Il giorno uno di noi due




Recensione di Sara Ammenti


Autore: Stefania Rossotti

Editore: Mondadori

Genere: Narrativa

Pagine: 109

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Un uomo e una donna si rincorrono, si parlano, si amano per tutta la vita, senza stare insieme. Vogliono che sia per sempre, dunque decidono che non sarà, mai. Nasce così il loro amore senza conseguenze. Un legame, inscindibile e segreto, in cui ogni giorno è il giorno uno, il domani non c’è e la fine non è prevista. Una storia che comincia con i due protagonisti ancora bambini. Ma già alleati dentro al dolore: lui che affronta la perdita della madre, lei cresciuta nel gelo di una famiglia anaffettiva. Da qui l’idea, folle e perfetta, di provare a vivere un amore messo al riparo da tutto: dal mondo, dagli altri, da qualsiasi idea della fine. Nascosto e invincibile. La formula esatta per l’eternità. Un amore che è metafora di una generazione – quella che ha attraversato gli anni Settanta – che non riesce e non riuscirà mai ad aderire completamente a niente. Dove tutto è provvisorio e niente è scontato: la maternità, la carriera, i matrimoni, i luoghi in cui vivere e le idee in cui stare. Una generazione di guerrieri, presi a combattere anche e soprattutto con i propri desideri, limiti e fantasmi. E che si trova in fretta ad affrontare i dubbi dell’epilogo, a fare i conti con quel che è stato e quel che non sarà più. Rivivere questo amore – dentro a un racconto soltanto per sé, senza bugie – è il modo con cui la protagonista fa i conti con la propria esistenza. Ogni capitolo è un quadro: di un anno, di un ricordo, di un dolore, di una perdita e di un riscatto. Avanti e indietro nella trama della vita. Mentre il mondo cambia: il boom economico, il femminismo, gli anni di piombo, la crisi. E approda a oggi: dentro la sera dei protagonisti. A unire tutto: la loro storia, che diventa romanzo, dialogo d’amore. Un filo che attraversa gli anni che hanno vissuto insieme e quelli spesi altrove. Sempre agganciati al loro legame imprescindibile. Che li ha ancorati per tutta la vita all’idea che ci sia sempre una mano – la stessa che ti ha sfiorato ancora bambino – capace di salvarti dal buio.

 

 

 

Recensione

“Oggi è il giorno uno di noi due. Stiamo insieme per la prima volta. E per la prima volta capisco che io e te non riusciremo mai a stare insieme davvero: un cinema, un’assemblea, un matrimonio, un viaggio o un caffè al bar. Non faremo mai niente di tutto questo. Quando siamo noi due, non possiamo fare altro che stare soli. Starci addosso e poi strapparci via.”

 

Nel titolo di copertina di questo romanzo si legge: “Il giorno uno di noi due: una storia d’amore” e l’immagine scelta è quella di due giovani ragazzi stretti in un abbraccio. Ci si aspetterebbe, quindi, un romanzo sentimentale, ma non è così, non solo almeno.

Non c’è spazio tra queste righe, molto asciutte e dirette, per i sentimentalismi eppure le emozioni trasmesse arrivano dritte al cuore, senza troppi giri di parole. Tutto il romanzo è raccontato attraverso un flusso di pensieri molto fluido della protagonista, che ripercorre la sua vita in un alternarsi di ricordi e salti in avanti, le cui fila sono tutte nelle mani del suo unico vero amore, l’uomo che ha scelto di amare fin da bambina e che sarà parte di lei fino alla morte, nonostante i due decidano di non incatenarsi mai nell’ordinarietà di un rapporto ufficiale. Le catene, però, che legano i due giovani si riveleranno più forti di qualsiasi altro legame, tanto da non sciogliersi neanche dopo la morte di uno dei due.

“Questo abbiamo voluto: correrci continuamente incontro e raggiungerci sempre fuori tempo massimo. Un soffio dopo ogni lutto, un secondo dopo ogni gioia. Allora si apre il nostro spazio.”

La tecnica utilizzata dalla Rossotti, quella del flusso di pensiero appunto, non affatica il lettore, lo aiuta, anzi, a sentire in maniera ravvicinata ed esponenziale, il dolore, la gioia, l’amore della donna protagonista del racconto. Nemmeno il continuo andirivieni in avanti e indietro nel tempo disturba la lettura, sembra anzi seguire naturalmente il corso delle cose ed in questo si denota l’abilità dell’autrice.

Molto efficace anche l’espediente di raccontare, tra le righe, la storia di una generazione, quella degli anni ’70, di donne che vivono una fase di transizione e contestazione tale da rendere precaria tutta la loro vita: amore, carriera, rapporto con i genitori prima, con i propri figli poi. Il senso di precarietà campeggia in tutto il libro e trova un sicuro approdo solo nelle mani salde di un uomo che non c’è mai nel quotidiano, ma sempre nel momento opportuno, senza ipocrisie, dialoghi di circostanza, convenzioni.

Un amore segreto, ma più vero e concreto degli amori vissuti alla luce del sole e finiti in un tempo brevissimo, un amore che diventa il manifesto di una generazione senza compromessi.

Al lettore non rimane altra scelta che vivere in queste bellissime pagine la loro storia.

 

A cura di

Sara Ammenti

instagram.com/sara

 

 

Stefania Rossotti


Stefania Rossotti: giornalista, ha collaborato a numerose riviste femminili. Dal 1992 lavora a «Grazia», dove, come inviato speciale, si occupa di attualità. Con Mondadori ha pubblicato: Ti parlo da una vita (2012), Che fine ha fatto il tuo cuore (2013). Questo è il suo primo romanzo.