Il killer delle tombe




Jan Tommen Vol.2

Recensione di Roberto Forconi


Autore: Alexander Hartung

Traduzione: Claudia Acher Marinelli

Editore: Amazon Crossing

Genere: Thriller

Pagine: 335

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. È sera. Un uomo in lacrime chiama il pronto intervento di Berlino. È al cimitero e ha appena trovato la propria tomba. Con la data della sua morte: l’indomani. La giovane centralinista gli consiglia di rivolgersi al posto di polizia più vicino, ma ha sottovalutato la situazione. Il giorno dopo l’uomo viene rinvenuto nella propria fossa col cranio fracassato. Quello che sembra iniziare come uno scherzo di cattivo gusto, diventerà presto un autentico incubo per Jan Tommen e la sua squadra di inquirenti ben poco convenzionale: Chandu l’esattore, Max l’hacker informatico e Zoe il medico legale. Nel frattempo continuano ad affiorare nuove tombe, con le loro promesse di morte. La polizia assiste impotente, perché nessuno è in grado di proteggere le vittime annunciate da un serial killer inafferrabile, scaltro quanto anomalo.

 

Recensione

Squadra che vince non si cambia, così ritornano i personaggi che hanno reso celebre Alexander Hartung nel primo libro con protagonista il poliziotto Jan Tommen e questa volta la narrazione risulta più fluida non essendo un libro di Origini. Va subito detto che leggendo questo secondo capitolo si rischia poi di non passare al primo in quanto è ricco di episodi legati tra di loro.

Avvertiti del fattaccio e proseguendo nella lettura di questo libro si viene trasportati direttamente sul campo d’azione del killer, scaltro e a suo modo originale che nell’ombra mette sotto scacco tutta la Polizia di una Berlino cupa, fatta di gioco d’azzardo, prostitute d’alto bordo e nerboruti esattori delle tasse.

L’impianto del libro ricorda a tratti il romanzo pulp americano, ma Hartung è bravo a leggere tra le righe di vari generi e a non riempire pagine e pagine di stereotipi preferendo abbozzare scene per dare profondità a personaggi anche secondari.

La lettura è molto scorrevole nonostante i capitoli siano lunghi. Si passa da un personaggio all’altro senza perdere il filo della storia e la curiosità viene sempre stuzzicata su chi possa essere il serial killer imprendibile utilizzando il canovaccio del colpo di scena creando una situazione in cui apparentemente sembra non accadere nulla e poi all’improvviso gli eventi precipitano.

La Berlino odierna è rappresentata benissimo nella sua moderna dualità: notturna e predatrice ricca di angoli scuri e perversioni sopite, e di giorno pulita e funzionale, quasi schematica.

L’idea di un killer solitario all’interno di questa metropoli è perfetta; lui è tutti e nessuno e possiede quelle abilità che gli fanno mettere in scena uno spettacolo di terrore preannunciando le sue vittime!

Quello che forse manca di più al libro è la vera suspence, il momento in cui il lettore possiede tutti gli elementi della scena e informazioni che i protagonisti non hanno.

Un libro che consiglio come lettura veloce estiva e senza impegno, soprattutto a quelli a cui non piacciono le scene cruente e il sangue che scorre a fiumi ma che si chiedono fin dalla prima pagina “chi è l’assassino?”

 

 

 

 

Alexander Hartung


è nato a Mannheim, in Germania, nel 1970. Ha iniziato a scrivere durante gli studi universitari, scoprendo la propria passione per i polizieschi. Con i volumi della serie che ha per protagonista Jan Tommen, e inaugurata con Un debito è per sempre, è arrivato in vetta alla classifica dei bestseller di Amazon.

 

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