Il Progetto Valhalla




Recensione di Angela Giusti


Autore: Matteo Favaro

Editore: Bibliotheka Edizioni

Genere: Thriller

Pagine: 214

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. Il passato nasconde orrori indicibili. E la loro memoria, molto spesso, torna a tormentarci nel presente… e non ci lascia scampo. Romania, Cluji, giorni nostri. Una bambina uccide Sua Eminenza Adrian Marescu, recidendogli la giugulare con un morso. Poi si costituisce spontaneamente. A seguire lo spinoso caso viene chiamata dall’Italia la professoressa Lucrezia Ortensi, psichiatra infantile. La soluzione dell’enigma è sepolta in un passato legato al nazismo e alla sua fascinazione per l’occultismo esoterico e nelle lugubri stanze del “Castello”, una clinica nei Carpazi dove si conducevano esperimenti sui bambini, per trasformarli in perfette macchine di morte.

Recensione

Il Valhalla è un concetto che fa parte della mitologia nordica e da sempre è stato considerato come una sorta di aldilà dove il re Odino raduna i suoi combattenti. Etimologicamente però il significato è un po’ differente, in quanto significa massacro, bagno di sangue, campo di battaglia.

Ho fatto questa premessa perchè, a mio parere, il titolo rischia di portare fuori strada: in questo romanzo non abbiamo a che fare con combattenti valorosi dai tratti nordici, ma bensì con bambini sottratti a forza e portati in una clinica per essere sottoposti a test illegali.

Di questi bambini noi ne conosciamo una, Karla, “tornata” nel tempo presente per portare  a termine la sua vendetta. Karla fa paura, è a modo suo piuttosto inquietante, ma non è di certo un vichingo.

Il Progetto Valhalla è un libro strutturato,  forse in maniera eccessiva. Mi spiego: un viaggio tra diverse epoche storiche, ambientazione tra Romania-Italia, bambini addestrati ad uccidere nella clinica dell’orrore, una nuova coppia omosessuale che si forma e si dà da fare in camera da letto, il conflitto tra religioni.

Il peccato dello scrittore è stato quello di voler mettere troppa carne al fuoco, troppi elementi. Il rischio che si corre è quello di creare, con un neologismo moderno, “un mappazzone”. Fortunatamente il taglio dell’editor evita il disastro e la storia segue un suo percorso ben costruito e sostanzioso.

I personaggi, soprattutto quello di Lucrezia, sono ben delineati e i dialoghi, realistici ed accurati, si seguono bene. Le parti storiche, quelle ambientate nel passato, sono senza dubbio le meglio narrate: incalzanti e accattivanti.

Soprattutto, emerge la documentazione storica e l’analisi sociologica che ne hanno permesso la stesura. Quando si vede uno studio attento di ciò di cui si parla, è sempre ben apprezzato, soprattutto perchè significa che, alla base, c’è una passione, e quando c’è questa passione nella scrittura, il lettore lo percepisce.

Nonostante alcune piccole cose da rivedere, il Progetto Valhalla è un thriller fatto e finito e un buon esordio.

 

Matteo Favaro


Matteo Favaro, classe 1978, si è laureato in Matematica applicata e in Economia, amante dei viaggi, eterna fonte d’ispirazione per i suoi manoscritti, è cresciuto con Lovecraft e lo Stephen King di prima generazione. Il progetto Valhalla è il suo primo thriller.

 

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