Il mistero di Silver Crow




Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Davide Booloni

Editore: Self Publishing

Genere: Giallo

Pagine: 122

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Corre l’anno 1997 quando un potente commerciante dell’isola di Silver Crow scompare nel nulla, tormentando non solo le anime dell’isola ma facendo riemergere fantasmi del passato.Sarà la detective Charlie, ragazza giovane e di grande fama, chiamata a risolvere questo caso.Un’impresa alquanto difficile per la detective , perché si accorgerà strada facendo che tutto il mistero è maledettamente legato a lei.

 

Recensione

Un giallo che si mescola ad un poliziesco, ad un thriller e ad un gotico perché dalla scomparsa di un personaggio della storia, descritta in modo breve all’inizio, si passa alle indagini della detective Charlie che finendo sull’isola di Silver Crow inizia ad analizzare i pochi elementi che ha per trovare qualche pista.

Durante le indagini succedono cose strane e la stessa protagonista sente di avere a che fare con gente poco chiara quindi al lettore inizia a salire la trepidazione mentre le indagini proseguono ed in ultimo si mischiano all’ansia insieme all’insicurezza mentre la protagonista va a pernottare nella villa abbandonata dell’uomo scomparso dove succedono cose strane in un castello all’interno del quartiere Fold dall’aria decisamente cupa.

Il lettore si trova davanti ad una storia incredibile dove ad un certo punto crede di girare a vuoto proprio come la protagonista, mantenendo una sensazione costante di essere spiato anche in luoghi isolati. All’inizio tutto sembra tranquillo visto che in seguito alla scomparsa di un noto imprenditore contattano una detective di gran fama per ritrovarlo, ma non appena Charlie, questo il nome della detective, inizia ad indagare succedono cose decisamente insolite. Nel frattempo l’autore riprende episodi del passato che riguardano la vita di Charlie per far capire chi è e per sconcertarlo con dei colpi di scena visto che il lettore non immagina certi risvolti che più avanti nella trama daranno forma all’intera storia.

Il lettore deve esser pronto davanti allo smarrimento prodotto dalla nebbia del passato che grava sopra la protagonista, lasciandosi influenzare dall’atmosfera vivida e enigmatica creata ad hoc dalla penna dell’autore che riesce a coinvolgerlo e trascinarlo all’interno del giallo che sta leggendo. A questo punto lo stesso lettore si ritrova insieme ai protagonisti ad effettuare indagini e a provare frustrazione quando capisce l’inganno nel quale hanno fatto cadere Charlie, ma non riesce a uscire dalla ragnatela ideata dal cattivo di turno.

Il fatto è che non arriva a pensare che sotto ci sia un piano estremamente diabolico dettato dall’avidità! Si rimane allibiti nel notare la freddezza di chi senza rimorsi va avanti col suo piano, in maniera egoistica, senza sprecare nemmeno un ripensamento in ciò che fa e ci si stupisce anche dei sostenitori del piano non perché non sia possibile tutto questo, ma proprio per il contrario, per il timore di incontrare persone affamate di ricchezza e potere tanto da disinteressarsi a dei principi più importanti che dovrebbero essere alla base della vita collettiva.

Dietro una “semplice” scomparsa si cela moltro altro che procurerà dei brividi al lettore quando vedrà che l’antagonista di Charlie si muove in modo determinato e crudele  mentre progetta una trappola fatale che…mi spiace ma non posso dire altro altrimenti passerebbe il gusto di leggere questo libro.

Quindi vi auguro buona lettura!

 

 

 

INTERVISTA

Partire con la presentazione del personaggio e riprendere la sua storia nel mezzo della trama spinge il lettore ad andare sempre più a fondo nella lettura, in questo modo si cattura la sua attenzione. Hai letto molto e ti sei fatto ispirare da altri autori oppure è frutto della tua creatività? E cosa ha condizionato la scrittura di questo giallo che per essere il primo si presenta abbastanza bene? In generale cosa ti ha dato la spinta a scrivere un libro?

Diciamo che non sono un lettore accanito ma mi piace ogni tanto immergermi in questo mondo. Il mio genere preferito da come si può capire sono i romanzi gialli e i thriller. Uno in particolare mi ha colpito più di altri ed è “TENEBRE” di Alice Blanchard. Detto ciò devo dire che il mio primo romanzo è puramente frutto della mia immaginazione. Scrivere mi aiuta ad esprimere le mie emozioni, i miei pensieri e le mie fantasie; l’ispirazione e la forza che ho trovato per tramutare la mia fantasia “nero su bianco”, è nata a seguito ad un periodo difficile, il quale dopo unoperazione delicata alla mano, sono dovuto restare a casa per ben quattro mesi dal lavoro… In quel periodo è dunque nato IL MISTERO DI SILVER CROW, un romanzo che mi ha dato la possibilità di evadere dalle quattro mura di casa mia tramite la fantasia che mi ha permesso di trasportarmi in posti e storie che più mi piacevano.

 

 

L’intreccio che si svela lentamente e che lascia il lettore di stucco è suggerito da esperienze di vita, condizionato da finzioni che ti hanno condizionato oppure è stato totalmente inventato?

Dall’egoismo e dall’amore per potere e ricchezze nasce tutta la storia. Perché hai dato più spazio a George e non all’amante visto che anche lei e la sua avidità hanno contribuito alla sofferenza della protagonista? Lo sviluppo lento della storia è una particolarità che ho notato nella maggior parte dei thriller che ho letto. Questo fattore da spazio alla suspense, tassello molto importante per quanto mi riguarda, perché dà la possibilità al lettore di immaginare come può proseguire la storia , mettendo in moto anche la propria fantasia. All’interno del mio romanzo ho voluto sottolineare quanto il potere può invadere le persone, a tal punto da tradire gli affetti più cari. George raffigura questo in tutti gli aspetti. Tramite il suo egoismo infatti, condurrà le vite di chi più lo ama, manovrandoli come burattini secondo i suoi scopi. Rose amante e complice, non è altro che schiava di una nobile causa: l’amore. Essa infatti è talmente invaghita di George che accetta di tradire persino il suo matrimonio facendo uccidere suo marito, rinunciando a qualsiasi sorta di corretta moralità, abbracciando a pieno il progetto di George pur di stare con lui.

 

Ti identifichi in qualche personaggio della storia o qual è il tuo personaggio preferito e perché? Inoltre perché nel titolo c’è l’argento se nella storia c’è l’oro come protagonista?

Nella vita, anche se in altre circostanze ho subito anch’io delle piccole ingiustizie, perciò mi raffiguro nel personaggio della detective Charlie, donna forte e abile, messa nudo dal tradimento di chi più doveva amarla: la famiglia! Il corvo è associato a un passaggio da uno stato ad un altro, spesso uno opposto all’altro, per esempio: il male e il bene. Ed è appunto il contrasto che ho affrontato in vari frangenti durante il mio romanzo. Perché ho scelto corvo d’argento se pur parlo di oro? Molto semplice il contesto in cui è ambientata la storia, come materia prima richiama appunto l’oro, mentre argento l’ ho scelto ad effetto per due semplici motivi:

1) L’argento è in contrapposizione all’oro, perciò in relazione al significato della parola corvo che ho scritto precedentemente, ho scelto tale contrasto.
2) Cercavo un titolo che potesse catturare l’attenzione, e Silver Crow è decisamente di maggior impatto rispetto a Gold Crow.

 

 

Hai già pronto qualche nuovo lavoro o continuerai a scrivere e a far uscire fuori la tua fantasia?

In anteprima posso rivelare che ho già scritto un altro libro, è un thriller dal titolo “IL VERO VOLTO DEL SUCCESSO”. Molto probabilmente uscirà l’anno prossimo, nel frattempo mi sto cimentando in un terzo libro, il quale sta prendendo forma piano piano. Scrivere o leggere ci permette di ampliare la nostra fantasia, facendoci immergere in storie che più ci piacciano, senza limiti spazio temporali…”Questa è la mia filosofia e spero di riuscire a trasmettere questo mio entusiasmo ai lettori.

 

A cura di Marianna Di Felice 

marisullealidellafantasia.blogspot.it

 

Davide Booloni


è nato a Isola della scala in provincia di Verona e vive con la moglie in una zona di campagna della stessa provincia. Il mistero di Silver Crow è il suo primo romanzo. L’idea è maturata in un periodo particolare della sua vita, quando era costretto a stare a casa dopo un’operazione. Aveva bisogno di evadere e non volendo sprecare invano questa opportunità, nelle lunghe giornate di guarigione, decise di tradurre queste sue fantasie nero su bianco e, pagina dopo pagina, ha creato tale storia.

 

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