Il mambo degli orsi




Recensione di Francesca Mogavero


Autore: Joe R. Lansdale

Traduzione: Stefano Massaron

Editore: Einaudi

Pagine: 310

Genere: Noir

Anno di pubblicazione: 2018 (nuova edizione)

 
 

 

SINOSSI. Leonard è un grintoso omosessuale di colore, Hap un bianco malinconico e pacioso. Insieme formano una coppia di investigatori/avventurieri al fulmicotone. Questa volta, per evitare a Leonard qualche nottata di prigione dopo che ha dato fuoco alla casa dei vicini, i due si mettono sulla pista dell’avvocato Florida Grange, attuale compagna del capo della polizia ed ex ragazza di Hap. Florida è scomparsa mentre stava cercando di scoprire la verità sulla morte in prigione del nipote di un leggendario musicista blues. Le tracce della ragazza conducono a Grovetown, una cittadina texana dove spadroneggia un gruppo legato al Ku-Klux-Klan, e dove i due investigatori capiscono subito di non essere i benvenuti…Un romanzo avvincente dalla prima all’ultima pagina, sorretto da un’incredibile sequenza di irresistibili trovate e da uno stile scoppiettante, che strappa di continuo nuove risate, senza per questo alleggerire la cupa tensione che fissa gli avvenimenti in un incubo impossibile da dimenticare. Un capolavoro del noir contemporaneo “made in Usa” che è già un classico internazionale.

 

 

 

RECENSIONE

Una trama “leggera” che “si trasforma in un romanzo che rimane nella memoria”, per usare le parole di Sandrone Dazieri in appendice.

Leonard e Hap, sulle tracce della mozzafiato Florida, si scagliano contro un’intera cittadina che sembra essersi fermata agli anni ’50, danno (ma soprattutto ricevono) botte da orbi e l’esito della loro ricerca è incerto fino all’ultima pagina. Uno schema classico, quasi scontato, da “vecchio western” dice ancora Dazieri.

Ma i nostri due cowboy moderni non sono riconducibili alle categorie fisse di “buono”, “brutto” o “cattivo”, in un “mezzogiorno di fuoco” pensano al pranzo al sacco e “un pugno di dollari” non rappresenta per loro chissà quale attrattiva, se non è abbinato all’azione e alla smania di fare la cosa giusta: sbalzano dalle pagine, si dibattono, sono dinamici e reali ai limiti dell’incredibile (e della legalità) per essere due personaggi di carta.

Ed ecco che lo scheletro – comunque già forte e accattivante di per sé – dell’intreccio si ricopre di tendini, muscoli ed energia: lo stile, la caratterizzazione e il linguaggio, che rendono il viaggio ancora più coinvolgente.

Quando Leonard parla del suo rapporto con il bizzoso Raul, quando Hap si perde in fobie e fantasie, quando l’ernioso Cantuck ricorda suo figlio, quando Charlie impara nuove ombre cinesi (per distrarsi dallo “sciopero” della moglie), indossa scarpe di plastica e sospira al pensiero che il suo supermercato preferito chiuderà a breve, noi siamo lì con loro a parlare del più e del meno, come in una qualunque serata tra amici di vecchia data, in cui le chiacchiere sul tempo e le storielle familiari si alternano a discorsi sui massimi sistemi.

È l’irrinunciabile amore per la divagazione di Lansdale: una vera ossessione per l’aneddoto e per la digressione che – soltanto apparentemente – portano fuori strada e fuori tema, rimpolpando, rendendo i paragrafi ancora più sapidi e tangibili, in totale spontaneità.

I protagonisti dell’autore, così come le figure secondarie e di sfondo, sono piccoli e grandi, anonimi e memorabili nella loro umanità: dal razzista che sa mettere da parte il suo odio al momento opportuno, agli energumeni per i quali vale una sola legge, quella della donna dai modi spicci che li ha generati; dal tenente sanguigno che si strugge per amore, al figlio oppresso dallo strapotere paterno.

Cosa c’entrano gli orsi ballerini del titolo?

Non posso rivelare troppo, salvo che gli orsi sono potenti e istintivi, ma quando sono sotto l’influsso trascinante del “mambo” tutto si complica. E Leonard e Hap lo sanno molto bene. A loro spese.

In conclusione, L.C. Soothe e il suo scapestrato nipote (morto misteriosamente in prigione) potranno pure aver venduto l’anima al diavolo per suonare il blues in modo divino, ma ciò che è veramente diabolico è il talento di Lansdale nell’infondere un soffio vitale ai suoi eroi antieroici e nell’incatenare i lettori… E forse le nostre anime sono davvero in pericolo, visto che, terminato questo romanzo, ne vorremmo divorare subito un altro.

 

 

Joe R. Lansdale su THRILLERNORD

Joe R. Lansdale, (Gladewater, Texas, 1951) ha scritto piú di venti romanzi e centinaia di racconti, ed è forse il piú geniale autore di crime contemporaneo. Tra le sue opere pubblicate da Einaudi Stile Libero: La sottile linea scura, Tramonto e polvere, Acqua buia, La foresta, Notizie dalle tenebre, Paradise Sky, Io sono Dot e, per la serie di Hap e Leonard,Una stagione selvaggia, Mucho Mojo, Il mambo degli orsi, Bad Chili, Rumble Tumble, Capitani oltraggiosi, Una coppia perfetta e Honky Tonk Samurai.

 A cura di Francesca Mogavero

www.buendiabooks.it/



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