Il segno della morte






il segno della morte peter james

(Recensione di Anna Grippo)


Autore: Peter James
Editore: Longanesi
Traduttore: Alessio Lazzati
Pagine: 441
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2017

 

Un serial killer a Brighton?

Brighton (Inghilterra). È una giornata tranquilla quando alla stazione di polizia arriva la segnalazione di un certo Jamie Ball: la sua fidanzata, Logan Somerville, gli ha telefonato in preda al panico. Nel parcheggio sotterraneo del palazzo dove abitano, ha visto uno sconosciuto. Durante la telefonata l’ha sentita gridare, e da allora non è più riuscito a contattarla telefonicamente, perché non risponde. È molto preoccupato. Viene subito inviata una pattuglia e gli agenti si rendono conto che si tratta di un sequestro.

Nello stesso momento, in un cantiere, alcuni operai portano alla luce dei resti di donna. In apparenza, niente sembra collegare i due casi, ma presto l’ispettore incaricato, Ray Grace, coglie delle similitudini: tutto sembra condurre a un serial killer. Ipotesi confermata dalla sparizione di altre donne che hanno in comune la stessa caratteristica fisica.

Inizia così la ricerca serrata di Logan e delle altre ragazze rapite, al fine di evitare nuove sparizioni e soprattutto catturare quello che sembra essere il primo serial killer di Brighton.

Peter James, è molto preparato riguardo alle tecniche investigative, per questo motivo la sua scrittura precisa e accurata è molto apprezzata dai poliziotti. Anche in questo caso, ha costruito un giallo avvincente, dal ritmo incalzante, quasi claustrofobico, dove la corsa contro il tempo la fa da padrona.

Questo è il terzo romanzo con protagonista l’ispettore Roy Grace; per dar vita al personaggio, l’autore si è liberamente ispirato a un vero ispettore di polizia di Brighton.

La figura dell’ispettore è ben costruita e tratteggiata, e si inserisce perfettamente nella storia, valorizzandola con le sue intuizioni e con le debolezze che lo rendono umano.

A fare da sfondo ai fatti principali, ci sono le sue vicende personali e quelle di un collega, ma questo non impedirà loro di portare a termine l’indagine.

È una lettura consigliata a chi apprezza i gialli: la storia è coinvolgente, la scrittura è scorrevole e, pur essendo presenti dei termini tecnici, questi non appesantiscono la lettura ma, anzi, la impreziosiscono, perché ci rendono partecipi della struttura organizzativa di un’indagine investigativa, in particolare quando la polizia si trova ad affrontare un serial killer.

Leggete “Il segno della morte” e, se non lo avete ancora fatto, regalatevi i due libri precedenti, editi anch’essi da Longanesi. Ne vale la pena.

 

Peter James (Brighton, Inghilterra, 1948) è un produttore cinematografico con una fertile carriera. I suoi romanzi sono best seller tradotti in ben 34 paesi. Con “Al buio” (2006)  si aggiudica la vittoria di importanti premi e riconoscimenti da parte della critica, tra cui il Krimi-Blitz Award, il Prix Polar International e il Prix Coeur Noir. “Al buio” segna l’inizio di una vera e propria serie di thriller che vede come protagonista l’ormai famoso ispettore Roy Grace.  I suoi thriller risultano adrenalinici e molto realistici anche grazie alla sua cultura cinematografica, alla sua passione per la criminologia e al tempo passato accanto a dei veri poliziotti.