Il passato è una bestia feroce




Recensione di Fiorella Carta

Autore: M. Polidoro

Editore: Piemme

Pagine: 385

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2015

 

 
 

 
 

Sono passati trentatré anni da quando Monica Ferreri, una bambina, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, quasi tutti l’hanno dimenticata. È una misteriosa lettera, scritta da Monica la sera prima di sparire e ritrovata oggi, a risvegliare l’inquietudine di un mistero mai risolto.
A riceverla è Bruno Jordan, cronista di successo della rivista “Krimen”, quarantenne in crisi e, tanto tempo prima, compagno di scuola e amico speciale di Monica.
Quella lettera rappresenta il pretesto che serve a Jordan per allontanarsi da Milano, da una redazione dove si sente soffocare, dall’ennesima fidanzata che lo ha lasciato in malo modo e, soprattutto, dalle minacce di alcuni malavitosi che lo hanno preso di mira a causa di una delle sue inchieste scomode.
Con l’aiuto di Costanza Piras, giovane ma risoluta donna maresciallo, Jordan ritorna sui luoghi dell’infanzia per indagare sulla fine di Monica. E più va a fondo, più quello che scopre si fa spaventoso, facendogli capire troppo tardi che il passato è come una bestia feroce che forse sarebbe meglio non risvegliare.

Nomen omen: suppongo che l’ autore non abbia scelto a caso il nome del protagonista, Bruno Jordan.
Le sue caratteristiche rispecchiano il suo quasi omonimo, libero nel pensiero e senza timore.
Dalla sua il giornalista ha umorismo e sarcasmo, che vengono fuori anche nei momenti meno opportuni e più pericolosi.
Il suo è un viaggio nel passato, stimolato da una lettera arrivata misteriosamente in ritardo, la cui mittente è scomparsa ormai da trent’anni.
Jordan si ritroverà nelle vesti di investigatore nel suo paese di origine, i suoi flashback lo aiuteranno a chiarire un caso freddo che lo tocca particolarmente: Monica Ferreri la ragazzina scomparsa nel nulla, era una delle sue migliori amiche.
Di questo autore ho già letto “Non guardare nell’abisso” e proprio in quel thriller ho conosciuto Bruno Jordan e il suo modo ostinato ed empatico di fare giornalismo. Incapace di stare lontano dai guai anche questa volta, riesce sempre a salvarsi sul filo del rasoio.
Non ci si stanca mai di leggere delle sue rocambolesche avventure: un giornalista di cronaca nera si sa, sta scomodo a molti.
Jordan ti coinvolge, ti diverte, ti fa sorridere. I romanzi che vedono lui come motore delle ricerche sono scorrevoli, emozionanti e con umanità non troppo fantasiose ma vicine alla realtà, e per questo più apprezzabili per il lettore.
In attesa di nuove avventure, vi consiglio di avvicinarvi a questa serie partendo da questo libro, per capire meglio le vicende del protagonista, sia dal punto di vista personale che lavorativo.

 

 

M. Polidoro


Scrittore e giornalista, è considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito. Conduttore e consulente scientifico di trasmissioni televisive di successo, è autore, tra gli altri, di Enigmi e misteri della storia e di Rivelazioni. Con il thriller Il passato è una bestia feroce (Premio NebbiaGialla 2015 per la letteratura noir e poliziesca) ha dato vita al personaggio di Bruno Jordan, che torna come protagonista in Non guardare nell’abisso.