Il pane del diavolo




Recensione di Antonia del Sambro


Autore: Valeria Montaldi

Editore: Piemme

Genere: Giallo/Storico

Pagine: 384

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi.  1416, Castello di Fénis. Marion è una cuoca straordinaria. Le sue origini saracene ne hanno forgiato il gusto: le spezie, gli aromi, i condimenti insoliti con cui arricchisce i piatti entusiasmano il palato dei nobili commensali riuniti a banchetto. Talento e inventiva, tuttavia, non bastano a farle ottenere rispetto e considerazione: vessata da Amizon Chiquart, il celebrato maestro di cucina del duca Amedeo di Savoia, è costretta a subire umiliazioni continue, accettate sotto l’amara maschera della deferenza. 2016, Fénis. Il cadavere ritrovato nel bosco è quello di Alice Rey: la gola squarciata, il sangue che intride ancora la neve. L’indagine sul delitto è affidata al maresciallo Randisi del Comando dei carabinieri di Aosta. Da subito, gli indizi convergono sul marito della vittima, Jacques Piccot, chef stellato del ristorante di proprietà della moglie e appassionato collezionista di antichi ricettari.

 

 

Recensione

Nel 1416 Marion è una vedova saracena che lavora nelle cucine del duca Amedeo d’Aosta, solito dare banchetti luculliani e raffinatissimi per illustri ospiti nel suo castello di Fénis. In realtà Marion è solo una sguattera, tenuta lì per misericordia dopo il decesso per febbri di suo marito aiuto cuoco del grande chef Amizon Chiquart.

Un uomo tanto spocchioso e miserrimo con i sottoposti quanto deferente e obbediente con i potenti. Costretto dalle circostanze, il grande chef continua a tenere nella sua cucina Marion, vessandola e umiliandola tutte le volte che ne ha occasione. Ignorando quanto, in realtà, la donna sia portata per quel lavoro, quanta inventiva e personalità abbia in cucina e quanto sia dannatamente scaltra. Tanto da potersi vendicare sotto il naso di Chiquart e far in modo che il borioso chef neppure se ne accorga.

Centinaia di anni dopo, nel 2016, sempre a Fénis e in un ristorante stellato, un’altra donna, un’altra araba, dopo essere passata tra le fiamme del suo inferno personale, si fa apprezzare per la sua cucina, per il suo talento e per la sua personalità. Ad averla accolta e averle dato un futuro e una vita migliore è Alice Rey, discendente di una agiata famiglia che ha deciso di investire quasi ogni centesimo della sua eredità nell’attività di suo marito, ambizioso e ambiguo cuoco stellato. Una mattina nevosa e ghiaccia nei boschi intorno a Courmayeur viene rinvenuto proprio il cadavere di Alice: ha la gola tagliata, gli occhi sbarrati e nessuno sa come sia arrivata in quel posto e chi la volesse morta.

A indagare sul delitto è chiamato il maresciallo Randisi, del Comando dei carabinieri di Aosta che insieme alla sua squadra inizia a investigare serratamente pur tenendo bene d’occhio il marito della vittima, Jacques Piccot, l’ambizioso e apprezzatissimo chef con la passione per i ricettari antichi. Troppe sono le cose che sembra nascondere l’uomo e la sua versione dei fatti ha davvero troppi punti oscuri. Ma è davvero lui il colpevole? Tra le nevi della Valle d’Aosta tutto può nascondersi e velarsi e la verità va cercata anche dove non ci si aspetta di trovarla.

Capace di muoversi tra i vari secoli e le varie location Valeria Montaldi ancora una volta dà vita a un thriller che si muove leggero e veloce tra le stanze del Tempo per donare al lettore una storia intensa e a tratti femminista, sempre rispettando la suspense e il ritmo coinvolgente dei suoi lavori.

Il pane del diavolo è storia e attualità, è lo splendore delle corti rinascimentali e le vicissitudini sociali ancora presenti nell’era attuale, è il perenne desiderio di riscatto delle donne, soprattutto quelle di talento, e l’egoismo maschile mai sopito né scalfito dal tempo. È una storia di dolore ma anche di speranza in pagine di intensa trepidazione narrativa create dal linguaggio e dallo stile dell’autrice che non bada a farsi intimorire da descrizioni dettagliate di ricette esclusive.

Anzi le cavalca. E così i dettagli di parti di cibo, spezie, dolciumi e cotture di vario tipo invece di spezzare il ritmo della storia la rafforzano e la rendono originale e affascinante in un connubio perfetto di tensione e interesse. Il tutto a beneficio esclusivo del lettore.

 

 

 

Valeria Montaldi


Valeria Montaldi Giornalista e scrittrice, vive a lavora a Milano. Ha esordito nel 2001 con Il mercante di lana, cui sono seguiti Il signore del falco (2003) e Il monaco inglese (2006), entrambi finalisti al Premio Bancarella. Tutti i suoi romanzi, che hanno ottenuto grande successo in Italia, sono stati pubblicati all’estero. Nel 2008 è uscito, sempre per Rizzoli, Il manoscritto dell’Imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle (Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzio. Le storie di Valeria Montaldi sono ambientate intorno alla metà del Duecento e spaziano dai castelli della Valle d’Aosta alle strade della Milano comunale, dai boschi del contado lombardo fino alle terre della Marca Trevigiana. Nella narrazione si intrecciano le vicende di aristocratici, popolani, monaci, eretici, mercanti, armigeri, streghe e inquisitori. I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.

 

 



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