch (Arnhem 1953) è un attore e scrittore olandese. È autore di racconti e romanzi. Ha esordito nel 1985 con la raccolta di racconti Il passante, ma è con il sesto romanzo La cena (2005) che ottiene il successo internazionale. Altri suoi romanzi sono Villetta con piscina (2011), Caro signor M. (2015) e Il fosso (2017).

 



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