Il silenzio di Ada






( Recensione di Patrizia Argenziano)


Autore: Roberto Van Heugten

Editore: Homo Scrivens

Pagine: 238

Genere: giallo/noir

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

Sin dalle prime pagine ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un romanzo piuttosto originale, impostato come una sorta di diario. A raccontarci in prima persona la brusca interruzione della sua pacifica quotidianità è lo scrittore, biografo, Gianluca Vanetti.

Sprofondato nella noia della sua casa in Valtenesi, viene contattato, per un lavoro, da una coppia di donne, al momento in vacanza relax a Canazei, in Trentino: si tratta dell’esuberante Monica e della silenziosa Ada che lo invitano a raggiungerle per conoscersi ed, eventualmente, discutere i particolari dell’incarico.

Restio a muoversi e ad abbandonare, anche solo per qualche giorno, la sua compagna di vita, la gatta soriana Opal, decide però, incuriosito, di fare questa vacanza-lavoro fuori programma e pianifica il viaggio attraverso bellezze naturali e sapori tipici culinari a bordo della sua Citroën GS arancione del 1977.

L’incontro con Monica e Ada si rivela più piacevole del previsto anche se il rapporto tra le due è quello di medico-paziente e la storia che deve raccontare ha molti aspetti negativi.

Nonostante il clima intimo creatosi, c’è, però, qualcosa che sfugge, qualcosa di poco chiaro, qualcosa che fa scattare, inevitabilmente, delle domande a chi, come lui, è abituato a selezionare e catalogare anche i minimi dettagli per deformazione professionale. E a queste domande bisogna trovare assolutamente delle risposte perché, Gianluca lo sente, poi potrebbe essere troppo tardi.

Qual è il nesso tra lui e Ada?

Questa lettura è un originale viaggio attraverso le bellezze delle montagne, dei locali caratteristici di cui si respirano i profumi, si sentono i sapori e di cui si percepisce il calore, nonostante la temperatura esterna.

Questi elementi, oltre a dare un tocco di verità in più al romanzo, ci aiutano a conoscere meglio colui che racconta perché diventa anche un viaggio attraverso i ricordi di Gianluca, attraverso i suoi luoghi preferiti, attraverso le sue abitudini.

Questo scrittore che ama la montagna, la tranquillità, la sua gatta, il golf, i quattro amici fidati, la sua macchina, il buon cibo e la buona musica è anche lo scrittore curioso, attento, che esce dal guscio e che indaga avvalendosi della tecnologia, di persone appena conosciute e degli amici di una vita, il tutto con grande spontaneità.

È un viaggio attraverso la sofferenza umana che si concretizza in gesti estremi, tormentati, studiati meticolosamente, a dimostrazione del fatto che il passato non è mai passato, che le ferite, non solo fisiche, che ci sono state inferte, faranno sempre parte di noi e influenzeranno i nostri comportamenti, nel bene e nel male.

Nonostante il delicato tema trattato, la lettura è piacevole e scorrevole. Gianluca si racconta con una scrittura semplice e parla come si parla ad un amico, per questo il lettore si sente immediatamente parte della vicenda, si ritrova curioso e sospettoso contemporaneamente, si lascia trascinare in questo viaggio da Monica e Ada proprio come il protagonista.

Ad intercalare il suo racconto e rendere quindi ancora più affascinante la lettura, ci sono i ricordi di Ada, sempre raccontati in prima persona, ricordi che accompagnano il lettore alla scoperta di un passato difficile, triste e violento e di un presente compromesso da tutto ciò che è stato.

Un finale che non ti aspetti e le ultime pagine possono solo far pensare che, forse, quell’errore all’anagrafe raccontato nelle primissime righe non è stato del tutto casuale.

 

 

Roberto Van Heugten


Di origine olandese vive sul lago di Garda. Nel 2014 esce “La casa sul meteorite”, nel 2016, al Festival Giallo Garda “ Il silenzio di Ada” si classifica al terzo posto come romanzo inedito.

A cura di Patrizia Argenziano

instagram.com/patrizia.arge