Il logista




Recensione di Manuela Fontenova

Autore: Federica Fantozzi

Editore: Marsilio
Pagine: 256
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2016

 

 

 

 

 


Se siete alla ricerca di un bel thriller , magari con intrighi internazionali, temi scottanti e personaggi pericolosi, la vostra scelta cadrà presumibilmente su un autore straniero. Bene, se è davvero questo che state cercando allora non avrete bisogno di spingervi così lontano: Il Logista, dell’italianissima Federica Fantozzi è quello che fa per voi. Mescolando elementi thriller, gialli, di attualità e cronaca, l’autrice ci racconta una storia accattivante, dando un volto al male degli ultimi anni: la minaccia terroristica.
“L’Europa nella tenaglia della crisi economica, dell’immigrazione, e poi del terrorismo islamico, era esausta. Rivelava un volto decrepito e sempre più astioso”.

 

Proprio con un attacco terroristico si apre il romanzo: notte di capodanno, un lussuoso resort alle Maldive. Un commando armato, venuto silenziosamente dal mare, uccide nel sonno decine di inconsapevoli turisti. Gli echi della strage si ripercuotono in ogni dove, e a Roma Amalia Pinter, giornalista disordinata e pasticciona, sempre sul pezzo, non perde occasione di rincorrere l’ennesimo scoop, che, dopo il casuale incontro con Tancredi, ex fiamma dei tempi dell’università, le si presenta con la possibilità di intrufolarsi con l’inganno a casa di una delle coppie vittime del massacro.

 

Tancredi che da anni vive a Londra occupandosi di logistica di guerra, si trova a Roma per una breve vacanza e con il suo fascino riesce a riaccendere in Amalia un interesse mai sopito e a farle accettare un invito a cena. Ma il destino sembra volerle pestare i piedi e all’appuntamento non troverà nessun calice di vino ad aspettarla, bensì il corpo senza vita di Tancredi, riverso a terra vicino ad una bottiglia di whisky e cristalli di droga. Tutto fa pensare ad un suicidio, ma possibile che un giovane così promettente si sia ucciso? Amalia involontaria testimone di una possibile scena del crimine, fiuta il pericolo, qualcosa non le torna. Deve lasciar perdere o cercare di scoprire cosa è realmente successo nell’appartamento in Piazza di Spagna?

 

Al funerale di Tancredi si imbatte in Iris, la sua bellissima fidanzata e socia in affari e in Adam, fidato amico libanese che presto conquista la sua fiducia, ma che sembra volerla mettere in guardia, così quando le viene recapitata una busta con il disegno di uno scorpione con i bordi d’oro e l’aculeo rialzato, capisce che la minaccia è più reale e vicina di quanto credesse e che lei stessa potrebbe essere in pericolo.

Non è la solita inchiesta, non basterà il solito articolo impertinente; in una ricerca che la porterà da una Roma “segreta” a una Londra quasi esotica, Amalia si troverà per le mani un caso scottante, una verità dolorosa che presto capirà, non interessa solo a lei ma anche a qualcuno che già sta giocando le sue mosse.

 

Il Logista è un romanzo stupefacente: con il racconto dell’attentato iniziale, attorno al quale ruota tutta la storia, l’autrice accende la curiosità del lettore e continua ad aizzarla seminando indizi e tracce così da lasciarlo impreparato e stupito pagina dopo pagina.

 

La narrazione scorre fluida, il libro si fa leggere velocemente; da abile giornalista, la Fantozzi padroneggia la scrittura e lo fa anche con una varietà di toni e registri linguistici: termini specifici e del settore nei discorsi legati al giornalismo e all’editoria, chiarezza e precisione quando si addentra nel cuore dei fatti legati al terrorismo, un tono ironico quando ci racconta l’Amalia nella sua quotidianità, che fa battute divertenti o si prende una strigliata da un verace camionista romano.

 

Ma è l’ambientazione familiare, nostrana, a farci entrare di prepotenza nella storia: ci racconta una Roma nota, tra Piazza di Spagna, la movida di Tor di Quinto, un cappuccino da Mondi per poi passare a una città diversa, quella che finisce a due passi dal centro. La periferia abbandonata, il Tevere sporco, spiazzali ingombri di rifiuti, i cinghiali che si spingono per la strada alla ricerca di cibo, e Mafia Capitale come un’onta che difficilmente riusciremo a dimenticare.

 

Ecco che da un realtà in cui tutti possiamo riconoscerci, si sviluppa una vicenda che però si snoda ben oltre i nostri confini, una faccenda da telegiornale, ispirata a fatti accaduti, citati proprio per dare enfasi al racconto, pensiamo alla strage del Bataclan, e tutto è così vero che quasi ci dimentichiamo che stiamo solo leggendo un romanzo.

 

La scelta di una figura femminile, ficcanaso e non qualificata per risolvere casi polizieschi, come protagonista di un romanzo thriller non è una novità: mi viene da pensare ai libri di Cristina Rava e Alessia Gazzola, per restare in patria, ma il personaggio di Amalia si differenza dalle altre “eroine” che l’hanno preceduta. Amalia è una giornalista che scrive per Il vero investigatore, (“un avvoltoio con la penna” come la definisce Tancredi), non si trova suo malgrado coinvolta in situazioni delicate, se le va a cercarle e sebbene qualche pasticcio lo combini anche lei, il suo agire è razionale e utile all’indagine. Amalia sa che

“Ad ogni azione corrisponde una reazione. Ogni scelta ha un prezzo, ogni gesto ha delle conseguenze, a partire da quello che ordini al mattino per colazione. Solo che spesso lo scopri troppo tardi.”

Tutte le letture lasciano un’impronta dentro di noi, alcune scompaiono poco dopo, altre si legano ai nostri ricordi in modo così intenso da farci dubitare di aver davvero vissuto quella data situazione. E’ un nostro ricordo o una suggestione che viene dal libro? Quando mi trovo a farmi questa domanda ho la certezza di aver letto un ottimo romanzo.

 

Federica Fantozzi (Scheda Autore)


Federica Fantozzi è nata a Roma ed è giornalista all’Unità. Ha scritto per “Il venerdì”, “L’Espresso”, “Sette”, “La Nazione”, “la Repubblica”, “Italia oggi”. E’ autrice di due thriller, Caccia a Emy (2000) e Notte sul Negev (2001), entrambi pubblicati da Marsilio; insieme a Roberto Brunelli, ha scritto la biografia di Enrico Letta (Editori Riuniti 2013)