Il gioco di Louise




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Tara Isabella Burton

Traduzione: Federica Oddera

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero big

Genere: giallo

Pagine: 344

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Louise non è nessuno. Si barcamena tra vari lavori e vive in un appartamentino a Brooklyn. Lavinia invece ha tutto: bellezza, soldi, le conoscenze giuste e una casa da sogno a Manhattan. Si incontrano per caso, eppure scivolano subito in un’amicizia malsana, quasi tossica. Con l’aiuto di Lavinia, Louise ha finalmente accesso alla New York glamour e sofisticata che ha sempre ammirato nei profili Instagram degli altri. Ma quando le porte di quel mondo rischiano di chiudersi, Louise sarà costretta a spingersi oltre ogni ragione per non restarne esclusa.

 

 

Recensione

È un’amicizia nata per caso quella tra Louise e Lavinia, due ragazze simili tra loro eppure incredibilmente diverse. Lavinia è ricca, vive a Manhattan e passa da una festa a un cocktail. Non le manca nulla e quel che desidera lo può comprare grazie al cospicuo conto in banca garantitole dai genitori. Louise viene dalla periferia, fatica a pagare l’affitto con lavori saltuari e ripetizioni. Il loro incontro è esplosivo e le trascina in un vortice sempre più pericoloso. Lavinia è assetata di sensazioni estreme ottenute con alcol, droga e comportamenti al limite e sfrutta Louise come una sorta di damigella tuttofare che la accompagna ovunque. Louise dapprima la asseconda per poi divenire come lei dipendente da nuove emozioni e dal vivere oltre le righe. Ma Lavinia è viziata e capricciosa e le sue amicizie durano poco più di una stagione. E così quando decide di “scaricare” Louise, un po’ per noia e un po’ per gelosia, alla fedele amica non resta che una scelta.

Leggendo il romanzo notiamo che Lavinia e Louise sono una il doppio dell’altra. Come dicevamo,la prima ha tutto, è affascinante, veste in modo eccentrico, ottiene sempre ciò che vuole, le piace essere eccessiva; l’altra sopravvive a stento, è insignificante, veste con abiti da grande magazzino.

Lavinia invade l’esistenza di Louise e giorno dopo giorno la stravolge fino a trasformarla in una sua copia, con tanto di tatuaggio identico sul braccio che recita “più poesia”. Louise arriva a volere le stesse cose di Lavinia, i suoi abiti, i suoi trucchi il suo profumo inconfondibile, i cocktail raffinati, le feste assurde, le amicizie e perfino l’ex fidanzato.

Alla fine, quasi come in un film di Buñuel, risulta difficile distinguere l’una dall’altra. Gli scatti che le ritraggono assieme e che postano maniacalmente su Facebook e Instagram sono sempre di più e sempre più simili, scandiscono le loro giornate e non sono altro che una lunga e continua esibizione di eccessi e stravaganze condite con citazioni colte. Le due personalità si fondono assieme e i loro due opposti egoismi diventano inconciliabili rendendo quel che accade inevitabile e prevedibile.

Il gioco di Louise alla fine sarà proprio questo, non solo assomigliare ma essere Lavinia, almeno finché non diventa troppo pericoloso…

Attorno alle due protagoniste si muovono altri caratteri, secondari ma importanti nell’economia del romanzo. Troviamo Cordelia, la giovane sorella di Lavinia che cerca di trovare una sua dimensione differenziandosi totalmente da lei. Incontriamo Mimi, l’amica del cuore di Lavinia prima di Louise, e poi Rex, l’ex fidanzato, insicuro debole e manovrato, come tutti, da Lavinia. E ancora tanti personaggi che popolano il sottobosco delle feste “in” di New York e i suoi presunti salotti letterari e artistici d’avanguardia.

Ed è proprio New York, città viva e vivace ma allo stesso tempo descritta in un clima di torbida decadenza, la grande protagonista in sottofondo. Con le sue notti imprevedibili, i suoi inverni quasi glaciali, una città che alimenta i desideri e che è subito pronta a distruggerli e dove risuona come tema musicale l’immancabile omonima canzone: “New York, New York”. Sembra quasi di sentirla ritmare languidamente tra le pagine…

 

A cura di

Cristina Bruno

http://fabulaeintreccio.blogspot.com

 

 

Tara Isabella Burton


Tara Isabella Burton: ha studiato letteratura e teologia a Oxford e attualmente si occupa di religione e sette per «Vox». I suoi articoli sono usciti presso i più prestigiosi giornali americani e inglesi. Il gioco di Louise, il suo romanzo d’esordio, è in corso di pubblicazione in più di dieci Paesi ed è stato tra i migliori libri dell’anno per «The New York Times», «People», «Vulture» e «New York Post».

 

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