Il giardino segreto




(recensione di Betsy)


 

 

Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Pagine: 144
Genere: Narrativa
Anno pubblicazione: 2016
 

“Sembrava che le brezze più fresche del mondo si fossero date appuntamento in quel giardino. Era rigoglioso, florido: i suoi infiniti colori, le api e le farfalle mi entrarono negli occhi come un’immagine in tutto il suo splendore. Gli angeli sarebbero scesi da un momento all’altro per dare una sbirciatina. Non è una metafora per descriverne la delicata bellezza: era davvero come se un’insolita ma meravigliosa presenza soprannaturale potesse arrivare all’improvviso in quell’ambiente che stravolgeva i concetti di prospettiva, tempo e spazio.”
(da: Il giardino segreto di Banana Yoshimoto)

 

Una critica che sento spesso fare agli ultimi libri di Banana Yoshimoto consiste nel trovarli opachi, statici, in qualche modo meno coinvolgenti rispetto ai volumi che hanno fatto affezionare il grande pubblico al suo lavoro.
Ciò è innegabile: “il giardino segreto”, terzo romanzo della quadrilogia del regno, è totalmente diverso da ciò che poteva rappresentare “N.P.”, uscito ormai nel 1992. Per quanto riguarda l’azione, essa è praticamente inesistente: il movimento è in questo romanzo una metafora del cambiamento, ed è perciò inutile ed evitato se privo di un riscontro sul piano psicologico.
La protagonista dunque, Shizukuishi, fa poco altro che pensare, andare in giro in cerca di un appartamento in cui convivere col proprio ragazzo, organizzare un viaggio che la porti a vedere il giardino che dà il titolo al libro e andarsene poi per lavoro a Taiwan.
Ma sta proprio in questo la forza di questo libro, il motivo per cui ancora vale la pena di leggere Banana Yoshimoto al di sopra di ogni altro autore orientale.
Il ”giardino segreto” dà l’occasione di staccare la spina dal caos della propria esistenza e soffermarsi sull’umanità di una protagonista che soffre e ritrova la forza d’alzarsi, osserva la propria realtà e resta in bilico tra spiritualità e ragione come solo lo spirito orientale riesce con naturalezza a fare.
Sebbene magari possa essere piaciuto di più N.P.

 

 

L’AUTRICE – Banana Yoshimoto, figlia di Takaaki Yoshimoto (noto anche come Ryūmei Yoshimoto), uno dei più importanti e famosi filosofi e critici giapponesi degli anni sessanta, è nata a Tokyo il 24 luglio 1964. La sorella di Banana, Haruno Yoiko, è una conosciuta disegnatrice di anime giapponesi. Si laureò al college delle arti della Nihon University con una specializzazione in letteratura. Durante quel periodo prese ad usare il suo pseudonimo, Banana, un nome che giudica “carino” e “volutamente androgino”.

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