Il pianto dell’alba




Il pianto dell’alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi

Recensione di Sabrina De Bastiani


Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi Stile libero big

Genere: noir

Pagine:  p. 336

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi.  Con un colpo di scena struggente il Commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

«La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore». 

Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l’uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Cosí, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c’è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l’alba con le sue promesse, deve ancora una volta, piú che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato.

 

(Questa non è una) Recensione

                

Maurizio De Giovanni, prima ancora di essere un uomo di parole, è un uomo di parola.

Aveva annunciato, più o meno un anno fa, che questo  sarebbe stato l’ultimo romanzo del ciclo del Commissario Ricciardi, aggiungendo che non lo avrebbe presentato, in senso tradizionale e canonico, perché sarebbe stato impossibile.  Il che non vuol dire che non lo accompagnerà, e non lo stia già accompagnando, ad incontrare i lettori.

Ma tra le due cose c’è molta differenzaÈ fuori di dubbio che il Pianto dell’alba, per natura e contenuto, sia un  libro impresentabileEd è altrettanto vero che, per natura e contenuto, sia un libro irrecensibile. Ci si potrebbe fermare qui, dunque, nell’invito a leggerlo, a “sentirlo”, a soffermarsi e tornare, alla fine, sul titolo, perfetto e calzante come un abito su misura, in ogni parola che lo compone.

Ma.

L’amore si racconta, sai.

E allora, ecco, questa non è una recensione, ma se lo fosse, non potrei non scrivere di una trama noir superlativa, che si specchia nella notte fonda di un periodo storico al contempo incandescente e cupo, che vede lo scontro di poteri forti, lo scardinarsi e scoordinarsi di alleanze e compromessi, di interessi su larga scala, che svalicano i confini della città di Napoli e quelli italiani, e che pure, in questo spaccato, Napoli, col suo animo sia magico che smagato, smaschera e mette a nudo.

Perché qui è una ragnatela, e se muovi un filo si muove tutto: e se si sa interpretare il movimento, allora si risale a come stanno le cose.

Questa, appunto, non è una recensione, ma se lo fosse, non potrei non scrivere di quanto sia sublime, più che mai in queste pagine, la caratterizzazione dei personaggi, il loro saluto pieno di essenza e concretezza, malinconico, vero, non una passerella d’onore, ma l’affermarsi delle proprie identità, non un chiamarsi l’applauso, ma l’abbraccio.

Vividamente, vivide menti.

Non è una recensione, questa, ma se lo fosse, non potrei tralasciare di dire quanto la scrittura di De Giovanni sia qui benedetta. Non una parola di troppo, non un virtuosismo a calcare sull’emotività, semplicemente  la misura, perfetta, dell’Autore e della sua commozione trattenuta

E all’autore, alla fine del cammino, lasciate il (…)   non  riuscire a cambiare la storia che vede.

che proprio per questo si percepisce e viene trasmessa in maniera così forte e diretta: una stretta allo stomaco, ma anche una stretta di mano. Un unisono di cuori che si realizza nell’ossimoro di legare indissolubilmente senza trattenere,  perché

l’amore non può essere egoista. L’amore spinge, non trattiene; altrimenti non è amore.

Questa non è una recensione, ma se lo fosse non potrei non  esprimere che la più grande dichiarazione d’amore, in un romanzo magistrale che ne è colmo, di amore, la fa proprio De Giovanni al suo amico Ricciardi: nel corso delle sue storie lo ha gravato della maledizione del Fatto.

Qui, nel salutarlo, gliene fa dono.

E ai lettori fa quello di un romanzo che è già Storia nella storia,  e che non lascia vuoti né vuoto. Perché il suo compimento, la sua cifra,  sta nell’essere, assolutamente,  indimenticabile.

 

 

Maurizio De Giovanni (Scheda Autore)


Nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera (2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome (2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018). È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco). Con I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbreappare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembreè incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli pubblica I Guardiani.Del 2018 è Sara al tramonto (Rizzoli), Sbirre (Rizzoli), scritto in collaborazione con Massimo Carlottoe Giancarlo De Cataldo, del 2019 è Le parole di Sara (Rizzoli)

 

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