Il mattino dopo




Recensione di Fiorella Carta


Autore: Giorgio Pulvirenti Marco Negrone

Genere: Narrativa

Pagine: 287

Editore: Self

Anno: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. 1957. Justin è un giovane adolescente che vive a Montauban, un piccolo paesino immerso tra le campagne del sud della Francia, assieme ai suoi genitori adottivi. La guerra è finita da diversi anni ma ha lasciato ferite profonde sul corpo e nella mente di Benjamin, il padre adottivo del ragazzo, essendo un sopravvissuto del campo di sterminio di Auschwitz. Justin è deciso a conoscere la verità sul suo vero padre e la sua vera madre. Chiede quindi a Benjamin di raccontargli la storia delle proprie origini, che coincide con gli orrori che il padre ha vissuto all’interno del campo di sterminio. Quella che il ragazzo avrà modo di ascoltare sarà una storia forte, cruda, una vicenda che metterà in risalto la tenacia e la caparbietà di un gruppo di ebrei nel trovare un modo per sopravvivere ad una delle pagine più tristi e cruente della storia dell’umanità. Quando tutto sembrerà spacciato, un violino cambierà le loro sorti.

 

Recensione

Marius, lei è un brav’uomo, vittima come me e molti altri di un’ideale malato, di una guerra che non avrà vincitori, dalla quale ne usciremo tutti sconfitti… “

Ci sono argomenti, avvenimenti storici di cui non si parlerà mai abbastanza, perché c’è troppo da sviscerare e da tenere vivo nel ricordo, per affrontare un negazionismo impellente e dilagante.
Il mattino dopo è un romanzo che affronta la deportazione degli ebrei analizzando coscienze e situazioni su vari frangenti.
Da un lato i prigionieri, in condizioni disumane, resi schiavi, privati di dignità e spirito.
Dall’altra i carcerieri, crudeli e senza scrupoli, votato per una causa dalle conseguenze devastanti.
Nel mezzo vagano gli apolidi, coloro che non accettano la prigionia ma decidono di cercare la libertà venendo la vita altrui.
Perché si parla di amore senza barriere, di amicizie al di fuori dell’etnia e di salvezza che allontana dalla morte.
Un romanzo corale dunque, che nella bruttura degli avvenimenti scarta un regalo fatto di vita, riscatto e unione. Una scrittura a quattro mani appassionata, che ha voglia di spiegare, di capire, di imprimere nel lettore un chiaro significato: le storie di Alexandre, di Agnes e Franz, Marius e Aida, la storia di Justin dovrebbero appartenere a tutti noi.

 

 

INTERVISTA

 

La scrittura a quattro mani parte sicuramente da una grande alchimia. Come avete lavorato a questo romanzo? Alternando le voci o unendole in ogni singolo capitolo? 
Giorgio: Con Marco ci conosciamo ormai da vent’anni, e condividendo da sempre la stessa passione per la scrittura e per il cinema, ci viene quasi naturale lavorare insieme. Abbiamo già pubblicato un altro romanzo scritto a quattro mani, di genere sci-fi, intitolato “Proxima B”. Per quanto riguarda la lavorazione de “Il mattino dopo”, abbiamo adottato lo stesso metodo che utilizziamo per gli altri progetti, ovvero inizialmente abbiamo steso il soggetto e poi lo abbiamo suddiviso in varie parti, suddividendocele, ma aggiungendo degli appunti ad ogni parte che l’altro scriveva, in modo tale da rendere tutto omogeneo.
Marco: Scrivere una storia a quattro mani partendo praticamente da zero richiede una buona sintonia tra gli scrittori, una sintonia che si acquisisce col tempo e comunicando molto. Il nostro obiettivo era trasportare il lettore nel periodo storico di Alexandre e compagni ma non come spettatore, ma bensì come compagno di viaggio esposto alle emozioni che hanno investito i personaggi. Il nostro modus operandi di ogni progetto è sempre quello di sviluppare la storia ad anelli per poi unire il tutto in un unico tronco centrale suddividendo i capitoli in modo sequenziale, uno per ogni scrittore.

 

 

La storia di Alexandre prende spunto da ricerche reali o è frutto della vostra fantasia? 
Giorgio: I personaggi, con le loro rispettive storie, sono tutti inventati, compreso Alexandre, tranne qualche allusione o menzione ad alcuni personaggi storici presenti nel romanzo realmente esistiti.
Marco: La disavventura di Alexandre, se così può essere chiamata, è frutto di un attento studio degli avvenimenti storici avvenuti in Europa e non solo durante la seconda guerra mondiale su cui poi abbiamo cucito la storia del nostro fornaio.

 

 

Prossimi progetti e letture predilette?
Giorgio: Personalmente, sono nel bel mezzo della lavorazione di un altro romanzo di genere esclusivamente romance, che spero di finire entro l’anno, ma insieme abbiamo diversi soggetti in cantiere pronti per essere trasformati in romanzi. Per quanto riguarda le letture che prediligo, non posso non citare il mio autore preferito, ovvero Charles Dickens.
Marco: Ci stiamo lavorando, il prossimo romanzo è ancora in fase embrionale ma le idee sono tante e siamo sicuro che ne uscirà qualcosa di unico. Per quanto riguarda le mie letture preferite adesso sto leggendo “CyberUomo” di Enrica Perrucchetti.

 

A cura di Fiorella Carta

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Giorgio Pulvirenti e Marco Negrone


Giorgio Pulvirenti. Nato a Catania, dove vive attualmente, l’8 gennaio 1991. Fin da piccolo, sviluppa interesse verso l’ambito della lettura e della scrittura, oltre che a quello cinematografico. Intraprende una particolare visione della scrittura attraverso una fervida passione per la lingua dell’italiano. Ha già pubblicato un romanzo di genere sci-fi, “Proxima B”, oltre che a “Il mattino dopo”, romanzo di genere romance-storico.

 

Marco Negrone. Nato il 28 agosto 1990. Vive a Catania. Attento osservatore e appassionato di cinema, sviluppa una predilezione verso la scrittura. Pubblica un romanzo a quattro mani di genere fantascientifico, “Proxima B”.

 

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