Il lato nascosto




Recensioni d’autore 

Recensione di Sara Magnoli


Autore: Pierluigi Porazzi

Editore: La Corte

Genere: thriller

Pagine: 304

Anno uscita: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Una giovane donna viene uccisa nel suo appartamento.Sulla scena del delitto arrivano gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano e il caso a prima vista sembra poter essere risolto in poco tempo: l’assassino ha lasciato il suo DNA sul corpo della vittima e gli investigatori sono convinti di riuscire a identificarlo.Sembrano quindi non esserci dubbi sul colpevole, ma l’uomo, che è uscito da poco dal carcere, ha un alibi inconfutabile per la sera dell’omicidio. Nel frattempo gli investigatori si rendono conto che molte persone potevano avere interesse a eliminare la ragazza: personaggi di spicco che la conoscevano, tra cui un giudice, un politico in ascesa e un misterioso e spietato boss della mafia nigeriana, che ha riorganizzato una rete criminale che si espande in tutto il Nord Italia. In una società in cui la mistificazione e la menzogna sono le uniche regole, riusciranno Alba e Ramon a risolvere l’intricato mistero?Una storia che vi lascerà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.Un romanzo che dipinge la società dei nostri tempi in modo lucido e implacabile, un social thriller che non dimenticherete facilmente.

 

 

Recensione

È quasi un gioco di scatole cinesi quello in cui Pierluigi Porazzi trascina nel suo nuovo thriller, “Il lato nascosto” (La Corte Editore). Fatti sempre più inquietanti, violenze sempre più crude escono a ogni pagina, circondando e accompagnando le indagini che gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano stanno conducendo in una Udine autunnale attorno all’omicidio di una ragazza. Sabrina Lupieri, volto noto di reality televisivi, viene trovata strangolata e violentata nella sua camera da letto da una vicina di casa, insospettita dal mancato appuntamento con la giovane, del cui appartamento aveva le chiavi.

Omicidio per rapina, per vendetta, passionale, atto di un maniaco: ogni ipotesi si fa spazio, corroborata dall’attività di escort della vittima e dal fatto che anni prima aveva fatto sbattere in galera per stupro il suo ex fidanzato, che si era sempre proclamato innocente e che è appena stato scarcerato.

E attorno a un crimine che all’apparenza affonda le sue motivazioni in una quotidianità seppur malata, ecco farsi largo quella che non è solo un’ombra, ma una vera e propria presenza,  di una mafia nigeriana che si trasforma in un crescendo di violenza, e che stringe patti con uomini di malaffare italiani.

Accanto al giallo, al mistero che quasi ipnotizza il lettore nella velocità con cui indizi appaiono e vengono immediatamente superati, soppiantati, per poi tornare ancora più insistenti e senza diventare vere e proprie prove almeno fino alla conclusione del romanzo, ci sono in questo romanzo di Porazzi tanti temi sociali che gridano per essere ascoltati.

Nuove mafie, apparenze di provincia che possono sgretolarsi da un momento all’altro lasciando apparire ciò che è la triste realtà, corruzione, rapporti familiari tesi, increspati, eppure sempre pronti a difendere e curare. C’è la paura, l’incapacità di ribellarsi per timore che  a pagarne le conseguenze siano i più deboli. C’è lo spettro del terrorismo, tenda scura che talvolta aiuta a celare realtà più vicine a noi ma non per questo meno terribili, ci sono giochi di potere dove gli onesti rischiano di diventare pedine inconsapevoli di trame oscure. C’è la malattia e la paura della malattia.

E c’è il lato nascosto, appunto. O meglio, i lati nascosti: non solo quelli della società dentro la quale bisogna indagare per risolvere un crimine, ma anche e soprattutto quelli che ciascuno dei personaggi di questo libro tenta di tacere agli altri, ma anche a se stesso.

Ci sono orrori irrisolti, desideri di giustizia rincorsi e mai raggiunti, affetti strappati, condanne che colpiscono innocenti e uomini perbene lasciati soli se non addirittura scelti come capri espiatori.

E c’è il tradimento.

Pierluigi Porazzi disegna qui, con il suo stile che sa insinuarsi sotto la pelle come una lama affilata, con il ritmo che non fa sconti, personaggi che non passano inosservati e che sono difficili da dimenticare.

Dai protagonisti, Alba e Ramon, così diversi, eppure così uguali nella loro solitudine, che la prima colma grazie a un cane e un gatto con cui vive e che il secondo sperimenta nonostante una moglie e un figlio, due poliziotti quasi “americani” nei modi e nei tempi anche di condurre un’indagine difficile e rischiosa, fino ai cosiddetti comprimari. Che poi, a conti fatti, si scopre che comprimari non sono, ma che hanno tutti un ruolo ben definito, quasi fossero essi stessi quegli indizi da raccogliere per risolvere il mistero.

Sapiente il gioco dei flash back che si interseca ai pensieri e ai movimenti dei personaggi oggi, profonda l’analisi dei rapporti familiari, tra colleghi, tra amici, splendidamente espressa anche attraverso il non detto.

E minuziosa la ricerca, anche dello scrittore stesso, condotta per risolvere il caso. Che non mancherà di mettere il lettore davanti a colpi di scena, a sorrisi, ma anche all’orrore che si svela quando quel lato buio non resta più nascosto.

 

“Ha imparato che nella vita ci sono fardelli che nessuno può aiutarti a sostenere. Dolori che devi portarti dentro, imparare a conviverci. Cercando di sembrare comunque sorridente e spensierata, perché alla gente non piacciono le persone tristi. Poi non importa se hai un inferno nero che ti scava dentro, quello che conta è non farlo vedere, per non allontanare gli altri. Alba riappoggia lo smartphone”.  ( Pagina 215) 

 

 

 

Pierluigi Porazzi 


Pierluigi Porazzi Laureato in giurisprudenza ha conseguito il titolo di avvocato e lavora presso la Regione Friuli Venezia Giulia. È iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2003.  Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie, in diverse antologie (tra cui Più veloce della luce, Pendragon, 2017 e Notti oscure, La Corte editore, 2017) e nella raccolta La sindrome dello scorpione. Fa parte del progetto culturale SugarPulp e ha fondato SugarPulp Udine. È tra i fondatori dell’Associazione Culturale Cult’Udine.. Ha pubblicato per Marsilio Editori i romanzi L’ombra del falco (2010), Nemmeno il tempo di sognare (2013), in seguito usciti anche, rispettivamente, nelle collane Noir Italia (Il Sole 24 Ore, 2013) e Il giallo italiano (Il Corriere della Sera, 2014) e Azrael (2015), premiato come miglior romanzo dell‘anno nell’ambito dei Corpi Freddi Awards e presentato alla manifestazione letteraria nazionale Pordenonelegge. Nel 2017, per la collana gLam di Pendragon è uscito il romanzo Una vita per una vita scritto con il giornalista Massimo Campazzo. Uscito eccezionalmente in anteprima al Salone del Libro di Torino, a maggio 2018 ha pubblicato Laragazza che chiedeva vendetta, per La Corte Editore

 

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