Il mercante di Dio




Recensione di Giusj Sergi


Autore: Sal Costa

Editore: Bonfirraro

Genere: Storico

Pagine: 252

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

Sinossi. Racconta i diciassette anni perduti della vita di Gesù Cristo, anni che non compaiono in nessun Vangelo (canonico o apocrifo), né deducibili da alcuna fonte storica. È un romanzo di viaggi, avventure, amicizia, amore paterno e in qualche modo filiale. La narrazione, storicamente attendibile, ricostruisce il mondo ebraico dal quale scaturì la vita e il pensiero di Gesù e così ci svela il vero, o i veri motivi a contendere fra l’ebraismo di Gesù e quello del Sinedrio. Nel rispetto dei vangeli, l’autore, accenna qualche volta, ma senza creare contrasti, ad alcune parabole come fossero i prodromi di una maturazione a venire di un Gesù che si era allontanato dalla Galilea all’età di tredici anni, aveva viaggiato col mercante, da mercante, formandosi, conoscendo genti e culture differenti, per farvi ritorno a trent’anni, pronto al sacrificio. Ma il romanzo fa di più: ci svela un mondo antico ma sempre attuale nel quale la cultura, le religioni, la filosofia, le lingue, la scienza si muovono insieme alle merci.

 

 

Recensione

In questo libro troviamo una versione differente di una storia universalmente conosciuta che è appunto quella di Gesù. Interessante punto di vista quello dell’autore, che indaga il percorso di un Gesù molto umano che, da semplice ragazzino, compie un percorso di crescita personale ricco di avventure, peripezie, disavventure, profondi insegnamenti.

Un’interpretazione sicuramente interessante, con particolare cura dei dettagli per quanto riguarda il contesto storico-culturale dell’epoca; tutto si colloca perfettamente nel romanzo, senza sbavature, rientrando perfettamente nel genere storico e facendoci sentire parte integrante delle infinite perenigrazioni e avventure dei protagonisti.

La voce narrante del romanzo è quella di Salomon, un mercante che prende sotto la sua ala il piccolo Gesù all’età di tredici anni: la madre glielo affida per salvarlo da un destino già segnato. Salomon diventa una figura paterna per Gesù, e i due intrecceranno un rapporto d’affetto che li legherà per la vita e li renderà inseparabili per i lunghi anni che passeranno insieme, viaggiando lungo le rotte della vita.

Ho trovato una scrittura scorrevole e dettagliata, un punto di vista interessante e diverso; interessante questa differente interpretazione della vita e della figura di Gesù, condivisibile o meno.

Credenti o non credenti, Il mercante di Dio si legge come un piacevolissimo romanzo che ci catapulta nei luoghi descritti, facendoci percepire il vento, il calore sulla pelle e la stessa polvere in bocca.

 

 

 

Sal Costa


Sal Costa è nato e vive a Catania. Negli anni ’80, per un breve periodo, si trasferisce a Londra. Qui viene a contatto con gli ambienti rastafariani e ne sposa filosofia e pensiero. La lettura del Kebra Negast, libro sacro dei cristiani copti etiopi e degli stessi rastafariani, lo avvicina per la prima volta alle tematiche religiose. Tornato in Italia lavora e, quando può, gira il mondo scrivendo appunti di viaggio. La passione per gli scrittori della beat generation lo porta ad approfondire la conoscenza delle religioni orientali. Soltanto dopo si avvicina all’ebraismo, mosso anche stavolta dall’interesse letterario per gli autori di cultura yiddish del Novecento, da Isaac B. Singer, il più amato, a Roth, Potok, fino a Richler. Il passo successivo, ovviamente, è la Bibbia. È autore di romanzi: Un du’ e tre. La vera storia di Johnny il pompiere (1997), Visioni di Jack (1999), Saravà (2006), Bollito duro (2014). Ha scritto un testo di teatrodanza, I frutti di Pomo Pusillo e un monologo teatrale Nine Steps. Ha collaborato con svariati musicisti per la produzione di testi, da Rita Botto a Cecilia Pitino, i Dounia e Luftig. Il mercante di Dio è il suo ultimo romanzo.

A cura di Giusj Sergi

Giusj Ossigeno d’inchiostro



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